K metro 0 – Parigi – Dopo il vertice di Parigi, che ha visto la partecipazione di undici leader europei, un funzionario della Casa Bianca ha riferito che il presidente Donald J. Trump e il presidente francese Emmanuel Macron hanno avuto una conversazione amichevole. Durante la chiamata, della durata di circa 30 minuti, i due
K metro 0 – Parigi – Dopo il vertice di Parigi, che ha visto la partecipazione di undici leader europei, un funzionario della Casa Bianca ha riferito che il presidente Donald J. Trump e il presidente francese Emmanuel Macron hanno avuto una conversazione amichevole. Durante la chiamata, della durata di circa 30 minuti, i due leader hanno discusso della guerra in Ucraina, dell’incontro imminente delle nazioni europee e dei colloqui tra funzionari statunitensi e russi in Arabia Saudita. Questa telefonata, secondo gli osservatori, è stata significativa in quanto ha riaffermato l’importanza delle relazioni bilaterali tra Stati Uniti e Francia.
Ieri, durante il vertice, è emersa una posizione chiara: l’Ucraina merita la pace attraverso la forza. Questa visione implica un supporto militare continuo e potenziato affinché l’Ucraina possa negoziare da una posizione di forza, garantendo così una pace che rispetti l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale del paese. I presidenti della Commissione Europea e del Consiglio Europeo, Ursula von der Leyen e Antonio Costa, hanno sottolineato l’importanza di un sostegno militare europeo robusto all’Ucraina, ribadendo allo stesso tempo la necessità di rafforzare la difesa in Europa, in linea con le richieste degli Stati Uniti.
Nonostante le critiche, Macron ha riunito i vertici Ue e Nato, inclusi il segretario generale Mark Rutte e i primi ministri di Germania, Spagna, Polonia, Danimarca, Italia, Olanda e Regno Unito. Le discussioni si sono concentrate sul rafforzamento della difesa europea e sulla necessità di fornire garanzie di sicurezza all’Ucraina. Macron, noto per la sua visione geopolitica, ha sottolineato l’urgenza di agire rapidamente in situazioni critiche, anche se ciò non sempre risulta gradito agli altri partner europei.
Un tema centrale del vertice è stata la necessità di una maggiore capacità di difesa europea. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha dichiarato che tutti i partecipanti erano consapevoli dell’importanza delle relazioni transatlantiche e della necessità di aumentare significativamente la spesa per la difesa. Tusk ha aggiunto che non ha senso irritarsi quando gli Stati Uniti chiedono agli alleati di spendere di più e di diventare più resilienti, sottolineando che queste richieste sono fondate su fatti concreti.
Durante il vertice, però, sono emerse anche le divisioni tra i Paesi europei. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha lasciato la riunione per primo, dichiarando che qualsiasi dibattito sull’invio di peacekeeper in Ucraina è prematuro e inappropriato. Anche il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha espresso perplessità, affermando che l’Italia sarebbe disposta a inviare truppe solo nell’ambito di una missione Onu con un ampio coinvolgimento internazionale. Secondo Crosetto, una presenza esclusivamente europea in Ucraina sarebbe troppo rischiosa.
In sintesi, il vertice di Parigi ha evidenziato sia l’urgenza di rafforzare la difesa europea sia le divergenze tra i vari Paesi membri. Mentre alcuni leader, come Macron, spingono per un’azione rapida e decisa, altri, come Scholz e Crosetto, mantengono una posizione più cauta, richiedendo un ampio coinvolgimento internazionale. Il futuro dell’Ucraina e della difesa europea rimane incerto, ma l’impegno a fornire supporto e sicurezza al Paese continua a essere una priorità per l’Europa.
Nonostante la discussione accesa, non è stato programmato alcun Consiglio Europeo straordinario, segno che le decisioni definitive richiederanno ancora tempo. Tuttavia, già domani, i rappresentanti permanenti dell’Ue si riuniranno a Bruxelles per un primo debriefing.
L’Europa è davanti a un bivio. Il futuro della sicurezza del continente dipenderà dalle scelte che verranno fatte nelle prossime settimane. Con l’amministrazione Trump determinata a chiudere rapidamente il conflitto, l’Unione Europea deve muoversi con decisione per non restare spettatrice di un destino che si sta decidendo altrove.