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Ucraina: Putin non arretra, e prepara l’invasione finale al Donbas

Ucraina: Putin non arretra, e prepara l’invasione finale al Donbas

K metro 0 – Kiev – Nessuna tregua in vista o accordi imminenti, anzi. Lo “zar” Vladimir Putin ha giurato oggi dall’impianto di lancio spaziale di Vostochny, nell’estremo oriente del paese, che la sanguinosa offensiva della Russia in Ucraina continuerà fino a quando i suoi obiettivi non saranno raggiunti, e ha aggiunto che la campagna

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K metro 0 – Kiev – Nessuna tregua in vista o accordi imminenti, anzi. Lo “zar” Vladimir Putin ha giurato oggi dall’impianto di lancio spaziale di Vostochny, nell’estremo oriente del paese, che la sanguinosa offensiva della Russia in Ucraina continuerà fino a quando i suoi obiettivi non saranno raggiunti, e ha aggiunto che la campagna sta andando come previsto, malgrado il ritiro di fronte alla rigida opposizione ucraina e perdite significative russe. E dire che sessantun anni fa, il 12 aprile 1961, si apriva l’era spaziale con il primo volo umano in orbita del cosmonauta Jurij Gagarin. Oggi invece si ricorda la feroce aggressione della Russia all’Ucraina.

Putin, baldanzoso e algido come sempre, ha anche dichiarato che le potenze straniere non riusciranno a isolare la Russia, che l’economia e il sistema finanziario del suo paese hanno resistito al colpo di quello da lui definito il “blitz” delle sanzioni occidentali, e ha anche sostenuto che le sanzioni stesse si sarebbero ritorte contro l’occidente facendo salire i prezzi dei beni di prima necessità come i fertilizzanti. Incremento che porterà a suo dire pesanti carenze alimentari e aumenterà i flussi migratori verso l’Occidente.

Intanto le forze di Putin si preparano per una grande offensiva finale nel Donbas, dilaniato dai combattimenti tra i separatisti alleati della Russia e le forze ucraine dal 2014, laddove la Russia ha riconosciuto le richieste di indipendenza dei separatisti. Gli strateghi militari dicono che i leader russi sembrano sperare che il supporto locale, la logistica e il terreno nella regione favoriscano l’esercito russo, più robusto e cospicuo e meglio armato, permettendo potenzialmente alle sue truppe di ribaltare finalmente la situazione a loro favore.

L’Ucraina sta poi indagando su un possibile attacco russo con armi chimiche. I funzionari occidentali hanno ricordato che qualsiasi uso di armi chimiche da parte do Mosca sarebbe una grave escalation della guerra già devastante. A Mariupol, una città portuale strategica nel Donbas, un reggimento ucraino che difende un’acciaieria ha difatti affermato che un drone ha lanciato una sostanza velenosa sulla città; ma non ci sono stati feriti gravi. La Gran Bretagna teme che la Russia potrebbe ricorrere a bombe al fosforo, che sono vietate nelle aree civili secondo il diritto internazionale. La maggior parte degli eserciti usa difatti le munizioni al fosforo per illuminare gli obiettivi o per produrre cortine fumogene. Sparare deliberatamente in uno spazio chiuso per esporre le persone ai fumi potrebbe violare la Convenzione sulle armi chimiche.

Gran parte della città di Mariupol è stata comunque rasa al suolo in settimane di martellamento da parte delle truppe russe. Il sindaco Vadym Boychenko ha detto che il bilancio dei morti nella sola Mariupol potrebbe superare le 20.000 persone e ha fornito nuovi dettagli sulle accuse dei funzionari ucraini che le forze russe hanno portato attrezzature mobili di cremazione per smaltire i cadaveri.

S’indaga anche sulle accuse secondo cui le forze russe avrebbero sparato su un convoglio di civili che cercava di partire in auto dal villaggio di Peremoha nel distretto di Brovary, uccidendo quattro persone, tra cui un ragazzo di 13 anni. In un altro attacco vicino a Bucha, cinque persone sono state uccise, compresi due bambini, quando un’auto è stata colpita dagli spari.

Anche oggi Putin ha respinto come falsa l’accusa dell’Ucraina secondo cui centinaia di civili sono stati uccisi dalle truppe russe nella città di Bucha.

Nel frattempo, l’Ucraina in un’operazione speciale ha catturato l’oligarca latitante e amico intimo del presidente russo Vladimir Putin, Viktor Medvedchuk. Condividendo una foto di Medvedchuk seduto su una sedia con le mani ammanettate, Zelenskyy ha commentato sul suo account Telegram: “Un’operazione speciale è stata effettuata grazie all’SBU (Servizio di sicurezza dell’Ucraina). Ben fatto! I dettagli più tardi. Gloria all’Ucraina” ha aggiunto.

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