K metro 0 – Il Cairo – I Paesi arabi propongono la creazione di una commissione indipendente sotto l’ombrello dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) per gestire gli affari quotidiani della Striscia di Gaza durante un periodo di transizione di sei mesi. Questa iniziativa è emersa dalla bozza della dichiarazione finale del vertice straordinario della Lega Araba,
K metro 0 – Il Cairo – I Paesi arabi propongono la creazione di una commissione indipendente sotto l’ombrello dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) per gestire gli affari quotidiani della Striscia di Gaza durante un periodo di transizione di sei mesi. Questa iniziativa è emersa dalla bozza della dichiarazione finale del vertice straordinario della Lega Araba, tenutosi al Cairo, e punta a garantire una governance stabile in vista di un futuro accordo politico.
I leader arabi hanno ribadito il rifiuto categorico di qualsiasi tentativo di sfollamento forzato della popolazione palestinese, avvertendo che tale azione avrebbe gravi ripercussioni sulla sicurezza e sulla stabilità dell’intera regione. Inoltre, hanno sottolineato la necessità di porre fine all’aggressione israeliana sia in Cisgiordania che a Gaza.
Il vertice ha accolto con favore il piano egiziano per la ricostruzione della Striscia di Gaza, articolato in più fasi, e ha invitato la comunità internazionale a mobilitarsi per sostenere finanziariamente questo progetto. A tal fine, è stata annunciata l’intenzione di convocare una conferenza internazionale, che fungerà da piattaforma per raccogliere fondi e impegni concreti.
Per quanto riguarda la sicurezza, il piano del Cairo prevede l’addestramento della polizia palestinese sia in Egitto che in Giordania, in preparazione al ritorno dell’Anp alla piena gestione di Gaza. Inoltre, è stata ventilata la possibilità di dispiegare forze di pace internazionali nei Territori palestinesi, sotto l’egida del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, al fine di stabilizzare la situazione e prevenire nuovi conflitti armati.
Un punto chiave discusso durante il vertice è stato il disarmo delle fazioni palestinesi, da affrontare attraverso un “chiaro orizzonte politico” che promuova accordi condivisi a favore della stabilità di Gaza.
Secondo fonti ufficiali, il piano egiziano per la ricostruzione di Gaza si estenderà fino al 2030, con un investimento complessivo di 53 miliardi di dollari finanziati da organizzazioni delle Nazioni Unite e da enti internazionali e arabi. La fase iniziale di sei mesi, dal costo stimato di 3 miliardi di dollari, si concentrerà sulla rimozione delle macerie e sulla fornitura di 200 mila unità abitative temporanee. La successiva fase biennale, dal valore di 20 miliardi di dollari, riguarderà la creazione di infrastrutture essenziali come stazioni elettriche, reti idriche e di telecomunicazione. Infine, una fase finale da 30 miliardi di dollari punterà a sviluppare l’agricoltura, una zona industriale, un porto marittimo e la costruzione o ristrutturazione di 460 mila abitazioni.
Durante il vertice, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha riaffermato l’importanza di una soluzione a due Stati, rifiutando ogni proposta di trasferimento forzato dei palestinesi. Mahmoud Abbas, presidente dell’Anp, ha sostenuto il piano egiziano, chiedendo il supporto della comunità internazionale e confermando l’impegno a indire elezioni presidenziali e parlamentari, a condizione che siano garantite le giuste condizioni in Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme Est.
L’incontro ha visto anche la partecipazione del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, e del presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, entrambi favorevoli al piano egiziano. Guterres ha ribadito che Gaza deve restare parte integrante di uno Stato palestinese indipendente e democratico, mentre Costa ha sottolineato l’opposizione dell’Unione Europea a qualsiasi cambiamento demografico o territoriale imposto con la forza.
Il vertice straordinario della Lega Araba ha dunque tracciato una chiara road map per la stabilizzazione e la ricostruzione di Gaza, puntando su un impegno collettivo arabo e internazionale per garantire un futuro di pace e sviluppo per il popolo palestinese.