Italia, decimo giorno di attacchi di hacker filorussi a siti istituzionali

Italia, decimo giorno di attacchi di hacker filorussi a siti istituzionali

K metro 0 – Roma – L’Italia continua a essere bersaglio di attacchi informatici. Anche oggi, per il decimo giorno consecutivo, si registra una nuova campagna DDoS (Distributed Denial of Service) condotta dal gruppo filorusso NoName057(16). I target odierni includono siti della Pubblica Amministrazione locale: tra questi, i portali delle regioni Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise

K metro 0 – Roma – L’Italia continua a essere bersaglio di attacchi informatici. Anche oggi, per il decimo giorno consecutivo, si registra una nuova campagna DDoS (Distributed Denial of Service) condotta dal gruppo filorusso NoName057(16). I target odierni includono siti della Pubblica Amministrazione locale: tra questi, i portali delle regioni Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise e il sito del Comune di Milano.

Secondo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, la scelta di colpire obiettivi di medio-basso profilo riflette la strategia del gruppo. Non riuscendo a violare portali istituzionali di alto livello, il collettivo mira a mantenere alta l’attenzione mediatica selezionando bersagli meno protetti.

Seppur questi attacchi non abbiano causato danni concreti, come il furto di dati sensibili o perdite economiche, il blocco temporaneo di transazioni e servizi online crea comunque disagi, specialmente per aziende di servizi, banche e istituti finanziari. L’obiettivo principale di questi cybercriminali, infatti, sembra essere quello di provocare imbarazzo piuttosto che arrecare danni diretti.

I NoName057(16) non nascondono le loro motivazioni politiche. La loro recente campagna contro l’Italia sarebbe una risposta alle dichiarazioni del Presidente Sergio Mattarella sul parallelo tra la Russia e il Terzo Reich, affermazioni che la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito “blasfeme”.

In un tentativo di propaganda, il gruppo ha promosso sui propri canali una “petizione” per prendere le distanze dalle parole del Presidente italiano e chiedere scusa al popolo russo. Tuttavia tra le firme raccolte spiccano nomi chiaramente inventati.

La sicurezza informatica è sempre più al centro delle preoccupazioni globali. Il rapporto Clusit 2025 traccia un quadro allarmante: gli attacchi informatici continuano a crescere in numero e sofisticazione, minacciando aziende, enti pubblici e cittadini.

Nel 2024, gli attacchi informatici gravi in Italia sono aumentati del 15% rispetto all’anno precedente, un dato inferiore alla crescita globale (+27%) ma comunque significativo. Nonostante l’Italia rappresenti solo l’1% del Pil mondiale, ha subito il 10% degli attacchi informatici globali, un dato che evidenzia una vulnerabilità sproporzionata.

Dopo un 2023 dominato dagli attacchi DDoS, il 2024 segna il ritorno del malware come principale minaccia informatica. Anche il phishing resta una tecnica diffusa, responsabile del 35% degli incidenti informatici.

Le cause di questa fragilità risiedono in vari fattori: bassi investimenti in cybersecurity; frammentazione del tessuto economico italiano, con molte Pmi poco protette; crescente sofisticazione delle minacce digitali, spesso potenziate dall’uso dell’intelligenza artificiale.

Un dato preoccupante riguarda il settore pubblico: nel 2024, gli attacchi informatici contro enti governativi ed istituzioni pubbliche in Europa sono aumentati del 90%. L’Italia figura tra i Paesi più colpiti, segnalando un’urgenza crescente nel rafforzare le difese digitali.

Gli attacchi informatici stanno diventando una realtà quotidiana. Proteggere le infrastrutture digitali italiane è una priorità assoluta, soprattutto alla luce dell’escalation di attacchi politici e propagandistici. È fondamentale aumentare gli investimenti in cybersecurity, promuovere la formazione specialistica e rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato.

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