India-Afghanistan: i motivi del riavvicinamento

India-Afghanistan: i motivi del riavvicinamento

K metro 0 – New Delhi – Ci si può davvero fidare dei talebani? Questa è la domanda che aleggia sul rapprochement tra Nuova Delhi e Kabul tre anni dopo che l’India ha subìto un duro colpo strategico e diplomatico con la caduta dell’Afghanistan nelle mani dei talebani. Nel ventennio precedente il loro ritorno al

K metro 0 – New Delhi – Ci si può davvero fidare dei talebani? Questa è la domanda che aleggia sul rapprochement tra Nuova Delhi e Kabul tre anni dopo che l’India ha subìto un duro colpo strategico e diplomatico con la caduta dell’Afghanistan nelle mani dei talebani.

Nel ventennio precedente il loro ritorno al potere, l’India aveva investito molto nella nuova “democrazia afghana”, sostenendo le amministrazioni Karzai e Ghani con un finanziamento di   tre miliardi di dollari destinati allo sviluppo delle infrastrutture. Ha finanziato e costruito il nuovo parlamento afghano.  E ha esteso la cooperazione con Kabul anche in campo militare, con l’addestramento di truppe afghane e la fornitura di  elicotteri d’attacco Mi-25 e Mi-35.   

Un grande impegno, vanificato dal crollo repentino  di un sistema democratico non basato su alcun potere costituente liberamente nato, ma imposto. Una democrazia, insomma, esportata tra falsi miti e verità, la cui dissoluzione,  ha   anche aperto la strada a una maggiore influenza da parte dei rivali regionali di  Nuova Delhi.  In particolare Pakistan e Cina, erodendo la posizione strategica dell’India e sollevando nuove preoccupazioni per la sicurezza, come ha osservato Soutik Biswas (corrispondente dall’India della BBC) in un suo recente reportage.

Il ritorno dei talebani a Kabul aveva  allontanato Delhi dall’Asia Centrale, rallentando lo sviluppo di progetti infrastrutturali strategici per il governo Modi. Come l’ampliamento del porto iraniano di Chabahar, un’opzione marittima per il transito delle merci dall’India,  non più costrette a seguire rotte cinesi e pakistane. (L’inaugurazione del primo convoglio di esportazione in India partito dallo scalo di Chabahar, che stava diventando un hub sempre più importante per importante per raggiungere i mercati dell’Asia centrale, è avvenuta nel 2019).

In bilico era rimasto anche il progetto TAPI (Trans-Afghanistan Pipeline), che avrebbe Nuova Delhi di pagare royalties ai talebani sul gas proveniente dal Turkmenistan.

L’avvento al potere dei Talebani  aveva segnato, insomma, una battuta d’arresto nei rapporti diplomatici e commerciali con l’India di Modi. Ma il recente incontro fra il  ministro degli Esteri indiano Vikram Misri con il ministro degli Esteri ad interim dei talebani, Amir Khan Muttaqi, a Dubai, ha segnalato un netto cambiamento nella posizione del governo talebano, che ha espresso interesse per il rafforzamento dei legami politici ed economici con l’India.

La legittimazione dei talebani

Quanto è significativo questo incontro? Delhi, sostiene Michael Kugelman, un esperto del Wilson Center (un dei più importanti think-tank del mondo) ha dato alla leadership talebana la legittimità di fatto che ha cercato di ottenere dalla comunità internazionale dal suo ritorno al potere.

E il fatto che questo riconoscimento provenga dall’India, un paese che non ha mai avuto relazioni amichevoli con i talebani è per loro un trionfo diplomatico.

Dal loro ritorno al potere in Afghanistan, i vari paesi paesi del mondo  hanno assunto atteggiamenti diversi nei confronti del nuovo regime di kabul, bilanciando l’impegno diplomatico con le preoccupazioni sui diritti umani e la sicurezza.

La Cina, ad esempio, si è impegnata attivamente con il governo talebano, concentrandosi sulla sicurezza e sugli interessi economici, nominando persino un ambasciatore  a Kabul.

Nessun paese ha formalmente riconosciuto finora il governo talebano. Ma sono già una quarantina quelli che mantengono una qualche forma di relazioni diplomatiche o informali con esso.

Negli ultimi tre anni, l’India ha mantenuto i contatti con i talebani tramite un diplomatico del servizio estero. Durante la guerra civile degli anni ’90 aveva chiuso i suoi consolati riaprendoli poi nel 2002, dopo la fine dei conflitti interni, quando ha avviato un vasto programma di cooperazione investendo in oltre 500 progetti in tutto l’Afghanistan, tra cui strade, linee elettriche, dighe, ospedali e cliniche. Ha formato ufficiali afghani e assegnato migliaia di borse di studio a studenti.

Questo rispecchia una realtà geopolitica duratura. “Indipendentemente dalla natura del regime a Kabul – monarchico, comunista o islamista – c’è stato un calore naturale tra Delhi e Kabul”, ha osservato il quotidiano “The Indian Express”.

Nel 2021, molti consideravano la caduta di Kabul nelle mani dei talebani una battuta d’arresto strategica per l’India, che   da sempre mira a rafforzare le vie di comunicazione e l’accesso all’Asia centrale,  non potendola raggiungere direttamente via terra a causa del rifiuto dei diritti di transito da parte del Pakistan.

Gli esperti affermano che l’Afghanistan è fondamentale per questo obiettivo. Anche all luce del fatto che la presenza di Pakistan e Cina,  impedisce all’India di guardare tanto a ovest quanto a nord e ne riduce l’azione esterna al solo vicinato orientale, obbligandola a proiettarsi nell’Oceano Indiano per aprire nuove rotte commerciali.

Vantaggi e svantaggi dell’accordo coni talebani

La recente apertura di Nuova Delhi aiuta chiaramente a promuovere i suoi interessi principali nell’Afghanistan guidato dai talebani: prevenire le minacce terroristiche all’India, rafforzare i collegamenti tra l’Iran e l’Asia centrale, riscuotere consensi  attraverso gli aiuti e contrastare un Pakistan in difficoltà.

Il rischio principale del rafforzamento dei legami con i talebani, secondo Kugelman,  sono i talebani stessi. “Stiamo parlando di un attore violento e brutale con stretti legami con gruppi terroristici internazionali, compresi quelli pakistani, che ha fatto poco per riformarsi rispetto a quello che era negli anni ’90”.

Jayant Prasad, ex ambasciatore indiano in Afghanistan,  non vede aspetti negativi nell’attuale impegno di Delhi con Kabul, nonostante le preoccupazioni sul trattamento delle donne da parte dei talebani. “I talebani hanno il pieno controllo. Lasciarli cuocere nel loro brodo non aiuterà il popolo afghano. Un certo impegno con la comunità internazionale, invece, potrebbe spingere il governo (di Kabul) a migliorare il suo comportamento”.

Secondo Prasad, i talebani desiderano ardentemente un  riconoscimento internazionale. E sanno che ciò accadrà solo dopo riforme interne. Come riportare le donne nella vita pubblica e ripristinare i loro diritti all’istruzione, al lavoro e alla partecipazione politica.

Di certo è che nella strategia dell’India alla ricerca di alleati per evitare l’ accerchiamento stabilendo relazioni con le Repubbliche centroasiatiche, i talebani rappresentano un atout, ovvero una carta decisiva,   per rispondere alle principali sfide per la sicurezza regionale. Sperando sempre che il nuovo asse russo-cinese non  rischi di vanificare ogni sforzo.

Condividi su:

Posts Carousel

Latest Posts

Top Authors

Most Commented

Featured Videos

Che tempo fa



Condividi su: