Tenerife. Arona, la comunità che capeggia è quella italiana
- Diritti e integrazione, Speciale
- 4 Ottobre 2020
K metro 0 – Sarajevo – Anno dopo anno, la corruzione in Bosnia Erzegovina continua a dilagare, consolidando il Paese come il secondo più corrotto d’Europa. A lanciare l’allarme è il Centro di assistenza legale di Transparency International Bosnia Erzegovina (TiBiH). Nel 2024, infatti, ha registrato un incremento significativo dei casi segnalati dai cittadini. In
READ MOREK metro 0 – Lubiana – La Commissione per la prevenzione della corruzione della Slovenia ha individuato potenziali rischi di corruzione nel processo di nomina del direttore generale della polizia, Senad Jusic. Lo riporta l’agenzia di stampa slovena STA. Secondo l’indagine condotta dalla Commissione, alcuni atti individuali potrebbero aver aperto la strada a possibili abusi
READ MOREK metro 0 – Tirana – Erion Veliaj, il sindaco di Tirana, resterà in carcere a Durazzo in attesa delle indagini su accuse di corruzione e riciclaggio di denaro. La decisione è stata presa dalla Procura speciale contro la corruzione e la criminalità organizzata albanese (Spak). La vicenda ha suscitato tensioni tra maggioranza e opposizione
READ MOREK metro 0 – Parigi – La Francia rischia di perdere il controllo della corruzione, dopo essere scivolata di cinque posizioni nella classifica mondiale rispetto al 2023, e di dieci rispetto alla Germania. Nel suo Indice di percezione della corruzione (CPI) 2024 pubblicato martedì 11 febbraio, l’ONG Transparency International ha difatti evidenziato “un deterioramento allarmante
READ MOREK metro 0 – Bruxelles – Per la prima volta in 14 anni, Singapore è stato classificato come il Paese meno corrotto della regione Asia-Pacifico nel 2024, secondo l’ultimo rapporto sull’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) di Transparency International. Questo riconoscimento non veniva assegnato a Singapore dal 2010. Lo scorso anno, la città-stato ha superato
READ MOREK metro 0 – Bruxelles – Denis-Christel Sassou Nguesso, figlio del Presidente della Repubblica del Congo, avrebbe sottratto milioni di dollari di fondi pubblici dalla compagnia petrolifera statale del paese. Facendoli poi “sparire”, attraverso una rete di società fittizie create per riciclare il denaro sporco e acquistare immobili di lusso all’estero. Tra cui un attico
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