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One Ocean Summit, nuova coalizione internazionale a tutela degli oceani

One Ocean Summit, nuova coalizione internazionale a tutela degli oceani

K metro 0 – Parigi – Gli Stati membri dell’Unione Europea e altri 16 esterni al blocco, hanno esortato oggi a Brest, in Francia durante l’”One Ocean Summit”, a chiudere un trattato alle Nazioni Unite entro il prossimo marzo per regolamentare le acque internazionali e accelerare così la protezione degli oceani. L’evento internazionale sta cercando

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K metro 0 – Parigi – Gli Stati membri dell’Unione Europea e altri 16 esterni al blocco, hanno esortato oggi a Brest, in Francia durante l’”One Ocean Summit”, a chiudere un trattato alle Nazioni Unite entro il prossimo marzo per regolamentare le acque internazionali e accelerare così la protezione degli oceani. L’evento internazionale sta cercando di “mobilitare la comunità internazionale affinché intraprenda azioni concrete per preservare e sostenere un oceano sano e sostenibile”.

La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha anche, lanciato l’idea di una nuova coalizione internazionale a tutela degli oceani. Ciò dovrebbe favorire una rapida conclusione del Global Ocean Treaty che dovrebbe essere firmato all’Onu il mese prossimo.

Si tratta di una nuova coalizione internazionale per tutelare la biodiversità degli oceani, questo uno dei principali impegni annunciati durante l'”One Ocean Summit”, che si è svolto dal 9 all’11 febbraio sotto la presidenza francese del Consiglio dell’Ue. L’evento ha riunito anche quindici leader internazionali, alla presenza del presidente francese, Emmanuel Macron. Tra gli ospiti, anche il presidente colombiano, Iván Duque, e l’egiziano, Abdel-Fattah Al Sisi.

Nel Summit, sostenuto dall’Onu e in particolare dall’Unesco, sono state proposte anche simulazioni digitali per supportare meglio la ricerca di questi ecosistemi, ancora in gran parte non analizzate. Obiettivo a cui contribuirà anche una spedizione di ricerca specifica, dedicata al ripristino e alla conservazione di mari e acque dolci entro il 2030.

L’altra proposta, European Digital Twin Ocean, consiste in una piattaforma digitale da sviluppare con le risorse della missione UE, che utilizzi le migliori tecnologie informatiche per la protezione degli oceani. La piattaforma permetterà di esaminare vari scenari, rendendo disponibili tutti i dati in open access, e promuoverà l’integrazione dei modelli previsionali esistenti.

L’ UNESCO ha twittato ieri, osservando che “meno del 20% dell’oceano è stato esplorato finora. La nostra conoscenza dell’oceano rimane in acque poco profonde. Dobbiamo approfondire le nostre conoscenze se vogliamo davvero salvare i nostri oceani!”.

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Patrizia Grandi
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