MSF: allarme a Gaza, stanno finendo le forniture mediche

MSF: allarme a Gaza, stanno finendo le forniture mediche

K metro 0 – Gaza – A un mese dal blocco degli aiuti umanitari imposto da Israele, la situazione nella Striscia di Gaza è sempre più critica. Le forniture mediche essenziali stanno per esaurirsi, lasciando i pazienti senza cure adeguate. Ospedali e cliniche stanno operando ben oltre la loro capacità. Le scorte ridotte al minimo

K metro 0 – Gaza – A un mese dal blocco degli aiuti umanitari imposto da Israele, la situazione nella Striscia di Gaza è sempre più critica. Le forniture mediche essenziali stanno per esaurirsi, lasciando i pazienti senza cure adeguate. Ospedali e cliniche stanno operando ben oltre la loro capacità. Le scorte ridotte al minimo e personale esausto che cerca di far fronte a una crisi sanitaria senza precedenti.

I team di Medici senza Frontiere denunciano la grave carenza di anestetici, antibiotici e altri farmaci vitali. “A causa del razionamento, siamo costretti a curare le ferite senza alcun antidolorifico”, affermano gli operatori sul campo. Molti interventi chirurgici vengono eseguiti in condizioni precarie, aumentando il rischio di infezioni e complicazioni per i pazienti. La mancanza di forniture adeguate impedisce ai medici di trattare efficacemente le ferite da guerra, mentre il numero di persone con traumi gravi continua a crescere a causa degli incessanti bombardamenti.

Le autorità israeliane hanno imposto un assedio totale su Gaza il 2 marzo, impedendo l’ingresso di aiuti e interrompendo l’elettricità, necessaria per gli impianti di desalinizzazione dell’acqua. Questa politica sta causando una crisi umanitaria devastante, privando la popolazione di beni essenziali come cibo, acqua e medicine. Senza energia elettrica, le strutture sanitarie non possono garantire nemmeno i servizi di base, compromettendo l’assistenza a pazienti in condizioni critiche e a neonati nelle incubatrici.

La mancanza di forniture costringe MSF a razionare farmaci essenziali e rinviare cure cruciali. Senza anestetici e antibiotici, le operazioni chirurgiche diventano sempre più rischiose. Le équipe mediche sono spesso costrette a scegliere quali pazienti trattare in base alla gravità del loro stato, lasciando molti senza alcuna possibilità di cura.

Anche le malattie cutanee sono in aumento: tra febbraio e marzo, solo nelle cliniche di MSF, i casi di scabbia e infezioni dermatologiche sono aumentati drasticamente. Le precarie condizioni igieniche e la mancanza di acqua pulita rendono impossibile contenere la diffusione delle infezioni. Una donna incinta in una clinica MSF a Khan Younis denuncia: “I prezzi sono alle stelle e la popolazione non può permettersi beni di prima necessità.”

Le persone con malattie croniche, come il diabete e l’ipertensione, sono particolarmente vulnerabili. Senza farmaci adeguati, rischiano complicazioni gravi, che possono portare a disabilità permanenti o addirittura alla morte. I pazienti ricevono solo scorte limitate di medicinali, appena sufficienti per pochi giorni. La situazione è resa ancora più drammatica dal deterioramento generale delle condizioni di vita: il cibo scarseggia, l’acqua potabile è quasi inesistente e la malnutrizione è in aumento, colpendo in modo particolare i bambini e le donne incinte.

MSF chiede con forza la fine della punizione collettiva inflitta alla popolazione di Gaza. “L’assedio sta causando sofferenze insopportabili. È una morte lenta che deve finire immediatamente”, dichiara Myriam Laaroussi, coordinatrice delle emergenze di MSF.

L’organizzazione sottolinea la necessità di un intervento immediato per garantire l’accesso agli aiuti umanitari. Senza una risposta concreta della comunità internazionale, il numero di vittime continuerà a crescere. Il blocco prolungato sta portando la popolazione allo stremo, con effetti devastanti su ogni aspetto della vita quotidiana.

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