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Gb, fra i Tories, duello per la leadership Suniak-Truss

Gb, fra i Tories, duello per la leadership Suniak-Truss

K metro 0 – Londra – Nel Regno Unito, la corsa alla scelta del nuovo segretario dei Tories e prossimo Primo ministro è entrata ormai nella fase decisiva, con due soli candidati: anzitutto, il “Golden boy” (ora un po’ in discesa), anglo – afro – indiano, Rishi Sunak. Il 5 luglio scorso, Sunak si è

K metro 0 – Londra – Nel Regno Unito, la corsa alla scelta del nuovo segretario dei Tories e prossimo Primo ministro è entrata ormai nella fase decisiva, con due soli candidati: anzitutto, il “Golden boy” (ora un po’ in discesa), anglo – afro – indiano, Rishi Sunak. Il 5 luglio scorso, Sunak si è dimesso dalla carica di Cancelliere dello Scacchiere: una scelta – in contemporanea alle dimissioni del Ministro della Sanità, Javid – che ha indebolito ulteriormente l’autorità del premier Boris Johnson (cui pure, Sunak è stato a lungo fedele), ritenuto ormai troppo discutibile per vincere altre elezioni politiche. La crisi di governo innescata è culminata il 7 luglio con le dimissioni del Premier.

Viene, poi, l’aspirante “nuova Thatcher” e “nuova May”, Liz Truss, nativa di Oxford, dal settembre scorso ministro degli Esteri dopo essere stata, dal 2019, Segretario di Stato per il commercio internazionale. Il 10 luglio, la Truss – che non a tutti i conservatori piace, per le sue nette posizioni antirusse e favorevoli agli Stati arabi del Golfo – ha annunciato la sua intenzione di candidarsi alle elezioni interne per la leadership del Partito conservatore. Si è impegnata a tagliare le tasse il primo giorno, e ha detto che avrebbe “combattuto le elezioni da conservatrice, e governato da conservatrice“: aggiungendo che avrebbe anche intrapreso “un’azione immediata per aiutare le persone ad affrontare il costo della vita”, partendo dal rapido abbassamento delle tasse. Proprio questo punto ha sollevato critiche da parte del rivale Sunak: che ha dato “semplicemente torto” alla Truss per la sua esclusione di interventi finanziari diretti a sostegno delle famiglie in difficoltà. Parlando a BBC Radio 5 Live, il ministro del Commercio, la signora Penny Mordaunt, ha precisato che la signora Truss non ha affatto escluso l’espansione dei pagamenti diretti per aiutare le persone in difficoltà finanziarie.(“Ci saranno cose diverse necessarie per persone diverse ,c’è il pacchetto di sostegno che è già stato messo in atto,… Liz sta valutando altre misure”).

In un’intervista al “Financial Times” di quest’ultimo fine settimana, la stessa Truss ha chiarito il suo pensiero: precisando che avrebbe “guardato cosa si può fare di più”, e aggiungendo: “Il modo in cui farei le cose è il modo conservatore di abbassare il carico fiscale, non distribuendo esenzioni dalle tasse” a pioggia.

Truss ha detto inoltre, negli ultimi giorni, che avrebbe annullato un previsto aumento dell’imposta sulle società e invertito il recente aumento delle aliquote dell’assicurazione nazionale, ritardando la data entro cui è prevista la caduta del debito nazionale: come parte di un “piano a lungo termine per ridurre le dimensioni dello Stato e il carico fiscale”.

Insomma, sono due diversi approcci all’economia e ai temi sociali, quelli di Sunak e Truss.

Sunak, da keynesiano moderato, vuole anzitutto combattere l’inflazione, prima di tagliare le tasse; “liberista d’assalto”, diremmo, la visione invece della Truss, che tra i suoi modelli espliciti ha appunto Margaret Thatcher, Ronald Reagan e l’ex cancelliere dello Scacchiere della Thatcher, Nigel Dawson. “Quello che farò dal primo giorno – ha detto la Truss commentando un’ altra sua precedente intervista, per il “New York Times” – è ridurre le tasse, invertire l’aumento dell’assicurazione nazionale e anche disporre una moratoria temporanea per la tassa sull’energia verde, in modo che le persone spendano meno per le bollette del carburante”.

Rispondendo ai commenti della signora Truss, Sunak ha criticato la sua visione liberista continuando a ripetere che è “semplicemente sbagliato escludere un ulteriore sostegno pubblico diretto in questo momento”. E parlando a una riunione di leadership a Eastbourne venerdì, ha detto che i conservatori possono “dire addio” alla vittoria alle prossime elezioni, se l’inflazione non viene portata rapidamente sotto controllo. Il tutto, ricordando che La Banca d’Inghilterra ha avvertito che l’inflazione – attualmente al 9,4% – potrebbe raggiungere un picco di oltre il 13% e rimanere a “livelli molto elevati” per gran parte del prossimo anno, prima che si possa tornare all’obbiettivo del 2% nel 2024.

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