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Ucraina, le prossime settimane saranno critiche per il futuro di Kiev

Ucraina, le prossime settimane saranno critiche per il futuro di Kiev

K metro 0 – Kiev – Gli analisti militari avevano un’alta opinione dell’esercito russo. Dicevano che si era professionalizzato, con un’inestimabile esperienza di perfezionamento delle armi e di maturità degli uomini nella guerra in Siria. D’altro canto, l’opinione sulle forze armate ucraine il primo giorno di guerra era che fossero molto più forti di quanto

K metro 0 – Kiev – Gli analisti militari avevano un’alta opinione dell’esercito russo. Dicevano che si era professionalizzato, con un’inestimabile esperienza di perfezionamento delle armi e di maturità degli uomini nella guerra in Siria.

D’altro canto, l’opinione sulle forze armate ucraine il primo giorno di guerra era che fossero molto più forti di quanto non lo fossero state nel 2014, quando non riuscirono a fermare la presa della Crimea da parte della Russia e la creazione di due enclave secessioniste nell’Ucraina orientale. Ma la Russia aveva i numeri e la potenza di fuoco. Gli ucraini, si diceva, avrebbero riscoperto la verità di un aforisma attribuito a Stalin: “la quantità ha una qualità propria”.

Le prime due settimane di guerra hanno dimostrato che quelle previsioni sono state sbagliate. I russi hanno preso un abbaglio; gli ucraini hanno resistito. Intorno a Kiev l’avanzata russa s’è fermata. Nel sud, è stata una storia diversa. Hanno lavorato in maniera costante per aprire un corridoio di terra tra la Crimea e le enclave di Mosca nell’Ucraina orientale.

Ma agli analisti della guerra in corso è stato chiaro fin dall’inizio che il controllo di Kiev è cruciale per vincere argomenti in politica così come sul campo di battaglia. Mentre il governo del presidente Volodymyr Zelensky tiene la città, e può affermare di non essere stato sconfitto, al contempo il presidente Vladimir Putin al Cremlino non può rivendicare la vittoria.

Gli ultimi due giorni sono stati soleggiati in Ucraina, dopo più di una settimana di nuvole spesse. Questo significa che i satelliti hanno una visione chiara dei movimenti a terra, e le immagini mostrerebbero che il convoglio russo di 40 miglia a nord-ovest di Kiev si sta lentamente disperdendo e riorganizzando. L’ultima parola del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti è che gli elementi posti in retroguardia stanno recuperando, ma i veicoli più vicini a Kiev non si stanno muovendo.

I combattimenti intorno a Kiev si sono concentrati nel nord-ovest e sono andati avanti fin dalla prima mattina, quando le truppe aeree russe sono atterrate in un aeroporto cargo vicino a Hostomel e Irpin, piccole città di pendolari che gli sfollati dicono di essere ora gravemente danneggiate.

I reporter internazionali riferiscono che gli ucraini hanno migliorato le loro difese fisiche, che in alcuni punti esistevano appena. I posti di blocco che erano solo alcuni blocchi di cemento sono diventati difatti vere barricate. In tutta la città gli uomini hanno riempito e posizionato sacchi di sabbia. I metalmeccanici di Kiev si sono dunque impegnati come non mai. Agli incroci strategici e sulle strade a doppia carreggiata che escono da Kiev sono stati installati ostacoli anticarro in acciaio.

Non è ancora chiaro se la Russia intenda accerchiare Kiev o tentare di forzare la resa spingendo nel centro con i carri armati supportati dalla fanteria. Gli attacchi diretti sono stati finora fermati, e circondare una grande città potrebbe richiedere troppi uomini. Sicuramente il presidente Putin si aspettava il rapido crollo di un governo che ha liquidato con disprezzo come un collaboratore nazista dell’occidente. Quel che è certo è che Putin e i suoi generali si stanno riorganizzando e non accetteranno la sconfitta.

La missione di Putin è stata quella di riportare la Russia a quello che lui crede sia il suo giusto posto come potenza mondiale. In un paese delle dimensioni dell’Ucraina – solo la Russia stessa è più grande in Europa – la vittoria a Kiev è il modo più diretto per lui di dichiarare la missione compiuta. Senza dubbio le forze armate russe hanno operato a metà potenza e a metà velocità finora. Questo è in parte dovuto ai loro stessi errori, e anche perché gli ucraini stanno dimostrando di essere avversari formidabili e agili.

Gli attacchi in stallo intorno a Kiev si sono trasformati in una tregua per i difensori della città, dando loro il tempo di scavare per migliorare le difese che erano rudimentali, e con tutta probabilità per ricevere alcune delle armi sempre più sofisticate che la Nato sta portando in Ucraina.

Una domanda che assilla molti a Kiev è se il presidente Putin deciderà che è giunto il momento di tirare fuori le armi convenzionali più letali dell’arsenale russo contro i difensori della capitale ucraina. Finora non è successo. Se succederà, molte altre persone moriranno e saranno fatti danni terrificanti.

In tanti in Ucraina non credono che il presidente Putin colpirà Kiev nel modo in cui sono state attaccate le città dell’Ucraina orientale e meridionale. Sostengono che Putin esiterà a distruggere un’antica città che è stata al centro della cultura, della religione e della storia russa. Alcune delle stesse persone credono anche che la Russia non invaderà.

Altri temono, invece, che se la fanteria e i mezzi corazzati russi saranno trattenuti, Putin e i suoi generali ricorreranno alla tattica che stanno usando a Mariupol nel sud, circondando la città e cercando di spezzare la volontà dei suoi difensori con l’artiglieria e gli attacchi aerei. È un metodo che ha funzionato bene per i russi in Siria, e negli anni ’90 quando Grozny, la capitale della repubblica russa separatista della Cecenia, è stata spianata.

L’invasione dell’Ucraina – nonostante i problemi creati alla Russia dalle sanzioni legate alla guerra – sembrerebbe far bene alla popolarità di Vladimir Putin. O almeno questo afferma un sondaggio – la cui attendibilità è difficile da verificare – condotto dalla società russa Vciom che segnala nelle due settimane di guerra un continuo aumento dell’indice di gradimento dell’operato del presidente russo.

Le prossime settimane saranno critiche per il futuro di Kiev, e per la più ampia guerra sul futuro dell’Ucraina. Se la Russia non potrà riattivare il suo attacco alla capitale, gli ucraini consolideranno la loro fiducia e la forza e il morale delle forze russe, compresi i coscritti, prenderanno altri duri colpi.

Se il regime di Putin può trovare un modo per porre fine alla resistenza, il presidente della Russia sarà più vicino a raggiungere il suo obiettivo di guerra di porre fine all’indipendenza dell’Ucraina. Forzare il paese a rientrare nell’orbita della Russia, di fronte a quella che sarebbe molto probabilmente un’insurrezione sostenuta dalla Nato, sarebbe un lavoro molto più difficile e complicato.

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