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Macron annuncia una legge sull’immigrazione per l’inizio del 2023

Macron annuncia una legge sull’immigrazione per l’inizio del 2023

K metro 0 – Parigi – Emmanuel Macron ha annunciato che “una proposta di legge sull’asilo e quindi sull’immigrazione sarà presentata all’inizio del prossimo anno”. Davanti ai prefetti ha giustificato questa riforma spiegando che “la nostra politica oggi è assurda perché consiste nel mettere le donne e gli uomini che arrivano, che sono nella più

K metro 0 – Parigi – Emmanuel Macron ha annunciato che “una proposta di legge sull’asilo e quindi sull’immigrazione sarà presentata all’inizio del prossimo anno”. Davanti ai prefetti ha giustificato questa riforma spiegando che “la nostra politica oggi è assurda perché consiste nel mettere le donne e gli uomini che arrivano, che sono nella più grande miseria nei quartieri più poveri”. Lo ha riferito franceinfo.

La nuova legge sull’immigrazione era inizialmente prevista per l’autunno; in agosto, il ministro dell’Interno Gérald Darmanin ha infine annunciato il rinvio della presentazione di questo testo e lo svolgimento di un “grande dibattito” sul tema all’Assemblea nazionale e al Senato in ottobre.

“Dobbiamo riformare le nostre procedure per essere in grado di andare molto più velocemente”, ha commentato Darmanin. “Dobbiamo integrare più rapidamente e meglio coloro che hanno anche solo un titolo provvisorio attraverso la lingua e il lavoro”, ha precisato Macron. Ha così auspicato una migliore distribuzione degli stranieri accolti sul territorio, soprattutto nelle “aree rurali, che stanno perdendo popolazione”. Macron ha anche promesso di “migliorare l’efficacia delle politiche di espulsione degli immigrati illegali”.

Pronto il commento di Hélène Soupios-David, responsabile dell’advocacy di France Terre d’Asile: “Non abbiamo bisogno di una nuova legge per migliorare l’accoglienza in Francia”, ha dichiarato sempre a franceinfo; l’associazione che si batte per i diritti degli stranieri, chiede difatti una valutazione della legge già in vigore, che risale al 2018. Nel frattempo, c’è stato il Covid-19, e la maggior parte delle misure necessarie per migliorare l’accoglienza non richiede un’altra legge. “Si tratta o di una questione normativa da attuare a livello locale, o dei mezzi per poter rispondere ai problemi reali, cioè un’accoglienza dignitosa, visto che la maggior parte delle persone che arrivano oggi a Parigi per chiedere asilo hanno vissuto prima o poi per strada. Per questo, non sarà la legge a cambiare le cose” ha proseguito Hélène Soupios-David.

Secondo la quale, dunque, in sintesi, è necessario rimuovere gli ostacoli che a volte sono amministrativi. Come, ad esempio, documenti che non sono accettati quando dovrebbero esserlo, oppure corsi di francese che non sono disponibili all’inizio della procedura. “In realtà, in Francia abbiamo un quadro giuridico piuttosto solido, ma è spesso nell’applicazione della legge che essa fallisce davvero. E la prima emergenza è quella di garantire un’accoglienza vera e dignitosa, di porre fine a situazioni di strada e di uscire da situazioni assurde. Per esempio, abbiamo giovani che arrivano come minori, socialmente integrati, che sono in formazione come apprendisti. I datori di lavoro hanno bisogno di loro e quando diventano di nuovo maggiorenni, a causa di ostacoli amministrativi viene chiesto loro di tornare nel loro Paese anche se lo Stato ha già investito su di loro e sono sostenuti da tutta la loro comunità sociale e educativa e dai loro datori di lavoro. Per questo la cosa più importante è fermare le assurdità e l’ipocrisia”.

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