K metro 0 – Madrid – A partire da oggi, la Spagna dà ufficialmente un addio al programma di “Golden Visa”, un visto introdotto nel 2013 dal governo di Mariano Rajoy per attrarre investitori stranieri non comunitari. Questo programma consentiva agli stranieri di ottenere la residenza spagnola in cambio di investimenti significativi nel Paese. In
K metro 0 – Madrid – A partire da oggi, la Spagna dà ufficialmente un addio al programma di “Golden Visa”, un visto introdotto nel 2013 dal governo di Mariano Rajoy per attrarre investitori stranieri non comunitari. Questo programma consentiva agli stranieri di ottenere la residenza spagnola in cambio di investimenti significativi nel Paese. In particolare chi acquistava immobili per un valore superiore ai 500.000 euro o a chi investiva più di due milioni di euro in titoli di debito pubblico spagnolo, azioni, fondi di investimento o progetti imprenditoriali considerati di interesse generale per il Paese aveva la “Golden Visa”.
L’eliminazione della “Golden Visa” rappresenta una mossa decisiva del governo di Pedro Sánchez, che ha fatto della revisione di questo programma una delle sue priorità politiche. L’ex ministro della Sicurezza Sociale e attuale governatore della Banca di Spagna, José Luis Escrivà, aveva infatti annunciato che il governo stava lavorando per rivedere le condizioni di rilascio del visto, sottolineando la necessità di bilanciare gli interessi economici con la tutela del diritto all’abitazione. Nel corso del 2024, Sánchez aveva confermato l’intenzione di porre fine a questa misura, una decisione che ha suscitato un ampio dibattito pubblico.
Dal suo lancio nel 2013, il programma ha visto l’emissione di un totale di 14.576 visti, con la maggior parte degli investimenti concentrati in ambito immobiliare. I principali beneficiari di questo visto sono stati cittadini provenienti da paesi come Russia, Cina, Stati Uniti, Regno Unito, Ucraina, Iran, Venezuela e Messico. Gli investimenti in immobili hanno avuto un impatto notevole su alcune aree della Spagna, in particolare nelle grandi città e nelle località turistiche, portando a un forte aumento dei prezzi delle case e, in alcuni casi, alla gentrificazione di quartieri storici. Questo ha sollevato preoccupazioni tra i residenti locali, che hanno denunciato la difficoltà di accedere a un’abitazione a causa della speculazione legata agli acquisti effettuati dagli investitori stranieri.
Il governo ha presentato l’abolizione della “Golden Visa” come una misura necessaria per proteggere il diritto all’abitazione, soprattutto nelle città con maggiore bisogno di case. Pedro Sánchez ha ripetutamente dichiarato che “la casa è un diritto, non una mera speculazione commerciale”, un principio che ha guidato la sua politica in materia di alloggi. Il governo ha sottolineato che, sebbene gli investimenti stranieri abbiano avuto un impatto positivo sull’economia, è ora fondamentale rivedere le politiche che potrebbero alimentare la speculazione e rendere più difficile per i cittadini spagnoli l’accesso a una casa.
La riforma, che ha ricevuto il via libera nel 2024, è entrata ufficialmente in vigore oggi, ponendo fine al programma che, nonostante le sue criticità, ha avuto un impatto significativo sul mercato immobiliare spagnolo.
Le città più colpite dalla “Golden Visa” sono state Barcellona, Madrid, Malaga, Alicante, Valencia e le Isole Baleari, che insieme hanno concentrato il 90% di tutte le autorizzazioni concesse. Queste città hanno visto un aumento dei prezzi degli immobili, spesso al di fuori della portata della maggior parte della popolazione locale, con alcuni quartieri che sono diventati aree di investimento per cittadini di paesi come la Cina e la Russia.