Basilicata, Pasqua sotto le stelle: gli antichi osservatori celesti

Basilicata, Pasqua sotto le stelle: gli antichi osservatori celesti

K metro 0 – Adnkronos – Basilicata – Con la testa in su. Si può partire dallo splendore dei cieli notturni. Rimirar le stelle e osservare la luna in differenti modi: dal glamping vista cielo alle case sugli alberi immersi nel verde, dai telescopi dei centri scientifici e tra i siti astronomici megalitici fino alla

K metro 0 – Adnkronos – Basilicata – Con la testa in su. Si può partire dallo splendore dei cieli notturni. Rimirar le stelle e osservare la luna in differenti modi: dal glamping vista cielo alle case sugli alberi immersi nel verde, dai telescopi dei centri scientifici e tra i siti astronomici megalitici fino alla passerella di un maestoso ponte tibetano. La Basilicata si conferma meta ideale per un turismo esperienziale a contatto con la natura offrendo una Pasqua indimenticabile all’insegna dell’astronomia.

Per vivere appieno questa connessione con il cielo, il territorio lucano offre soluzioni esclusive come il Ponte alla Luna di Sasso di Castalda che si erge a 70 metri di altezza e prende il nome in omaggio al suo illustre figlio Rocco Petrone, che ha lavorato per la Nasa come direttore di lancio dell’Apollo 11, la missione che ha portato per la prima volta l’uomo sulla Luna. Nelle immediate vicinanze, comfort immerso nella natura è garantito dalla struttura “La casa sull’albero” del B&B “Guarda che luna” che propone un’esperienza abitativa a 35 mq sospesa tra maestosi noci secolari. Dotata di ampi terrazzi panoramici, permette di godere di albe e tramonti mozzafiato in totale privacy. A Satriano di Lucania, l’Hotel Atmosfera Bubble Glamping incanta con la sua bolla trasparente immersa nel bosco, dove lusso e natura si fondono in un’esperienza rigenerante completa di jacuzzi e idromassaggio. Per chi preferisce un’esperienza più urbana ma altrettanto stellare, The Orangery Luxury Retreat nella storica Rabatana di Tursi offre una sistemazione esclusiva a cielo aperto.

“Terra millenaria di connessioni celesti, la Basilicata vanta uno dei cieli meno inquinati d’Europa, trasformandosi in un balcone naturale sul firmamento. Il suo stesso nome, derivante dall’antica Lucania – da “lux” (luce) o “lucus” (bosco sacro illuminato) – evoca questo ancestrale legame con gli astri che si perpetua dalla Preistoria fino ai giorni nostri”, dichiara Margherita Sarli, direttore generale dell’Apt Basilicata. L’astroturismo – precisa – rappresenta un’opportunità per la Basilicata”.

Il legame della Basilicata con l’astronomia affonda le radici nel Neolitico, quando nelle prime comunità materane, un importante personaggio venne sepolto in una tomba con il corridoio d’accesso orientato secondo la posizione del sole a mezzogiorno, probabile simbolo di eternità. Duemila anni dopo, sulle coste ioniche, Pitagora stabilì la sua scuola a Metaponto, lasciando un’impronta indelebile sulla cultura astronomica locale. Testimonianza ne è la celebre “brocchetta di Ripacandida” (VI sec. a.C.), custodita nel museo di Melfi, che riporta una rarissima rappresentazione del firmamento secondo la dottrina pitagorica. Particolarmente suggestivo è inoltre il sito megalitico di Monte Croccia nel bosco di Oliveto Lucano, piccola “Stonehenge lucana”, dove durante il Solstizio, il tramonto si insinua tra due antichi dolmen, creando uno spettacolo di luce che si ripete immutato da millenni.

Oggi, la tradizione astronomica continua attraverso una rete di planetari e osservatori d’avanguardia: dall’Osservatorio di Anzi, posizionato strategicamente accanto a una chiesa con preziosi affreschi rinascimentali, all’altopiano di Castelgrande, dove è possibile osservare le stelle circondati dal pascolo incontaminato delle mucche podoliche. Di rilevanza internazionale è il Centro di Geodesia Spaziale di Matera, mentre il centro Spark-me affascina con i suoi modelli di razzi interplanetari e riproduzioni di lander lunari.

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