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Allarme caldo in Francia, temperature oltre i 40°

Allarme caldo in Francia, temperature oltre i 40°

K metro 0 – Parigi – La Francia è in stato di allerta per l’ondata di calore che durerà fino al fine settimana. Quali misure sono state adottate per far fronte alle temperature estreme da parte di case di cura, scuole, aziende? Si prevedono, infatti, picchi fino a 40°C in alcune zone. Dodici dipartimenti sono

K metro 0 – Parigi – La Francia è in stato di allerta per l’ondata di calore che durerà fino al fine settimana. Quali misure sono state adottate per far fronte alle temperature estreme da parte di case di cura, scuole, aziende?

Si prevedono, infatti, picchi fino a 40°C in alcune zone. Dodici dipartimenti sono già stati posti in allerta gialla da Météo France mercoledì 15 giugno, in particolare nel sud-ovest. L’allerta canicola, equivalente a una vigilanza arancione, non è però ancora scattata.

Il primo ministro Elisabeth Borne ha riunito ieri i prefetti e le agenzie sanitarie regionali per proteggere i più vulnerabili. Innanzi tutto, “sarà prestata particolare attenzione alla salute degli studenti”, ha dichiarato il Ministro dell’Educazione nazionale, Pap Ndiaye. I responsabili dei centri d’esame sono stati pertanto invitati a garantire il rispetto delle istruzioni previste per il caldo, “assicurando al contempo il regolare svolgimento delle prove”. In particolare, si chiede loro di “assicurarsi che i candidati abbiano accesso all’acqua potabile e/o di permettere loro di uscire dalla stanza per dissetarsi”.

Nelle case di cura sarà prestata la massima vigilanza sull’idratazione dei residenti. Il “piano blu”, in vigore dal 2005, è attivato ogni anno nelle strutture che accolgono un pubblico anziano o a rischio. Consente di liberare risorse in caso di situazioni eccezionali, come un’ondata di calore. È necessario in questi casi istituire una cartella di collegamento di emergenza sempre accessibile ai medici. “Saranno anche create delle isole di refrigerazione negli spazi pubblici, sia nelle piazze cittadine che sono veri e propri forni, sia in spazi come i dormitori degli asili e le stanze delle residenze per anziani”, ha annunciato all’AFP Sylvie Justome, vice responsabile della Salute e degli anziani.

Nelle aziende, in caso di caldo estremo, i datori di lavoro sono tenuti ad organizzare orari di lavoro scaglionati o aumentare la frequenza delle pause. Il Ministero del Lavoro, che ha pubblicato un promemoria delle raccomandazioni all’inizio di giugno, consiglia anche di favorire il telelavoro quando possibile. All’aperto, inoltre l’azienda deve mettere a disposizione un locale e fornire almeno tre litri di acqua al giorno per persona. Alla fine di maggio, il ministero aveva inviato istruzioni agli ispettori del lavoro, invitandoli a vigilare sulla protezione dalle condizioni atmosferiche quando si lavora all’aperto, sull’accesso alle bevande, ma anche vietando ai datori di lavoro di assegnare i giovani a lavori che “li espongono a temperature estreme”. Se un reparto è così posto in allarme rosso, il datore di lavoro deve rivalutare ogni giorno i rischi per ciascuno dei suoi dipendenti. Se non è possibile prendere tutte le precauzioni, l’attività deve essere sospesa e le aziende possono ricorrere al regime di recupero parziale dell’attività o del tempo perso.

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