K metro 0 – Algeri – Nonostante le notizie relative al suo precario stato di salute, l’81enne Abdelaziz Bouteflika, presidente dell’Algeria per ben 4 mandati, ha deciso di ricandidarsi alle elezioni del prossimo 18 aprile per la quinta volta: le grandi manifestazioni popolari iniziate lo scorso 22 febbraio nelle principali città algerine segnalano, però, che
K metro 0 – Algeri – Nonostante le notizie relative al suo precario stato di salute, l’81enne Abdelaziz Bouteflika, presidente dell’Algeria per ben 4 mandati, ha deciso di ricandidarsi alle elezioni del prossimo 18 aprile per la quinta volta: le grandi manifestazioni popolari iniziate lo scorso 22 febbraio nelle principali città algerine segnalano, però, che il popolo algerino non è contento di questo assetto politico.
Decine di migliaia di algerini sono scesi in piazza per contestare Bouteflika, che tra l’altro usa una sedia a rotelle e raramente è stato visto in pubblico da quando ha avuto un ictus nel 2013: la sua decisione ha scatenato, però, rabbia nel paese, tanto che si è creato un movimento di protesta improvviso venerdì, ad Algeri, città in cui le manifestazioni sono vietate. Sono seguiti raduni anche nelle giornate di sabato e domenica.
Nella giornata di ieri, anche i più giovani hanno preso parte alle proteste: circa 500 studenti hanno manifestato presso l’Università di Algeri, sventolando bandiere algerine, con slogan come “No al quinto trimestre” e “Bouteflika esce”. La sicurezza universitaria è intervenuta per bloccare la folla studentesca entro le mura dell’ateneo, per evitare che si riversassero in strada, dove erano comunque predisposte squadre di polizia antisommossa e veicoli della polizia lungo tutta la strada che porta al complesso universitario. Altri studenti, circa 100, avrebbero marciato nel contempo al centro della città, e i media riportano simili manifestazioni in altre zone della stessa Algeri, e in altre città del paese africano.
Nel complesso, però, le forze dell’ordine non hanno pressoché ostacolato i manifestanti ed i media governativi hanno ampiamente dato spazio alla manifestazione.
Secondo l’esperto di politica algerina Akram Kharief, che ha commentato l’accaduto per Sputnik, “L’esercito si è diviso in tre gruppi. Il primo non è nemmeno un gruppo, ma solo una persona: il capo di stato maggiore Ahmed Gaïd-Salah. Sostiene incondizionatamente Abdelaziz Bouteflika. Il secondo gruppo è a favore delle riforme e fa riferimento ad Ali Ghediri (un generale in congedo ora candidato indipendente alle elezioni presidenziali). Infine, c’è un terzo gruppo, che persegue una posizione più neutrale ed è decisamente meno politicizzato”.
Il quotidiano algerino Liberte ha titolato “Gli algerini hanno abbattuto il muro della paura”. I giovani algerini sono esasperati dalle politiche del governo: quasi un terzo non ha lavoro ed è spesso costretto ad arrangiarsi, o più spesso, a migrare in altri paesi. Parrebbe, però, che il governo sia stato colto di sorpresa, anche perché la varietà dei partecipanti e il carattere pacifico delle proteste lo rendono un movimento difficile da controllare, ma comunque in potenziale aumento.