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Rapporto ONU, numero record di persone senza cibo nel mondo

Rapporto ONU, numero record di persone senza cibo nel mondo

K metro 0 – New York – Si allarga la piaga della fame nel mondo. Il numero di persone senza cibo a sufficienza su base giornaliera ha raggiunto il massimo storico lo scorso anno e tende a raggiungere nuovi livelli “spaventosi” poiché la guerra in Ucraina colpisce la produzione alimentare globale. L’allarme è contenuto nel

K metro 0 – New York – Si allarga la piaga della fame nel mondo. Il numero di persone senza cibo a sufficienza su base giornaliera ha raggiunto il massimo storico lo scorso anno e tende a raggiungere nuovi livelli “spaventosi” poiché la guerra in Ucraina colpisce la produzione alimentare globale.

L’allarme è contenuto nel Rapporto annuale Fao-Programma alimentare Onu-Ue, insieme ad altri membri della Rete Globale contro le Crisi Alimentari. In particolare l’emergenza fame tocca 193 milioni di persone in 53 paesi, che hanno sofferto di un’insicurezza alimentare acuta nel 2021 a causa di tre fattori: conflitti, estremi climatici e conseguenze economiche della pandemia di Covid.

Questa ”tripla combinazione tossica”, come viene definita dal Rapporto delle Nazioni Unite, ha prodotto una grave crisi alimentare che ha fatto aumentare di 40 milioni, l’anno scorso, il numero totale di persone malnutrite o affamate, confermando una “tendenza preoccupante” di aumenti annuali da diversi anni.

I territori più colpiti sono l’Etiopia, il Sud Sudan, il Madagascar e lo Yemen, dove maggiore è il rischio di carestia o morte diffusa. Basti pensare che per una famiglia in grave difficoltà anche solo “una tazza di latte al giorno può fare la differenza tra la vita e la morte”.

I paesi che attraversano conflitti prolungati, tra cui Afghanistan, Congo, Etiopia, Nigeria, Sud Sudan, Siria e Yemen, hanno le popolazioni più insicure dal punto di vista alimentare.

Il Rapporto prevede per la Somalia una delle peggiori crisi alimentari del mondo nel 2022, a causa della prolungata siccità, dell’aumento dei prezzi dei generi alimentari e della violenza persistente. Tutti fattori che potrebbero produrre una crisi alimentare acuta che colpirebbe 6 milioni di somali.

Sarebbe “necessaria un’azione umanitaria urgente su vasta scala per evitare” questa ed altre crisi.

Ma la guerra in Ucraina pone ulteriori rischi per la Somalia e molti altri paesi africani che dipendono da Ucraina e Russia per il grano, i fertilizzanti e altre forniture alimentari.

“La guerra – si sottolinea nel Rapporto – avrà gli impatti più devastanti sui paesi in crisi alimentare, oltre quelli già sull’orlo della carestia”. Stati che già affrontano alti livelli di fame acuta, “sono particolarmente vulnerabili ai rischi creati dalla situazione nell’Europa orientale, in particolare a causa della loro elevata dipendenza dalle importazioni di prodotti alimentari e agricoli e per la vulnerabilità agli shock dei prezzi alimentari”.

Investire nell’agricoltura. “Non c’è tempo da perdere”, è l’appello lanciato dal Rapporto, che chiede di stanziare almeno 1,5 miliardi di dollari per aiutare gli agricoltori. In molte regioni a rischio la stagione della semina sta iniziando o sta per iniziare. “La produzione agricola è possibile ed efficace anche in contesti di crisi difficile”.

“C’è una finestra di opportunità – si legge nel Rapporto – per stabilizzare e aumentare la produzione alimentare locale”.

Ma “i finanziamenti al settore agricolo sono stati notevolmente scarsi, rappresentando solo l’8% dei fondi al settore della sicurezza alimentare nel 2020”. È necessario invertire questa tendenza. “Investire nell’agricoltura e nei mezzi di sussistenza rurali – si ricorda nel Rapporto – è strategico ed economico: il rendimento è 10 volte rispetto all’assistenza alimentare“.

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