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Splendori dell’arte asiatica, africana e delle Americhe in mostra nel nuovo museo etnologico di Berlino

Splendori dell’arte asiatica, africana e delle Americhe in mostra nel nuovo museo etnologico di Berlino

K metro 0 – Berlino – Ieri è stata inaugurata ufficialmente, l’Ala Est dell’Humboldt Forum, che riunirà, nello Schloss Berlin (il Castello di Berlino) le collezioni di due musei precedenti: il Museo etnologico di Berlino e il Museo di arte asiatica. L’Humbolt Forum, la nuova meraviglia della capitale tedesca, storico palazzo reale prussiano, per secoli

K metro 0 – Berlino – Ieri è stata inaugurata ufficialmente, l’Ala Est dell’Humboldt Forum, che riunirà, nello Schloss Berlin (il Castello di Berlino) le collezioni di due musei precedenti: il Museo etnologico di Berlino e il Museo di arte asiatica.

L’Humbolt Forum, la nuova meraviglia della capitale tedesca, storico palazzo reale prussiano, per secoli residenza della famiglia reale degli Hoenzollern, ricostruito dopo 8 anni di lavori e inaugurato il 16 dicembre 2020 tornerà al centro dell’attenzione, con la completa apertura al pubblico delle sue collezioni, esposte secondo una concezione molto moderna.

20.000 oggetti in mostra in uno spazio di 16mila metri quadrati, con un programma non stop di 24 ore di eventi aperti al pubblico con concerti, conferenze, letture, proiezioni e altri spettacoli.

Oggetti provenienti da tutto il mondo di cui si discuterà pubblicamente sulla richiesta di riportarne alcuni nelle loro terre d’origine.

Cinque aree espositive, tra cui una dedicata a “La diversità globale dell’Islam” e un’altra a “Lo storico regno del Benin”, con dozzine di Bronzi di questo paese africano rubati durante il periodo coloniale, oltre a una mostra che spiega ai visitatori come la maggior parte di essi farà presto ritorno in Nigeria.

Gli oggetti esposti offrono una panoramica delle culture del mondo e sono stati scelti per porre un nuovo accento sull’importanza dell’arte proveniente dall’Africa, dall’Oceania, dall’Asia e dalle Americhe.

Durante lo sviluppo della mostra, i curatori tedeschi hanno lavorato a stretto contatto con le équipes dei paesi e delle regioni in cui molti degli oggetti hanno avuto origine, come ha spiegato Hermann Parzinger, presidente della Fondazione per il patrimonio culturale prussiano, che sovrintende a molti dei musei di Berlino, incluso l’Humboldt Forum.

“Il nostro impegno per l’apertura e la trasparenza e il riconoscimento dell’ingiustizia coloniale con le conseguenti restituzioni … continueranno a definire il nostro lavoro in futuro” ha aggiunto Parzinger.

All’inizio di quest’anno, Germania e Nigeria hanno firmato un accordo sulla restituzione di 514 oggetti della famosa collezione di Bronzi del Benin che sono stati saccheggiati dal palazzo reale del Regno del Benin, nell’attuale Nigeria meridionale, da una spedizione coloniale britannica nel 1897.

I manufatti finirono per diffondersi ovunque. Centinaia sono stati venduti a collezioni come il Museo Etnologico di Berlino, che ospita uno dei più grandi gruppi al mondo di oggetti storici del Regno del Benin. Molti di loro risalgono dal XVI al XVIII secolo.

I primi pezzi verranno restituiti alla Nigeria entro la fine dell’anno. Circa un terzo della collezione rimarrà invece in prestito a Berlino per un periodo iniziale di 10 anni.

Un’altra galleria è dedicata all’illustrazione del processo di restituzione. In installazioni video, studiosi tedeschi e nigeriani, artisti e rappresentanti dei musei e della famiglia reale di Benin City spiegano da molteplici prospettive la storia e il significato degli oggetti e danno il loro punto di vista sull’attuale dibattito sulla restituzione.

Altri oggetti che saranno esposti includono un tempio rupestre buddista del VI secolo di Kizil, situato vicino a Kucha sulla Via della Seta settentrionale in Cina, una mostra di tessuti e ceramiche dell’Asia centrale, ed edifici e case tradizionali di diverse regioni dell’Oceania, fra cui una riproduzione di una casa di culto Abelam della Papua Nuova Guinea.

Diverse gallerie sono dedicate all’arte delle Americhe. Tra i punti salienti: grandi rilievi in pietra degli Aztechi e un panno dipinto di 16 metri quadrati con iscrizioni di artisti mixtechi, Nahuatl e Choco.

Oltre alle mostre permanenti, ci saranno mostre temporanee mutevoli. Tra qli oggetti esposti durante l’inaugurazione del museo, c’è una collezione di circa 60 oggetti compilata da Francis La Flesche, un etnologo nativo americano. La Flesche ha raccolto oggetti come abiti, decorazioni e ornamenti per conto del Museo Etnologico nel XIX secolo nella speranza di preservare parti della sua cultura in questo modo.

Complessivamente, le collezioni del Museo Etnologico e del Museo per l’Arte Asiatica comprendono circa 500.000 oggetti, che erano stati precedentemente esposti nei musei del quartiere Dahlem della città. Meno del 3 per cento sarà esposto all’Humboldt Forum.

Dall’apertura, lo scorso anno, dell’ala ovest del Forum Humboldt, (riproduzione parziale del palazzo reale prussiano demolito dal governo comunista della Germania Est dopo la seconda guerra mondiale), sono state più di 1 milione e mezzo le persone che l’hanno visitato.

L’ingresso al museo sarà gratuito almeno fino alla fine di quest’anno.

(AP)

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