K metro 0 – Zagabria – È iniziato oggi in Croazia uno sciopero generale del settore dell’istruzione, che coinvolge scuole primarie, secondarie e università. L’iniziativa, promossa da tre sindacati di categoria, ha avuto inizio nella regione della Dalmazia e si estenderà nei prossimi giorni ad altre aree del Paese, seguendo un calendario progressivo. Secondo quanto
K metro 0 – Zagabria – È iniziato oggi in Croazia uno sciopero generale del settore dell’istruzione, che coinvolge scuole primarie, secondarie e università. L’iniziativa, promossa da tre sindacati di categoria, ha avuto inizio nella regione della Dalmazia e si estenderà nei prossimi giorni ad altre aree del Paese, seguendo un calendario progressivo.
Secondo quanto riportato dall’emittente “N1”, l’obiettivo dello sciopero è ottenere miglioramenti nelle condizioni economiche e lavorative del personale scolastico e universitario. Molte le richieste avanzate dai sindacati.
Un aumento del 10% dello stipendio base, per far fronte all’aumento del costo della vita e valorizzare il ruolo degli insegnanti.
L’introduzione di coefficienti salariali più elevati, per correggere le disparità di trattamento economico tra diverse categorie del settore.
L’istituzione di un supplemento didattico, volto a riconoscere il carico di lavoro aggiuntivo che molti insegnanti affrontano quotidianamente.
Un supplemento occasionale, da erogare fino alla risoluzione definitiva della questione dei coefficienti.
Il rinvio di un anno delle classi modulari nelle scuole professionali, un cambiamento che, per i sindacati, richiede più tempo per essere implementato in modo efficace.
E infine il rinvio delle nuove valutazioni degli insegnanti, una misura introdotta dal governo che ha suscitato forti polemiche e divisioni all’interno della categoria.
Il primo ministro croato Andrej Plenković ha risposto con fermezza alla mobilitazione, definendola “non necessaria né indispensabile”. Ha inoltre ribadito che i giorni di sciopero non saranno retribuiti, confermando la linea adottata dal governo.
“Il governo è coerente nella sua decisione: lo sciopero non sarà pagato. Chi sceglie di parteciparvi dovrà rivolgersi ai sindacati per eventuali compensazioni economiche”, ha dichiarato Plenković.
Lo sciopero arriva in un contesto di crescenti tensioni nel settore dell’istruzione in Croazia. Infatti da tempo gli insegnanti chiedono salari più adeguati, maggiore stabilità lavorativa e condizioni migliori per garantire un’istruzione di qualità agli studenti.
Negli ultimi anni, il sistema scolastico croato ha affrontato numerose riforme e cambiamenti strutturali, molti dei quali hanno incontrato resistenze e preoccupazioni da parte dei docenti. La nuova ondata di proteste evidenzia il malcontento diffuso e la necessità di un dialogo costruttivo tra governo e sindacati per trovare soluzioni sostenibili.
Mentre la mobilitazione prosegue e si espande ad altre regioni del Paese, resta da vedere se l’esecutivo sarà disposto a negoziare o se la protesta si intensificherà nelle prossime settimane.