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Helsinki vuole limitare l’ingresso ai russi dopo le minacce di Putin

Helsinki vuole limitare l’ingresso ai russi dopo le minacce di Putin

K metro 0 – Helsinki – I valichi di frontiera finlandesi sono già congestionati: molti russi stanno cercando difatti di scappare dopo la parziale mobilitazione del Cremlino nella guerra contro l’Ucraina annunciata il 21 settembre. In particolare, il confine sud-orientale con la Russia è molto affollato. Già giovedì il numero di cittadini russi entrati nel

K metro 0 – Helsinki – I valichi di frontiera finlandesi sono già congestionati: molti russi stanno cercando difatti di scappare dopo la parziale mobilitazione del Cremlino nella guerra contro l’Ucraina annunciata il 21 settembre. In particolare, il confine sud-orientale con la Russia è molto affollato.

Già giovedì il numero di cittadini russi entrati nel Paese era più che raddoppiato rispetto alla settimana precedente, in particolare nella mattinata di venerdì. La coda più lunga si è formata al trafficato valico di frontiera di Vaalimaa, dove le auto sono rimaste bloccate per circa 500 metri. Anche al secondo più grande valico di frontiera, Nuijamaa, le attese erano “più lunghe del solito”, ha dichiarato la guardia di frontiera. E così, il primo ministro Sanna Marin sta valutando di limitare l’ingresso dei russi.

Lo Stato membro dell’Ue vorrebbe, infatti, negare l’ingresso alla maggior parte dei russi imponendo forti restrizioni anche al transito attraverso il proprio Paese. I valichi di frontiera finlandesi sono in effetti tra i pochi punti di ingresso dei russi in Europa. I Paesi dell’Ue come Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia, che confinano anch’essi con la Russia, hanno già respinto i cittadini russi alle loro frontiere da diversi giorni.

Tutto questo è accaduto in seguito alle recenti battute d’arresto nella guerra in Ucraina, quando Putin ha annunciato che sarebbero stati richiamati 300.000 riservisti. Annuncio che ha fatto temere che ad alcuni gruppi di uomini in età di leva possa essere vietato di lasciare il Paese. Mercoledì si è così verificata una corsa ai voli all’estero, in particolare quelli diretti da Mosca a Istanbul in Turchia e a Yerevan in Armenia – dove si può viaggiare senza visto – andati letteralmente a ruba su Internet.

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