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FMI: le ripercussioni economiche della guerra in Europa

FMI: le ripercussioni economiche della guerra in Europa

K metro 0 – Kiev – Il Fondo Monetario Internazionale (FMI), ha confermato un severo impatto della guerra in Ucraina sull’Europa, poiché sta colpendo in un periodo di ripresa post-pandemica ancora incompleta; ha poi sottolineato come “un repentino stop ai flussi energetici dalla Russia comporterebbe perdite significative per molte economie europee. In particolare, Francia, Germania, Italia

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K metro 0 – Kiev – Il Fondo Monetario Internazionale (FMI), ha confermato un severo impatto della guerra in Ucraina sull’Europa, poiché sta colpendo in un periodo di ripresa post-pandemica ancora incompleta; ha poi sottolineato come “un repentino stop ai flussi energetici dalla Russia comporterebbe perdite significative per molte economie europee. In particolare, Francia, Germania, Italia e Regno Unito sono previste crescere a malapena o anche contrarsi per due trimestri consecutivi quest’anno, innescando quindi la cosiddetta recessione tecnica”, precisa il responsabile del Dipartimento Ue del Fmi, Alfred Kammer.

“I forti aumenti dei prezzi delle materie prime e le aggravate interruzioni dell’offerta alimenteranno ulteriormente l’inflazione e taglieranno i redditi delle famiglie e i profitti delle imprese”, afferma il rapporto del Fondo, intitolato Regional Economic Outlook for Europe.

“Si prevede che l’inflazione raggiungerà un massimo pluridecennale in molti paesi. E nuovi rischi incombono, dall’escalation bellica e dalle interruzioni dell’offerta ai flussi energetici critici”. Il Fondo, sottolinea che questa “battuta d’arresto della ripresa in Europa è nascosta nelle previsioni di crescita annuali”, che risentono del rimbalzo del 2021. Il Fmi ha previsto per l’Italia un pil a +2,3% quest’anno, +1,7% il prossimo e +1,3% nel 2024.

Insomma, è difficile prevedere nuovi equilibri post-guerra, il FMI evidenzia che le principali sfide dei responsabili politici europei, ora, riguardano la questione dei rifugiati, l’aiuto alle famiglie vulnerabili e alle aziende che cercano di affrontare il caro energia e il miglioramento della sicurezza energetica.

Alle conseguenze immediate della guerra, infine, si aggiungono le difficoltà di ricostruire le infrastrutture sociali ed economiche distrutte in Ucraina: il che – conclude il rapporto – “richiederà ingenti flussi di finanziamento da parte dei donatori”.

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Nizar Ramadan
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