Banca Mondiale, sospeso il prestito per la ricostruzione del Libano

Banca Mondiale, sospeso il prestito per la ricostruzione del Libano

K metro 0 – Beirut – La Banca Mondiale ha deciso di sospendere l’erogazione di un prestito da 250 milioni di dollari destinato al Libano, fondi essenziali per avviare le operazioni di rimozione delle macerie e ripristino delle infrastrutture nelle aree più colpite dal recente conflitto con Israele. La decisione è motivata dall’assenza di una

K metro 0 – Beirut – La Banca Mondiale ha deciso di sospendere l’erogazione di un prestito da 250 milioni di dollari destinato al Libano, fondi essenziali per avviare le operazioni di rimozione delle macerie e ripristino delle infrastrutture nelle aree più colpite dal recente conflitto con Israele. La decisione è motivata dall’assenza di una governance stabile all’interno del Consiglio per lo Sviluppo e la Ricostruzione (Cdr), l’ente pubblico libanese responsabile della gestione dei progetti di ricostruzione nel paese.

Secondo quanto riportato dall’emittente libanese Lbci, la Banca Mondiale ha congelato il progetto in attesa della nomina di un nuovo presidente e di un consiglio di amministrazione per il Cdr. Il rinnovo dei vertici dell’ente è considerato un passo cruciale per garantire la trasparenza e l’efficacia nell’utilizzo dei fondi destinati alla ricostruzione.

Il ruolo del Cdr è stato messo sotto la lente d’ingrandimento da parte della comunità internazionale, con attori chiave come Stati Uniti, Arabia Saudita e Fondo Monetario Internazionale (FMI) che chiedono una profonda riforma dell’ente. L’obiettivo è rafforzarne la credibilità e la capacità operativa, viste le numerose critiche ricevute negli anni per presunti episodi di scarsa trasparenza e inefficienza.

Le nomine del nuovo presidente e del consiglio di amministrazione del Cdr sono attese per il 21 aprile, quando una delegazione libanese parteciperà agli incontri primaverili della Banca Mondiale e del FMI a Washington.

Il prestito sospeso da 250 milioni di dollari è solo una parte di un pacchetto più ampio da un miliardo di dollari, discusso a marzo tra la Banca Mondiale e il primo ministro libanese Nawaf Salam. Il piano di aiuti prevede: interventi nelle regioni meridionali del Libano, gravemente danneggiate dai bombardamenti israeliani nel conflitto tra Israele e Hezbollah, scoppiato l’8 ottobre 2023 e temporaneamente interrotto dalla tregua del 27 novembre 2024. Il ripristino di infrastrutture essenziali, tra cui reti elettriche, idriche e di trasporto. La ricostruzione di abitazioni distrutte e assistenza alle famiglie sfollate. E il rilancio dell’economia locale, attraverso misure per sostenere le attività produttive interrotte dalla guerra.

Secondo un rapporto pubblicato dalla Banca Mondiale agli inizi di marzo, il bilancio dei danni materiali e delle perdite economiche nel sud del Libano è estremamente grave. Si tratta di 6,8 miliardi di dollari di danni materiali diretti alle infrastrutture, 7,2 miliardi di dollari di perdite economiche indirette, dovute al blocco delle attività produttive e commerciali. Oltre a 11 miliardi di dollari di costi stimati per il recupero e la stabilizzazione del Paese nel breve e medio termine.

Il prestito iniziale di 250 milioni di dollari avrebbe dovuto finanziare interventi immediati, tra cui la rimozione delle macerie, il ripristino dei servizi pubblici e l’assistenza alle comunità vulnerabili. Tuttavia, senza una leadership chiara all’interno del Cdr, i finanziatori internazionali preferiscono mantenere i fondi congelati.

Il sud del Libano, in particolare le regioni di Tiro, Nabatieh e Bint Jbeil, è tra le più colpite dal conflitto e necessita di interventi urgenti per evitare una crisi sociale ancora più profonda. La comunità internazionale rimane in attesa delle prossime mosse del governo libanese.

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