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Norvegia, sempre più armi e import dalla Russia

Norvegia, sempre più armi e import dalla Russia

K metro 0 – Oslo – Gli aiuti militari all’Ucraina non sono messi in discussione, ma l’incremento dell’import da Mosca sta creando non pochi problemi all’esecutivo della Norvegia. Oggi, mercoledì 20 aprile, infatti, il Primo ministro Jonas Gahr Störe ha annunciato nuove consegne di armi all’Ucraina al Parlamento norvegese, incontrando un’ampia approvazione. E così, 100

K metro 0 – Oslo – Gli aiuti militari all’Ucraina non sono messi in discussione, ma l’incremento dell’import da Mosca sta creando non pochi problemi all’esecutivo della Norvegia.

Oggi, mercoledì 20 aprile, infatti, il Primo ministro Jonas Gahr Störe ha annunciato nuove consegne di armi all’Ucraina al Parlamento norvegese, incontrando un’ampia approvazione. E così, 100 missili antiaerei Mistral sono stati consegnati dal paese che ha solo 17.000 soldati ma forze armate molto moderne; e altre armi saranno presto inviate alle forze di Zelensky. Secondo il ministero della Difesa, i missili, che prima erano trasportati sulle navi della marina, sono già stati consegnati. E le consegne fanno parte di un ampio aiuto militare all’Ucraina.

In sostanza, Ine Eriksen Søreide, l’ex ministro degli Esteri del partito conservatore d’opposizione Høyre, ha riferito alla radio norvegese che il governo ha il sostegno del suo partito se vuole anche consegnare armi di difesa più pesanti all’Ucraina.

Il dibattito in politica interna nasce invece sul nodo delle importazioni dalla Russia. Quando si tratta difatti del volume di commercio che la ricca Norvegia ha con la Russia, l’unità politica viene un po’ meno e traballa. La Norvegia ha in sostanza un volume commerciale stabile con la sua vicina Russia, dalla quale sono importati prodotti alimentari, metalli, combustibili e prodotti chimici, e l’anno scorso alluminio per un valore di circa 500 milioni di euro, secondo l’autorità statistica norvegese SSB. Anche il petrolio era incluso in piccole quantità.

Ma ciò che è dirompente nel dibattito politico è che il volume delle importazioni dalla Russia nel 2021 ammonta a circa 21,8 miliardi di corone, l’equivalente di circa 2,1 miliardi di euro, che corrisponde a un incremento del 58,9 per cento rispetto al 2020. E l’aumento nel solo marzo 2022, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, è ancora più alto, con un più 90 per cento. Nelle prime settimane della guerra in Ucraina, le importazioni hanno segnato un livello record. Le critiche dell’opposizione sono così enormi. “Questo deve finire. La Norvegia deve smettere di finanziare la guerra di Putin. Non può andare avanti così”, ha detto Ola Elvestuen, deputato del partito liberale Venstre al portale di notizie norvegesi E24. “Il valore delle importazioni norvegesi di beni russi è maggiore dell’aiuto umanitario all’Ucraina” ha tuonato. “Il governo deve assicurarsi che siamo una forza trainante per introdurre sanzioni più severe insieme all’Ue. Le aziende norvegesi devono essere incoraggiate ad andare oltre e a smettere di commerciare con la Russia”.

I Verdi norvegesi chiedono addirittura di fermare tutte le importazioni di beni non essenziali. Arild Hermstad, il vice leader del partito, ha persino definito folle l’aumento delle importazioni. “Questo aiuta a finanziare la guerra brutale e illegale del presidente Vladimir Putin in Ucraina, dove vengono commessi crimini contro l’umanità”, ha detto. “La Norvegia non dovrebbe essere conosciuta per aver finanziato questa guerra” ha aggiunto.

Il governo risponde mettendosi sulla difensiva, sostenendo le sanzioni imposte finora e ribattendo che è ora in corso l’attuazione del quinto pacchetto di sanzioni. Una risposta poco convincente.

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