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Siccità: allarme in quasi tutta l’Europa

Siccità: allarme in quasi tutta l’Europa

K metro 0 – Bruxelles – La Tille, un fiume della Francia che attraversa 27 comuni, tra i filari di alberi della Borgogna, è in secca. Pesci morti ricoprono il suo letto vuoto ridotto a polvere bianca. La siccità sta prosciugando fiumi e laghi del Vecchio Continente, dal Tamigi al Reno, dal Danubio al Po.

K metro 0 – Bruxelles – La Tille, un fiume della Francia che attraversa 27 comuni, tra i filari di alberi della Borgogna, è in secca. Pesci morti ricoprono il suo letto vuoto ridotto a polvere bianca.

La siccità sta prosciugando fiumi e laghi del Vecchio Continente, dal Tamigi al Reno, dal Danubio al Po. Una siccità senza precedenti che sta danneggiando le economie agricole, imponendo restrizioni idriche, provocando incendi e minacciando le specie acquatiche.

Uno spettro si aggira per l’Europa. Non è più il comunismo del Manifesto di Marx ed Engels, ma l’Anticiclone delle Azorre… un’area di alta pressione semipermanente nell’oceano Atlantico, che influenza il clima di gran parte dell’Europa e di tutto il Mediterraneo.

Fonte di tutte le nostre sofferenze estive, si sta espandendo, negli ultimi 200 anni, a un ritmo superiore a quello dei mille anni precedenti provocando una siccità prolungata che colpisce in particolare la penisola iberica.

Se continua coì, fra 20 anni la riduzione della superficie adatta a coltivare l’uva in Spagna e Portogallo si ridurrà dal 25 al 100%: niente più vino, o quasi, e un terzo di olio in meno nel sud della Spagna.

Ma se l’Europa continentale piange, l’Inghilterra non ride. Non ci sono state precipitazioni significative per quasi due mesi nelle regioni occidentali, centrali e meridionali del continente. In Gran Bretagna, paese tipicamente piovoso, i verdi prati all’inglese sono tappeti gialli arsi dal sole, come quelli di Greenwich Park a Londra. E il governo ha dichiarato ufficialmente uno stato di emergenza per la siccità, a Londra e in diverse contee fra cui Kent, Hertfordshire, Northamptonshire, Devon e Cornovaglia, a causa di una delle estati più calde e secche mai registrate.

Gli esperti parlano della peggiore siccità in Europa negli ultimi 500 anni, “ma quest’anno sarà ancora peggio”, secondo Andrea Toreti, ricercatore presso l’Osservatorio europeo sulla siccità, come riferiscono Sylvie Corbet e Nicolas Garriga nel loro reportage per l’Associated Press.

Una siccità esacerbata dal cambiamento climatico: le temperature più calde accelerano l’evaporazione, le piante assetate assorbono più umidità e la riduzione delle nevicate in inverno limita l’approvvigionamento di acqua dolce per l’irrigazione in estate.

Il Centro comune di ricerca della Commissione europea ha avvertito questa settimana che l’aggravamento delle condizioni di siccità colpirà potenzialmente il 47% del Vecchio Continente.

Le condizioni attuali sono il risultato di lunghi periodi di tempo secco causati dai cambiamenti nei sistemi meteorologici mondiali”, spiega Peter Hoffmann dell’Istituto di Potsdam (Berlino) per la ricerca sull’impatto climatico.

“In estate lo sentiamo di più, ma in realtà la siccità aumenta durante tutto l’anno”. Il cambiamento climatico ha ridotto le differenze di temperatura tra le regioni, indebolendo le forze che guidano la corrente a getto che normalmente porta il clima umido dell’Atlantico in Europa.

La siccità ha indotto alcuni paesi europei a razionare l’uso dell’acqua. E ha ostacolato la navigazione lungo il Reno e il Danubio.

Nei prossimi giorni il Reno raggiungerà livelli estremamente bassi. Potrebbe diventare difficile per molte grandi navi navigare lungo il fiume nei pressi della città di Kaub, a metà strada tra Coblenza e Magonza.

Sul Danubio, le autorità serbe hanno iniziato a dragare il letto del fiume. In Ungheria, ampie parti del Lago di Velence (vicino a Budapest) si sono trasformate in chiazze di fango secco, arenando piccole imbarcazioni. Sistemi di aerazione e circolazione dell’acqua sono stati installati per proteggere la fauna selvatica, ma la qualità dell’acqua è peggiorata.

Lungo tratti del Po, mai così in bassa, sono riaffiorate chiatte e barche affondate da decenni.

Il Lago di Garda è sceso visibilmente di livello. Microrganismi e alghe, a contatto con l’aria, imputridiscono rapidamente rilasciando odori nauseabondi. Le autorità hanno attinto più acqua dal lago per aiutare l’irrigazione dei campi, rinunciando agli sforzi per proteggere la redditizia stagione turistica.

Emergenza siccità anche in Inghilterra: lo scorso luglio è stato il mese più secco dal 1935. La mancanza di pioggia ha esaurito bacini idrici, fiumi e falde acquifere. A milioni di inglesi è già stato impedito di annaffiare prati e giardini e a molti altri, a Londra e dintorni, sarà presto vietato di fare altrettanto.

Gli agricoltori rischiano di rimanere senza acqua per l’irrigazione e di dover utilizzare il mangime invernale per gli animali a causa della mancanza di erba.

“The New Normal”, ha titolato “The Guardian”. Come a dire: a questa situazione bisognerà abituarsi. Alcuni agricoltori europei utilizzano l’acqua del rubinetto per il loro bestiame quando stagni e ruscelli si prosciugano, consumando fino a 100 litri al giorno per vacca.

Nel suo ultimo monitoraggio, l’Osservatorio dell’UE per la Siccità ha calcolato che nel 45% del territorio europeo la siccità è al livello di attenzione, mentre per il 15% già si parla di allarme.

In Francia, il ministro dell’Agricoltura ha avvertito che il raccolto di mais sarà inferiore del 18% rispetto al 2021. E nel complesso dell’UE, secondo l’indice S&P Global Commodity Insights, la produzione di mais dovrebbe essere inferiore di 12,5 milioni di tonnellate rispetto allo scorso anno e la produzione di girasole di 1,6 milioni di tonnellate.

E intanto le foto che arrivano da tutta Europa testimoniano come la grande siccità del 2022, abbia stravolto i paesaggi, non solo nel sud ma anche nel Nord del continente.

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