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Macron in Africa per parlare di crisi del grano e sicurezza

Macron in Africa per parlare di crisi del grano e sicurezza

K metro 0 – Parigi – Inizia oggi la prima tappa del presidente francese Emmanuel Macron in Africa, che si concluderà il 28 luglio, È la prima avventura fuori dall’Europa del suo nuovo mandato ottenuto in aprile. Oggi sarà in Camerun, poi in Benin, infine in Guinea-Bissau. L’ha riportato France 24. Fra i principali temi

K metro 0 – Parigi – Inizia oggi la prima tappa del presidente francese Emmanuel Macron in Africa, che si concluderà il 28 luglio, È la prima avventura fuori dall’Europa del suo nuovo mandato ottenuto in aprile. Oggi sarà in Camerun, poi in Benin, infine in Guinea-Bissau. L’ha riportato France 24.

Fra i principali temi di colloquio, le questioni relative all’approvvigionamento alimentare, con i Paesi africani che temono una carenza di grano soprattutto a causa dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Non meno importante la sicurezza, giacché la Francia si prepara a completare il suo ritiro dal Mali quest’anno e tutti i Paesi della regione cercano di prevenire i timori di insurrezioni islamiste.

Un viaggio dunque atipico, in tre Paesi che di rado figurano nell’itinerario dei leader mondiali, voluto da Macron per continuare a puntare su un nuovo rapporto tra Francia e Africa. Parigi ha anche seguito con preoccupazione l’emergere di altre potenze che cercano di prendere piede in un’area che il Paese considera ancora parte della sua sfera d’influenza, in particolare la Turchia del presidente Recep Tayyip Erdogan, ma anche, in misura crescente, la Cina e la Russia.

Il tour “dimostrerà l’impegno del presidente nel processo di rinnovamento delle relazioni con il continente africano”, ha dichiarato a France 24 un funzionario presidenziale francese, che ha chiesto di mantenere l’anonimato. Sarà il segnale che il continente africano è una “priorità politica” della sua presidenza.

In Camerun, dilaniato da violenze etniche e da un’insurrezione di separatisti anglofoni, il capo dell’Eliseo incontrerà il presidente Paul Biya, 89 anni, che governa il Paese da quasi 40 anni ed è il leader non reale più longevo al mondo. Biya ha finora mostrato il pugno di ferro, rifiutando le richieste di federalismo e reprimendo la ribellione dei separatisti.

Mercoledì Macron si sposterà in Benin, vicino alla Nigeria, la nazione più popolosa dell’Africa. Il nord del Paese ha subito un numero maggiore di attacchi mortali, con la minaccia jihadista che si sta diffondendo dal Sahel ai Paesi del Golfo di Guinea. Con tutta probabilità sarà lodato per aver sostenuto la restituzione, a novembre, di 26 tesori storici rubati nel 1892 dalle forze coloniali francesi ad Abomey, capitale dell’ex regno Dahomey situato nel sud dell’odierno Benin.

Il Benin è stato a lungo elogiato per la sua fiorente democrazia multipartitica. Ma i critici affermano che la democrazia si è costantemente erosa sotto il presidente Patrice Talon nell’ultimo decennio. Il leader dell’opposizione Reckya Madougou è stato condannato nel 2021 a 20 anni di carcere con l’accusa di terrorismo.

Giovedì il viaggio presidenziale si concluderà in Guinea-Bissau, dilaniata da una crisi politica in un momento in cui il presidente Umaro Sissoco Embalo si sta preparando ad assumere la guida della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS).

Intanto, i tunisini hanno iniziato a votare oggi in un referendum su una nuova costituzione che i critici del presidente Kais Saied temono possa distruggere la democrazia emersa dalla rivoluzione del 2011, consegnandogli un potere quasi totale.

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