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Francia, occupata la Sorbona da studenti infuriati dal 1° turno delle presidenziali

Francia, occupata la Sorbona da studenti infuriati dal 1° turno delle presidenziali

K metro 0 – Parigi – Cinquecento Studenti e attivisti bloccano la prestigiosa università Sorbona dal 13 aprile, tre giorni dopo il primo turno delle elezioni presidenziali. Il motivo? La frustrazione e sdegno per un secondo turno tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen. E’ vero; a differenza del 2002, non ci sono state grandi

K metro 0 – Parigi – Cinquecento Studenti e attivisti bloccano la prestigiosa università Sorbona dal 13 aprile, tre giorni dopo il primo turno delle elezioni presidenziali. Il motivo? La frustrazione e sdegno per un secondo turno tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen.

E’ vero; a differenza del 2002, non ci sono state grandi manifestazioni da quando i risultati sono stati annunciati, ma un movimento sta prendendo forma in alcune scuole superiori e università. “Bisogna scegliere tra il radicalismo neoliberale o il radicalismo fascista, e questo è orribile”, spiega uno studente che appoggia il movimento nascente alla Sorbona, ma altri brontolano un po’ sul metodo, a pochi giorni dagli esami. La loro facoltà è stata in effetti evacuata; hanno dovuto prendere lezioni di inglese in un bistrot. “Così abbiamo parlato di più e bevuto un po’ di caffè”, spiega un altro universitario. Nell’anfiteatro, gremito fino alle travi, si susseguono così le assemblee generali, dove è stato deciso che le lezioni sarebbero state cancellate almeno fino a lunedì, e che si sarebbe dovuto dormire sul posto.

Al centro del movimento, il seguente dilemma: come posizionarsi, quando si ha 20 anni e si è votato Mélenchon al primo turno? “Bloccare Le Pen o non votare affatto? Questa è la grande questione”, dice uno studente. Nel frattempo si sta organizzando la cena. “Abbiamo aperto il distributore automatico e diamo a tutti qualcosa da condividere”, spiega uno degli attivisti. Alcuni sognano di occupare l’università fino al 24 aprile.

Insomma, l’elezione presidenziale sembra aggravare un divario generazionale già visibile durante la crisi sanitaria. Ci stiamo dirigendo verso una guerra generazionale? Già nel 2002, il risultato del primo turno delle elezioni presidenziali aveva portato migliaia di studenti liceali e universitari a scendere in piazza con lo slogan: “Tutto tranne Le Pen”. Vent’anni dopo, il duello tra Marine Le Pen ed Emmanuel Macron provoca anche l’ira di una parte della gioventù, che ha votato in massa per Jean-Luc Mélenchon al primo turno. Questa volta, non c’è un fronte repubblicano automatico: “Né Macron, né Le Pen” hanno cantato oggi centinaia di studenti nelle università francesi.

Ana e Lucie, 18 e 20 anni, sono furiose, ad esempio, con le generazioni precedenti: “Sono andate in pensione a 60 anni e stanno votando per un candidato che ci spingerà a lavorare fino a 65”! La crisi sanitaria aveva in conclusione evidenziato il divario tra i giovani considerati “irresponsabili” e gli anziani visti come “egoisti”. Vedremo le reazioni al ballottaggio finale.

Foto credit-RADIO FRANCE

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