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Francia, tutte le novità sulla dichiarazione dei redditi di quest’anno

Francia, tutte le novità sulla dichiarazione dei redditi di quest’anno

K metro 0 – Parigi – E’ iniziato giovedì 7 aprile il periodo entro il quale si dovrà compilare la dichiarazione dei redditi, da inviare fino al 24 maggio o all’8 giugno, online. Oppure per posta, entro la mezzanotte del 19 maggio. Rimborsi chilometrici Una delle principali novità di quest’anno riguarda i viaggi di lavoro

K metro 0 – Parigi – E’ iniziato giovedì 7 aprile il periodo entro il quale si dovrà compilare la dichiarazione dei redditi, da inviare fino al 24 maggio o all’8 giugno, online. Oppure per posta, entro la mezzanotte del 19 maggio.

Rimborsi chilometrici

Una delle principali novità di quest’anno riguarda i viaggi di lavoro in auto o motocicli. Di fronte all’impennata dei prezzi alla pompa, il governo ha deciso di aumentare del 10% i rimborsi chilometrici per la dichiarazione dei redditi del 2021. Il provvedimento interesserà 4,3 milioni di famiglie, soprattutto della classe media.

Per tenere maggiormente conto dell’evoluzione del costo del possesso di un veicolo, e in particolare di quello del carburante, è prevista un’indicizzazione automatica dei rimborsi chilometrici a partire dal 2023.

Prorogato il “bonus Macron”

E’ il provvedimento che consente alle aziende di pagare bonus esentasse ai propri dipendenti, introdotto nel 2018 per rispondere alla crisi dei “gilet gialli”. Versato tra l’ 1 giugno 2021 e il 31 marzo 2022, è destinato ai dipendenti che percepiscono meno del triplo del salario minimo, in particolare ai cosiddetti lavoratori “di seconda linea”, quelli del settore commerciale o dei servizi, maggiormente esposti a un rischio diretto per la salute.

Questo bonus è limitato a 1.000 euro nelle aziende che non hanno firmato un accordo di partecipazione agli utili. Sale a un massimo di 2.000 euro per le aziende che l’anno invece sottoscritto, per quelle con meno di 50 dipendenti e per i lavoratori “di seconda linea”.

Il bonus inflazione esentasse

Il contributo di 100 euro per difendere il potere d’acquisto di fronte al forte aumento del costo dell’energia e dei carburanti è esente da imposta. Interessa 38 milioni di persone (lavoratori, dipendenti o autonomi, pensionati beneficiari del reddito di solidarietà o dell’assegno per adulti disabili) che guadagnano meno di 2.000 euro netti al mese.

Il bonus non rientrerà nel calcolo dei requisiti per l’assistenza sociale.

Il tetto delle donazioni “Coluche” sarà mantenuto a 1.000 euro

Lo sgravio fiscale per le cosiddette donazioni “Coluche” (ad associazioni che aiutano gli indigenti o le vittime di violenza) è prorogato fino alla fine del 2023. Per il secondo anno consecutivo, i contribuenti ​​beneficieranno di una riduzione d’imposta pari al 75% delle donazioni effettuate, fino a un limite di 1.000 euro.

Questo aumento del tetto di riduzione delle imposte, che passa da 552 euro a 1.000 euro, è stato introdotto per la prima volta in via eccezionale per la dichiarazione dei redditi del 2020, in seguito all’emergenza sanitaria. Raggiunto il tetto massimo, l’eccedenza ricade nel regime di diritto comune che prevede uno sgravio fiscale del 66% e non può superare il 20% del reddito imponibile.

Abbonamenti esentasse

Per la prima volta, l’abbonamento, cartaceo o digitale, a una testata giornalistica, d’informazione politica o generale, può dare diritto, a determinate condizioni, a un credito d’imposta. Questo varrà per gli abbonamenti sottoscritti tra il 9 maggio 2021 e il 31 dicembre 2022, per un periodo minimo di 12 mesi. Lo sgravio sarà pari al 30% delle spese sostenute.

Se per gli abbonamenti sottoscritti nel 2021 e dichiarati nel 2022 non è richiesta alcuna condizione reddituale, quelli sottoscritti nel 2022 e dichiarati nel 2023 saranno soggetti a condizioni reddituali. Il reddito annuo del nucleo familiare non deve superare i 24.000 euro per la quota del quoziente familiare, maggiorato di 6.000 euro per ogni ulteriore mezza quota.

Sgravi per l’installazione di sistemi di ricarica per veicoli elettrici

Per il 2022, viene concessa una riduzione d’imposta per l’installazione (in una residenza principale o in una seconda casa) di sistemi di ricarica di veicoli elettrici effettuata tra l’1 gennaio 2021 e il 31 dicembre 2023. Questo dà diritto a un credito d’imposta pari al 75% delle spese sostenute, fino a un massimo di 300 euro, concesso a tutti i contribuenti, proprietari, inquilini o ospiti a titolo gratuito, indipendentemente dal loro livello di reddito.

Per le spese impegnate nel 2019 e 2020 poi effettuate nel 2021, il credito d’imposta per la transizione energetica è pari anch’esso al 75% dell’importo delle spese entro il limite di 300 euro per sistema di ricarica. Ma è riservato solo ai proprietari che abbiano svolto lavori nella loro abitazione principale completati da più di due anni.

Un nuovo plafond per il forfait “mobilità sostenibile”

Introdotto a maggio 2020, il forfait “mobilità sostenibile” è corrisposto dalle aziende ai dipendenti che raggiungono il luogo di lavoro con mezzi non inquinanti (biciclette, scooter elettrici o auto collettive). Inizialmente, questo forfait prevedeva uno sgravio fiscale fino a un tetto di 400 euro, salito poi a 500 con la legge finanziaria 2021. Ed elevato ulteriormente a 600 euro in caso di cumulo con il rimborso parziale di un abbonamento al trasporto pubblico o del noleggio di una bicicletta.

Proroga dell’indennità di telelavoro

Nel 2021 il ricorso al telelavoro è stato ancora consistente e molti dipendenti hanno sostenuto spese professionali. Il governo ha quindi deciso di rinnovare alcune misure per lo sgravio dei costi e delle indennità dei dipendenti in questo contesto.

Per il secondo anno consecutivo, le indennità corrisposte dal datore di lavoro, sotto forma di assegni, rimborsi forfettari o di spese effettive e a copertura delle spese di telelavoro a domicilio, sono esenti dall’imposta sul reddito, nel limite di 2,50 euro al giorno, 55 euro al mese e 580 euro all’anno. È inoltre possibile detrarre le spese professionali sostenute per il telelavoro da casa fino a concorrenza degli stessi importi.

Una simulazione online per borse di studio

I contribuenti il cui nucleo fiscale comprende uno o più figli che frequentano la scuola media o superiore potranno verificare, al termine della dichiarazione dei redditi online, se possono usufruire del sistema delle borse di studio attraverso una simulazione. Negli ultimi anni, i contribuenti che dichiaravano di avere figli non facevano domanda per ottenere borse di studio a cui avevano diritto, ha osservato il direttore generale delle finanze pubbliche, Jérôme Fournel.

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