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Moldavia, Sandu: sostenere una soluzione pacifica al conflitto in Transnistria

Moldavia, Sandu: sostenere una soluzione pacifica al conflitto in Transnistria

K metro 0 – Chişinău – La presidente della Moldavia, Maia Sandu, ha convocato il Consiglio Supremo di sicurezza nazionale temendo che il conflitto in Ucraina possa estendersi al piccolo paese dell’Europa orientale. La “Transnistria appartiene alla Moldavia”, – ha sottolineato Sandu – “Condanniamo tutte le provocazioni e tutti i tentativi di attirare la Repubblica

K metro 0 – Chişinău – La presidente della Moldavia, Maia Sandu, ha convocato il Consiglio Supremo di sicurezza nazionale temendo che il conflitto in Ucraina possa estendersi al piccolo paese dell’Europa orientale.

La “Transnistria appartiene alla Moldavia”, – ha sottolineato Sandu – “Condanniamo tutte le provocazioni e tutti i tentativi di attirare la Repubblica di Moldavia in azioni che possono mettere a rischio la pace nel nostro Paese”, ha aggiunto. Gli incidenti avvenuti nelle ultime 24 ore nella regione della Transnistria rappresentano un’escalation delle tensioni e sono stati provocati da alcune forze favorevoli alla guerra, ha precisato la leader moldava, ribadendo che la Moldavia continua a sostenere una soluzione pacifica al conflitto in Transnistria.

Kiev accusa Mosca di voler “destabilizzare” la regione separatista moldava filo-russa. Le autorità dell’autoproclamata Repubblica separatista della Moldova, hanno dichiarato allerta rossa per terrorismo, comunicando anche la decisione di cancellare la parata del 9 maggio, riportano i media.

La Transnistria, ufficialmente Repubblica Moldavia di Pridnestrovie, è uno Stato indipendente de facto, non riconosciuto dai Paesi membri dell’ONU, essendo considerato de iure parte della Moldavia: è governato da un’amministrazione autonoma con sede nella città di Tiraspol.

La Transnistria è uscita, de facto, dal controllo delle autorità centrali dopo un conflitto armato che ha provocato centinaia di vittime ed è stato interrotto dall’intervento delle truppe di Mosca a favore dei ribelli secessionisti, nel 1992, a meno di un anno dopo che Chişinău aveva dichiarato la sua indipendenza.

L’ex presidente russo Boris Eltsin, si era impegnato a ritirare le truppe dalla Transnistria al vertice OSCE di Istanbul del 1999 dopo un preciso impegno preso da parte russa nel maggio 1994. Circa 1.500 soldati russi e importanti arsenali si troverebbero ancora nella regione.

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Nizar Ramadan
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