Haiti, annullato il Carnevale: troppa violenza nel Paese

Haiti, annullato il Carnevale: troppa violenza nel Paese

K metro 0 – Porto Principe – Le celebrazioni del Carnevale, uno degli eventi più attesi e amati di Haiti, sono state ufficialmente annullate a causa dell’aggravarsi della violenza nel Paese. Il governo ad interim ha comunicato che i festeggiamenti previsti nei primi giorni di marzo a Fort-Liberté, nel nord-est dell’isola, non avranno luogo. La

K metro 0 – Porto Principe Le celebrazioni del Carnevale, uno degli eventi più attesi e amati di Haiti, sono state ufficialmente annullate a causa dell’aggravarsi della violenza nel Paese. Il governo ad interim ha comunicato che i festeggiamenti previsti nei primi giorni di marzo a Fort-Liberté, nel nord-est dell’isola, non avranno luogo. La decisione è stata presa alla luce della crescente insicurezza che sta colpendo in particolare la capitale, Porto Principe, e che mette a rischio la sicurezza della popolazione.

Il Carnevale rappresenta per Haiti molto più di una semplice festività: è un momento di gioia, cultura e tradizione, in cui le comunità si riuniscono per celebrare con musica, danze e sfilate variopinte. Tuttavia, quest’anno il Paese si trova in una situazione estremamente delicata. Le autorità di transizione hanno spiegato che la priorità è proteggere la popolazione e che, vista la drammatica escalation di violenza, non sarebbe stato possibile garantire lo svolgimento dell’evento in sicurezza.

In un comunicato delle autorità haitiana si sottolinea che la decisione è stata presa anche in risposta alle preoccupazioni espresse dai cittadini. Molti haitiani temevano che le celebrazioni si trasformassero in un’occasione per ulteriori attacchi da parte delle bande armate, che ormai controllano gran parte del territorio urbano. Per questo motivo, il governo sta cercando soluzioni alternative per sostenere le attività culturali, seppur in un contesto più sicuro.

La cancellazione del Carnevale è solo un riflesso della grave crisi che Haiti sta affrontando da anni. Il Paese si trova in una situazione di forte instabilità politica dal 2021, anno dell’assassinio dell’allora presidente Jovenel Moïse. Da quel momento, Haiti è rimasta senza una costituzione effettiva, senza un presidente eletto e senza un governo stabile. Attualmente, l’amministrazione è nelle mani di organismi di transizione, tra cui il Consiglio presidenziale di transizione (CPT) e un consiglio dei ministri guidato da un premier a interim.

Parallelamente, la situazione della sicurezza è drammaticamente peggiorata. Oggi, oltre l’80% della capitale Porto Principe è sotto il controllo delle bande armate, che seminano terrore tra i cittadini attraverso rapimenti, violenze e attacchi mirati. Negli ultimi giorni, almeno 20 persone sono state uccise in scontri e attacchi contro la popolazione civile. Questo clima di paura rende impossibile la normale vita quotidiana e ha avuto un impatto devastante sull’economia e sulle condizioni umanitarie.

Nonostante la grave crisi, le autorità haitiane stanno cercando di lavorare su una soluzione politica e di sicurezza. Il presidente del CPT, Leslie Voltaire, ha recentemente dichiarato che si sta lavorando per organizzare nuove elezioni entro la fine del 2025. L’obiettivo è quello di ripristinare un governo adeguato e riportare stabilità nel Paese.

Un segnale di speranza arriva anche dalla comunità internazionale. Haiti ha accolto una missione multinazionale di sicurezza guidata dal Kenya, con l’obiettivo di contrastare la violenza delle bande e ristabilire l’ordine.

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