Al Sharaa: a Damasco il Primo Passo verso la nuova Siria

Al Sharaa: a Damasco  il Primo Passo verso la nuova Siria

K metro 0 – Damasco – Si è tenuta oggi a Damasco la Conferenza di Dialogo Nazionale, organizzata dal presidente ad interim della Siria, Ahmad al Sharaa. Il leader siriano ha inaugurato il primo grande evento della cosiddetta “nuova Siria”. A tre mesi dalla fuga di Assad, la popolazione siriana vive sospesa tra il sollievo

K metro 0 – Damasco – Si è tenuta oggi a Damasco la Conferenza di Dialogo Nazionale, organizzata dal presidente ad interim della Siria, Ahmad al Sharaa. Il leader siriano ha inaugurato il primo grande evento della cosiddetta “nuova Siria”.

A tre mesi dalla fuga di Assad, la popolazione siriana vive sospesa tra il sollievo per la fine della dittatura e l’incertezza sul futuro economico. Quattordici anni di dittatura, guerre e sanzioni hanno devastato l’economia e profondamente lacerato il tessuto sociale del Paese.

La conferenza nazionale fortemente voluta da Al Sharaa, rappresenta un tentativo strategico per consolidare la propria legittimità politica e rafforzare il proprio ruolo nel futuro della Siria. Secondo Giuseppe Dentice, analista dell’Osservatorio sul Mediterraneo (Osmed) dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, l’obiettivo è duplice: affrontare le sfide interne, tra cui la ricostruzione e la transizione politica, e gestire i delicati rapporti con gli attori regionali.

Il presidente ad interim della Siria, Ahmed al Sharaa, ha annunciato di voler istituire un comitato per la giustizia di transizione, intervenendo alla Conferenza per il dialogo nazionale apertasi ieri a Damasco.

La Siria degli Assad era strettamente legata all’Iran, mentre durante la guerra civile la Turchia ha consolidato la propria influenza nel nord del Paese. Al Sharaa, nel suo discorso di apertura, ha dichiarato: “La Siria deve essere unita”, sottolineando l’importanza che lo Stato mantenga il monopolio delle armi e annunciando la creazione di una commissione per la giustizia di transizione, con l’obiettivo di ristabilire i diritti dei cittadini siriani.

Tuttavia, nonostante la mediazione continua di Al Sharaa persistono le tensioni nel Paese. La comunità curda, rappresentata dalle Forze Democratiche Siriane (FDS), non ha partecipato alla Conferenza. Una scelta che, secondo Dentice, riflette il peso della Turchia nel determinare gli equilibri interni della Siria e il tentativo di marginalizzare le forze curde.

Al termine della Conferenza, sono state stilate delle raccomandazioni fondamentali per la stesura della dichiarazione costituzionale che guiderà il nuovo sistema di governo. Il governo di transizione entrerà in carica il 1° marzo, e tra i nomi più accreditati per la carica di Primo Ministro figura Ayman Asfari. Imprenditore siro-britannico con una lunga esperienza nel settore energetico, Asfari è noto per il suo impegno umanitario e il sostegno alla società civile siriana.

Nonostante la sua lontananza dalla politica siriana prima del 2011, Asfari è diventato un oppositore del regime di Assad, contribuendo a finanziare iniziative come la Difesa Civile Siriana (i Caschi Bianchi). La sua candidatura viene considerata un segnale di apertura verso una governance più moderna e internazionale.

La Conferenza di Dialogo Nazionale armata di speranza per una nuova era di stabilità e ricostruzione, si pone quindi come un momento cruciale per la Siria: un primo passo verso la definizione del futuro politico del Paese, tra le pressioni degli attori regionali specialmente quelle del premier israeliano Netanyahu in cui ha affermato che l’occupazione israeliana nel sud della Siria sarà permanente.

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Nizar Ramadan
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