K metro 0 – Bratislava – Il governo slovacco ha espresso la necessità di ripristinare il transito del gas russo attraverso l’Ucraina, sottolineando come questa decisione potrebbe portare a una riduzione significativa dei prezzi dell’energia. Il primo ministro Robert Fico e la vicepremier Denisa Saková hanno dichiarato che, con il ritorno del transito, il prezzo
K metro 0 – Bratislava – Il governo slovacco ha espresso la necessità di ripristinare il transito del gas russo attraverso l’Ucraina, sottolineando come questa decisione potrebbe portare a una riduzione significativa dei prezzi dell’energia. Il primo ministro Robert Fico e la vicepremier Denisa Saková hanno dichiarato che, con il ritorno del transito, il prezzo del gas in borsa potrebbe scendere dagli attuali 50 euro a circa 20-25 euro per megawattora.
Secondo il quotidiano slovacco Denník N, la compagnia statale SPP (Slovenský Plynárenský Priemysel), principale fornitore di gas in Slovacchia, aveva già manifestato l’intenzione di riprendere il transito attraverso l’Ucraina a partire dall’autunno. Tuttavia, il governo di Kiev ha interrotto il passaggio del gas tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, creando nuove incertezze per il mercato energetico europeo.
Fino alla fine del 2023, quando il transito era ancora attivo, il prezzo del gas presso il TTF (Title Transfer Facility) olandese – il principale hub di scambio virtuale per il gas naturale in Europa – oscillava tra i 26 e i 50 euro per megawattora. Con la chiusura del transito ucraino, i costi dell’energia hanno registrato un aumento significativo, con ripercussioni sulle economie europee, in particolare sui paesi dell’Europa centrale e orientale, che dipendono in larga misura dal gas importato.
La Slovacchia, che riceve una parte considerevole del proprio approvvigionamento energetico dalla Russia, è tra i paesi più colpiti da questa situazione. Il primo ministro Fico ha più volte sottolineato l’importanza di garantire forniture stabili e a prezzi accessibili, evitando così il rischio di nuovi rincari che potrebbero danneggiare l’economia nazionale e il potere d’acquisto dei cittadini.
Il dibattito sulla riapertura del transito del gas attraverso l’Ucraina si inserisce in un contesto geopolitico complesso. Da un lato, la Slovacchia e altri paesi europei cercano soluzioni per contenere i costi dell’energia e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti. Dall’altro, l’Ucraina e i suoi alleati occidentali rimangono cauti nel ristabilire accordi energetici con la Russia, visti i conflitti in corso e le tensioni geopolitiche.
Resta da vedere se ci saranno negoziati tra le parti coinvolte per trovare un compromesso che possa garantire la stabilità del mercato energetico senza compromettere le strategie politiche ed economiche dell’Unione Europea e dell’Ucraina.