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Storico sciopero dei treni britannici e della metropolitana di Londra

Storico sciopero dei treni britannici e della metropolitana di Londra

K metro 0 – Londra – I lavoratori delle ferrovie britanniche hanno lanciato il più grande sciopero degli ultimi 30 anni da oggi per tre giorni. Chiedono incrementi salariali in linea con l’aumento dell’inflazione, migliori condizioni di lavoro e la cancellazione di “migliaia di licenziamenti programmati”. Stamattina l’atrio principale della stazione londinese di King’s Cross

K metro 0 – Londra – I lavoratori delle ferrovie britanniche hanno lanciato il più grande sciopero degli ultimi 30 anni da oggi per tre giorni. Chiedono incrementi salariali in linea con l’aumento dell’inflazione, migliori condizioni di lavoro e la cancellazione di “migliaia di licenziamenti programmati”.

Stamattina l’atrio principale della stazione londinese di King’s Cross era semi deserto invece della solita folla dell’ora di punta. Il primo dei tre scioperi ferroviari nazionali di questa settimana sta interrompendo pertanto i viaggi di milioni di persone in Inghilterra, Scozia e Galles. Solo il 20% dei treni è in funzione dopo che il personale ha abbandonato il lavoro a mezzanotte. In molte aree i treni sono del tutto assenti. La maggior parte dei passeggeri era tuttavia comprensiva nei confronti dello sciopero dei ferrovieri.

Dopo il fallimento dei negoziati dell’ultimo minuto, oggi le parti sono rimaste ferme sulle loro posizioni. Il ministro dei Trasporti Grant Shapps ha parlato ancora una volta a Sky News di una protesta “non necessaria”. “Dovremo fare queste riforme a prescindere da tutto”, ha detto.

All’inizio di giugno il sindacato RMT aveva avvisato che più di 50.000 ferrovieri avrebbero interrotto il lavoro “nella più grande vertenza settoriale dal 1989”, chiedendo in particolare aumenti salariali in linea con l’inflazione galoppante. Oltre ai salari, l’RMT lamenta il peggioramento delle condizioni di lavoro e le “migliaia di licenziamenti” previsti dalla miriade di compagnie ferroviarie private dell’industria britannica.

Oggi sarà la giornata di azione più importante, poiché anche i lavoratori della metropolitana di Londra sono in sciopero e TfL, l’operatore dei trasporti della capitale, invita i cittadini a non viaggiare. Lo sciopero continuerà giovedì e sabato, ma i disagi saranno avvertiti ogni giorno fino a domenica, avverte TfL.

Per i britannici, questo sciopero si aggiungerà al caos degli aeroporti delle ultime settimane, caratterizzato da lunghe code e da centinaia di cancellazioni di voli, mentre l’industria fatica a reclutare personale a fronte di una forte ripresa della domanda dopo l’abolizione delle restrizioni sanitarie.

“I sindacati stanno danneggiando coloro che dicono di aiutare”, ha dichiarato il primo ministro Boris Johnson che è impegnato per trovare una soluzione e chiede “un compromesso ragionevole per il bene del popolo britannico e dei lavoratori delle ferrovie”.

La protesta minaccia anche di disturbare importanti eventi sportivi e culturali, come il festival musicale di Glastonbury nel sud-ovest dell’Inghilterra, il concerto dei Rolling Stones a Londra di sabato e gli esami finali di alcuni studenti delle scuole superiori. Secondo il governo, i sindacati si stanno dando la zappa sui piedi mentre l’industria ferroviaria, che ha ricevuto 16 miliardi di sterline di sussidi per far fronte al calo delle entrate durante la pandemia, si trova ad affrontare un calo a lungo termine del numero di passeggeri a causa dell’aumento del telelavoro.

Lunedì il TUC ha accusato il governo di “alimentare le tensioni”, citando l’idea di Grant Shapps della scorsa settimana di consentire al personale temporaneo di sostituire i lavoratori in sciopero se l’interruzione della circolazione dei treni dovesse protrarsi. Lo sciopero potrebbe infatti estendersi ad altre modalità di trasporto, in particolare agli autobus, e durare oltre questa prima settimana, mentre altri sindacati dei trasporti hanno invitato i propri iscritti a votare per un’astensione.

Non è finita. Potrebbero incrociare le braccia altri settori come l’istruzione, la sanità, le poste o persino gli studi legali: l’ordine degli avvocati penalisti ha annunciato ieri che i suoi membri hanno votato a grande maggioranza a favore di uno sciopero dalla prossima settimana.

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