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Croazia, rifiutato il visto al presidente serbo Vucic, tensione diplomatica

Croazia, rifiutato il visto al presidente serbo Vucic, tensione diplomatica

K metro 0 – Belgrado – Ancora schermaglie tra Serbia e Croazia, accese rivali balcaniche, dopo che la seconda ha rifiutato il permesso di una visita privata del presidente serbo Aleksandar Vucic, al sito di un campo di concentramento della Seconda guerra mondiale. Come si ricorda, qui decine di migliaia di serbi sono stati uccisi

K metro 0 – Belgrado – Ancora schermaglie tra Serbia e Croazia, accese rivali balcaniche, dopo che la seconda ha rifiutato il permesso di una visita privata del presidente serbo Aleksandar Vucic, al sito di un campo di concentramento della Seconda guerra mondiale. Come si ricorda, qui decine di migliaia di serbi sono stati uccisi difatti dalle autorità filonaziste in Croazia. Lo riporta Associated Press.

Le autorità croate hanno dichiarato di essere venute a conoscenza della prevista visita del presidente serbo Vucic al campo di Jasenovac attraverso “canali non ufficiali”. Il Ministro degli Esteri Gordan Grlic Radman ha così dichiarato alla stampa che il fatto che il governo croato non sia stato formalmente informato della visita è “inaccettabile”.

Oltre alle misure restrittive, i ministri valuteranno anche i piani per incrementare gli aiuti militari all’Ucraina e saranno informati sugli ultimi sviluppi attraverso una videoconferenza con il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba.

“Se c’è qualcosa che deve andare avanti, sono le forniture di armi. E chi può farlo, ovviamente, sono i principali Paesi industriali del mondo occidentale. Devono fare un passo avanti”, ha dichiarato il ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis, insistendo sul fatto che è anche essenziale rendere sicuro il porto di Odessa per garantire la ripresa delle spedizioni di grano.

Come scrive la testata online balcanicaucaso “per molti anni la prospettiva di un ingresso dei paesi provenienti dall’area post-jugoslava nell’Unione europea è stata considerata come una panacea per la riconciliazione regionale, che si pensava sarebbe stata incentivata da una più ampia cornice europea. Tuttavia l’esempio della Croazia, entrata nell’Unione nel 2013 e investita dalle diverse crisi che sono scaturite al suo interno, sembrerebbe contraddire questo assunto. A cinque anni di distanza, Zagabria si trova a gestire situazioni di conflitto, più o meno aspro, con tutti i suoi vicini, assistendo sia alla riapertura di antichi focolai che all’inasprimento di rapporti storicamente non problematici”.

Le relazioni tra Serbia e Croazia, che avevano attraversato una fase di distensione nella seconda metà degli anni 2000, in particolare sotto le presidenze di Boris Tadić e Ivo Josipović, hanno subito nell’ultimo quinquennio un progressivo deterioramento.

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