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La Commissione europea avvia la procedura per togliere i fondi all’Ungheria per corruzione

La Commissione europea avvia la procedura per togliere i fondi all’Ungheria per corruzione

K metro 0 – Bruxelles – La Commissione europea ha lanciato oggi una procedura mai utilizzata contro l’Ungheria che potrebbe vedere il governo ungherese privato dei finanziamenti dell’Ue per la corruzione e aver violato gli standard democratici. Una decisione che arriva proprio due giorni dopo che il primo ministro ungherese Viktor Orban è stato rieletto

K metro 0 – Bruxelles – La Commissione europea ha lanciato oggi una procedura mai utilizzata contro l’Ungheria che potrebbe vedere il governo ungherese privato dei finanziamenti dell’Ue per la corruzione e aver violato gli standard democratici. Una decisione che arriva proprio due giorni dopo che il primo ministro ungherese Viktor Orban è stato rieletto con una maggioranza schiacciante, rivendicando la sua vittoria come una vittoria sui valori liberali difesi da Bruxelles.

Il nazionalista alleato del presidente russo Vladimir Putin è stato spesso accusato da Bruxelles di arretrare sulle norme democratiche. La Commissione europea “invierà ora la lettera di notifica formale per avviare il meccanismo di condizionalità”, ha dichiarato la presidente Ursula von der Leyen tra gli applausi a una sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, in Francia.

L’ultimo scontro con l’Ungheria riguarda il suo sistema di appalti pubblici, il conflitto di interessi e la corruzione, e potrebbe dunque vedere Budapest perdere il denaro dell’Ue se approvato da una super-maggioranza dei 27 stati membri. Il capo dello staff di Orban, Gergely Gulyas, ha prontamente esortato la Commissione europea “a non punire gli elettori ungheresi per aver espresso un’opinione che non incontra il gusto di Bruxelles nelle elezioni”.

“Bruxelles sta facendo un errore”, ha aggiunto, “le regole fondamentali della democrazia devono essere accettate dalla Commissione”. Gulyas ha esortato l’Unione europea a “tornare al buon senso e al dialogo”. Regolarmente criticato dall’Ue per aver minato lo stato di diritto, Orban ha attaccato i “burocrati di Bruxelles” nel suo discorso di vittoria, dopo essersi assicurato un quarto mandato.

Il meccanismo di condizionalità è stato creato nel 2020, dopo un vertice al culmine della pandemia Covid che ha concordato un prestito comune per costruire una marea di 800 miliardi di euro (900 miliardi di dollari) di sovvenzioni e prestiti per i paesi dell’Ue più indietro degli altri.

I falchi del bilancio, compresi i Paesi Bassi e i paesi nordici, hanno chiesto però il meccanismo di condizionalità per mettere dei paletti intorno alla spesa dei soldi dei contribuenti. L’Ungheria e la Polonia hanno contestato la nuova procedura nella massima corte dell’Ue. Ma la Corte di giustizia europea a febbraio ne ha approvato il suo utilizzo, spiegando che l’Unione europea “deve essere in grado di difendere questi valori”. La Commissione è stata in effetti sotto pressione da parte del Parlamento europeo per applicare il meccanismo di condizionalità contro la Polonia e l’Ungheria. Il legislatore ha così lanciato un’azione legale per far agire la Commissione.

“Il fallimento del governo ungherese nel gestire il denaro pubblico in modo trasparente è ben noto e documentato”, ha detto la deputata francese Gwendoline Delbos-Corfield. “Come può uno stato membro utilizzare correttamente i fondi europei quando l’indipendenza del potere giudiziario è stata distrutta e non ci sono sufficienti garanzie contro la corruzione”?

L’utilizzo del meccanismo si aggiunge a una lunga lista di altre procedure che la Commissione ha intrapreso per problemi di stato di diritto contro l’Ungheria e la Polonia, e che ha incluso multe ordinate dal tribunale. La questione della corruzione è anche il motivo per cui la Commissione ha bloccato il piano di recupero ungherese, che vale 7,2 miliardi di euro di sovvenzioni europee.

Nel frattempo, il leader nazionalista ungherese Viktor Orban si gode il quarto mandato consecutivo con il suo partito Fidesz. Rivolgendosi a una folla festante che cantava il suo nome dopo l’esito del voto, Orban ha detto: “Abbiamo ottenuto una grande vittoria – una vittoria così grande che si può forse vedere dalla luna e certamente da Bruxelles”.

Ricordiamo che l’amministrazione di Orban ha avuto ripetuti scontri con l’Unione europea, anche per quanto riguarda la neutralizzazione della stampa e della magistratura, e le misure contro la comunità LGBTQ – anch’esse oggetto di una votazione domenica.

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