Starmer: “Necessario un “backstop” statunitense per l’accordo sull’Ucraina

Starmer: “Necessario un “backstop” statunitense per l’accordo sull’Ucraina

K metro 0 – Parigi -Dopo una riunione convocata in fretta e furia con i leader europei all’Eliseo, ieri, il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato che avrebbe preso in considerazione il dispiegamento di truppe britanniche in Ucraina nel caso di un accordo di pace duraturo. Ha così affermato che “la garanzia di sicurezza

K metro 0 – Parigi -Dopo una riunione convocata in fretta e furia con i leader europei all’Eliseo, ieri, il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato che avrebbe preso in considerazione il dispiegamento di truppe britanniche in Ucraina nel caso di un accordo di pace duraturo.

Ha così affermato che “la garanzia di sicurezza degli Stati Uniti è l’unico modo per scoraggiare efficacemente la Russia” e ha promesso di discutere gli “elementi chiave” di un accordo di pace con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump quando i due si incontreranno a Washington la prossima settimana.

Il vertice di Parigi, occorre ricordarlo, si è svolto pochi giorni dopo che il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha dichiarato che l’Europa dovrà essere la principale responsabile della garanzia della propria sicurezza in futuro.

Scettico sulla proposta di Sir Keir il cancelliere tedesco Olaf Scholz, un alleato chiave della NATO. Ha detto che discutere dell’invio di truppe in Ucraina al momento è “del tutto prematuro” ed è “un po’ irritato” dall’argomento. Il premier del Regno Unito ha tuttavia ribadito che l’Europa “dovrà fare di più” per difendere il continente di fronte alla sfida “generazionale” che la Russia rappresenta per la sicurezza.

Ha evitato di spiegare esattamente cosa intendesse per “backstop” (letteralmente: rete di protezione), ma i suoi alleati suggeriscono che questo potrebbe indicare il supporto aereo, logistica e capacità di intelligence. I leader europei, ricordiamo, si sono riuniti all’Eliseo per discutere le preoccupazioni sulla decisione dell’amministrazione Trump di avviare da sola i colloqui di pace con la Russia, che dovrebbero iniziare oggi in Arabia Saudita.

Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che Kiev non era a conoscenza dei colloqui e non avrebbe riconosciuto alcun accordo stipulato senza il suo coinvolgimento. I funzionari statunitensi hanno però suggerito che le nazioni europee sarebbero state consultate sui colloqui di pace con la Russia, ma non direttamente coinvolte.

Intanto su X il presidente francese Emmanuel Macron ha scritto nelle prime ore di stamattina, di aver “appena parlato” con Trump e Zelensky. “Lavoreremo su questo tema insieme a tutti gli europei, gli americani e gli ucraini. Questa è la chiave”, ha detto, aggiungendo che ‘continuerà queste discussioni nei prossimi giorni’.

Il primo ministro polacco Donald Tusk ha dichiarato che le relazioni transatlantiche si trovano in una “nuova fase” e che l’incontro ha confermato che è giunto il momento di “una capacità molto maggiore per l’Europa di difendersi”. Sir Keir ha voluto precisare che qualsiasi contributo di truppe da parte del Regno Unito farebbe parte di una forza multinazionale per sorvegliare il confine tra il territorio controllato dall’Ucraina e quello controllato dalla Russia. Ma secondo gli esperti, farlo in modo efficace sarebbe un’impresa enorme che richiederebbe un forte aumento della spesa per la difesa.

Malcolm Chalmers, vicedirettore del Royal United Services Institute, ha lucidamente affermato che, a differenza delle forze di pace delle Nazioni Unite che si trovano lì per osservare, se la forza proposta avesse lo scopo di scoraggiare gli attacchi russi, sarebbe “tutta un’altra cosa”. “Servono forze credibili e ben armate, e non solo in prima linea, ma anche in appoggio, con forze aeree e così via”, ha puntualizzato alla BBC.

L’ex capo dell’esercito britannico, Lord Dannatt, aveva già stimato in precedenza che una tale forza avrebbe bisogno di circa 100.000 uomini, con il Regno Unito che contribuirebbe per circa due quinti. “Semplicemente non abbiamo a disposizione quel numero”, ha detto sabato, aggiungendo che mettere le forze armate in forma per svolgere questo ruolo avrebbe un costo considerevole.

Al momento, infatti, il Regno Unito spende circa il 2,3% della sua produzione economica totale per la difesa. Il governo si è impegnato ad aumentare la spesa al 2,5%, ma non ha indicato quando lo farà.

“Parte del mio messaggio ai nostri alleati europei è che tutti noi dobbiamo aumentare sia la capacità che la spesa e i finanziamenti”, ha incalzato Starmer. “Questo include il Regno Unito, ed è per questo che ho preso l’impegno di spendere di più”.

Alcune personalità europee si sono dichiarate d’accordo. Il primo ministro danese Mette Frederiksen ha detto che l’Europa deve “aumentare” la spesa per la difesa e il sostegno all’Ucraina, perché “la Russia sta minacciando tutta l’Europa, purtroppo”, mentre il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha chiesto un “aumento” della spesa per la difesa.

Sir Keir è stato raggiunto a Parigi anche dai leader di Francia, Germania, Italia, Spagna e Paesi Bassi, oltre che dal presidente del Consiglio europeo e dal segretario generale della Nato Mark Rutte. Prima dell’incontro, i leader europei avevano espresso preoccupazione dopo che Hegseth aveva detto che era “irrealistico” aspettarsi che l’Ucraina tornasse ai suoi confini prima del 2014, quando la Russia si era annessa la Crimea. Hegseth ha inoltre sminuito la prospettiva di un’adesione dell’Ucraina alla NATO, verso la quale, secondo Sir Keir, è, invece, in corso un percorso “irreversibile”.

 

di Sandro Loria

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