K metro 0 – Juba – Il Sud Sudan sta attraversando un momento critico, con l’arresto del vicepresidente Riek Machar e diversi suoi alleati tra i quali il ministro del Petrolio Puot Kang Chol. La cosa è accaduta dopo che un gruppo armato fedele a Machar ha invaso una base dell’esercito nel nord del Paese.
K metro 0 – Juba – Il Sud Sudan sta attraversando un momento critico, con l’arresto del vicepresidente Riek Machar e diversi suoi alleati tra i quali il ministro del Petrolio Puot Kang Chol. La cosa è accaduta dopo che un gruppo armato fedele a Machar ha invaso una base dell’esercito nel nord del Paese.
Gli arresti arrivano a poche ore di distanza da un altro evento significativo: anche il generale Gabriel Duop Lam, un altro alleato di Machar e il numero due dell’esercito sud sudanese (Sspdf), è stato arrestato. Secondo fonti ufficiali, Duop Lam sarebbe stato arrestato dalle forze fedeli al presidente Salva Kiir Mayardit, il quale è da sempre rivale di Machar.
Il generale Duop Lam, che ricopre un ruolo fondamentale nell’opposizione, è stato arrestato dopo che l’esercito sud sudanese ha accusato l’Splm-Io (Movimento Popolare di Liberazione del Sudan – In Opposizione) di supportare l’Armata Bianca a Nasir. L’esercito sud sudanese sostiene che la milizia comunitaria sta scatenando la violenza nella regione, un’accusa che l’opposizione respinge fermamente. Tuttavia, le autorità sud sudanesi hanno ritenuto necessario l’arresto di Duop Lam, in quanto figura chiave nell’opposizione.
Il Sud Sudan, lo Stato più giovane del mondo, è ricco di risorse naturali, in particolare petrolio, ma è afflitto da una grave povertà, lotte di potere interno, corruzione e conflitti etnici. Nonostante i tentativi di costruire una pace duratura dopo l’indipendenza dal Sudan nel 2011, la violenza continua a essere una costante nella vita quotidiana di milioni di sud sudanesi.
L’alleanza tra Kiir e Machar è stata messa a dura prova fin dal 2013, quando una sanguinosa guerra civile ha diviso il Paese e causato gravi perdite umane. La guerra ha avuto un impatto devastante, con quasi 400.000 morti e oltre 4 milioni di sfollati. Nonostante la firma di un accordo di pace nel 2018, che prevedeva, tra le altre cose, la creazione di un esercito unificato e la gestione congiunta della sicurezza, le tensioni tra le forze fedeli a Kiir e quelle vicine a Machar sono rimaste alte. L’arresto di Puot Kang Chol e Gabriel Duop Lam sembra un chiaro segno che l’accordo di pace è in pericolo e che le divisioni tra le due fazioni si stanno intensificando.
Purtroppo dopo l’accordo di pace del 2018 la violenza non è mai cessata completamente e, recentemente, la situazione è peggiorata, specialmente nello stato dell’Alto Nilo, nel nord-est del paese. Le forze internazionali, tra cui l’Unione Africana, l’Igad (blocco dell’Africa orientale), l’Unmiss (Missione delle Nazioni Unite in Sud Sudan) e la Commissione di monitoraggio dell’accordo di pace (Rmnec), hanno espresso preoccupazione per il deterioramento delle condizioni di sicurezza e hanno lanciato un appello urgente alla de-escalation della vi
Queste organizzazioni temono che il deteriorarsi della situazione possa portare a una violenza generalizzata e compromettere ulteriormente gli sforzi di pace. Le forze internazionali hanno sollevato allarmi sulla crescente militarizzazione della regione, con particolare attenzione all’area di Nasir, una piccola città nel nord-est del Sud Sudan, dove si sono verificati scontri tra l’esercito regolare sud sudanese e i membri dell’Esercito Bianco, una milizia comunitaria vicina a Machar. Nonostante il vicepresidente Riek Machar neghi ogni coinvolgimento diretto nei combattimenti, la situazione resta tesa e potenziale
Oltre alla violenza politica e militare, la popolazione del Sud Sudan è stata duramente colpita anche da gravi crisi umanitarie, con milioni di persone bisognose di assistenza.