Erasmus+: Il Parlamento Europeo triplica i fondi destinati

Erasmus+: Il Parlamento Europeo triplica i fondi destinati

K metro 0 – Bruxelles – Una decisione che renderà felici le attuali e future generazioni universitarie, quella adottata ieri dalla Commissione cultura del Parlamento Europeo, che ha approvato un piano per triplicare la destinazione dei fondi deputati al progetto Erasmus+. Al fine di permettere l’accesso al programma al numero più alto di studenti, la

K metro 0 – Bruxelles – Una decisione che renderà felici le attuali e future generazioni universitarie, quella adottata ieri dalla Commissione cultura del Parlamento Europeo, che ha approvato un piano per triplicare la destinazione dei fondi deputati al progetto Erasmus+.

Al fine di permettere l’accesso al programma al numero più alto di studenti, la Commissione ha approvato una serie di “misure dettagliate”, con lo scopo di eliminare “le barriere economiche, sociali e culturali”. In proposito, Petra Kammerevert, la presidente della Commissione cultura, ha dichiarato che “Il nuovo Erasmus+ deve essere veramente aperto a tutti e incoraggiare tutti a partecipare”, e che l’accesso al programma dovrà essere “senza discriminazioni né barriere”

L’incremento di budget, che porta la dotazione finanziaria per il Programma a oltre 3 milioni e 200mila euro (rispetto ai 2milioni e 700mila euro stanziati inizialmente con la Call 2019), si tradurrà in diverse agevolazioni sotto vari punti di vista: maggiore mobilità per le persone che parteciperanno al programma, raddoppio dei fondi per le università europee, focus sui progetti dedicati all’inclusione sociale, fondi extra per progetti incentrati sull’apprendimento digitale, multidisciplinare e sulle materie STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), fondi extra per i centri di eccellenza professionale.

Il pacchetto adottato prevede che si costruisca un quadro di inclusione sociale in tutta Europa, attraverso lo scambio culturale e formativo, e che si sviluppino strategie nazionali specifiche sui progetti universitari, compresa la possibilità di “adattare i finanziamenti ai bisogni dei partecipanti”.

Il testo riporta che gli stati dovranno prevedere misure di “sostegno particolare alla mobilità per persone con opportunità più limitate”, come corsi di lingua integrativi ai corsi universitari, sostegno amministrativo e opportunità di e-learning.

Tra le nuove misure, rientra anche la previsione di “partenariati di piccola scala”, rispetto ai soliti accordi presi con i centri di formazione universitaria: in particolare, questa misura consentirà la possibilità di partecipare al programma Erasmus+ anche alle piccole organizzazioni, soprattutto quelle che lavorano con e per le persone che hanno uno svantaggio sociale di qualche tipo. Oltre questo, si prevedono anche programmi sportivi per giovani atleti e allenatori e scambi di formazione professionale.

Il programma Erasmus (European Region Action Scheme for the Mobility of University Students) è un progetto di mobilità studentesca dell’Unione Europea, nato nel 1987, che permette a centinaia di studenti in tutta Europa di svolgere un periodo di studio legalmente riconosciuto o un tirocinio formativo in un’università straniera. Prende il nome dal teologo e umanista olandese Erasmo da Rotterdam, il quale ha viaggiato per diversi anni attorno a tutta l’Europa per comprenderne le culture.

 

Di Tosca Di Caccamo

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