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Regno Unito: le polemiche non danno tregua a Boris Johnson

Regno Unito: le polemiche non danno tregua a Boris Johnson

K metro 0 – Londra – Continuano a piovere le critiche sul governo britannico e, nello specifico, su Boris Johnson, che è ormai sotto attacco da più fronti, per lo scandalo sulle feste a Downing Street durante la pandemia. Il premier britannico, che sta ancora cercando una via d’uscita dopo mesi di scandali, ha incolpato

K metro 0 – Londra – Continuano a piovere le critiche sul governo britannico e, nello specifico, su Boris Johnson, che è ormai sotto attacco da più fronti, per lo scandalo sulle feste a Downing Street durante la pandemia.

Il premier britannico, che sta ancora cercando una via d’uscita dopo mesi di scandali, ha incolpato Starmer di non essere stato in grado, nel 2013, come capo della procura nazionale, di agire contro il pedofilo Jimmy Savile. Le sue parole hanno ispirato una folla di dimostranti, che lunedì ha circondato il capo dell’opposizione, all’interno di una manifestazione anti Covid, insultandolo, chiamandolo traditore e accusandolo di proteggere Jimmy Savile. Tuttavia, il leader laburista non aveva seguito personalmente il caso, ma aveva posto pubblicamente le sue scuse per l’episodio, in quanto capo della procura nazionale. È stato un vero e proprio episodio di mobbing, quello di cui è stato vittima Starmer. Questo evento ha messo Johnson ancora più alle strette, che ha cercato di scusarsi per il fatto increscioso, senza peraltro ritrattare le accuse contro la vittima.

La presidente della Camera dei Comuni, una deputata non schierata politicamente, ha ribadito ai membri del Parlamento e quindi, indirettamente, a Johnson, che “le loro parole hanno delle conseguenze”. Secondo la Hoyle, le accuse mosse dal Primo Ministro sono fortemente “inappropriate” e aumentano ancora più le proteste e le agitazioni violente, esacerbando lo scontro politico.

Un esponente del partito dei Verdi, Caroline Lucas ha dichiarato che “l’attacco di Johnson è molto vergognoso e trae direttamente ispirazione dalla messinscena trumpiana”. Secondo la Lucas, Johnson sta avvelenando la politica britannica. “Deve scusarsi o lasciare” – ha affermato.

Nel frattempo, il premier britannico cerca di correre ai ripari. Proprio oggi, è stato assegnato a Jacob Rees-Mogg, un nuovo ruolo nel governo, come Ministro per la Brexit. Mogg, oltre a essere famoso per il suo euroscetticismo, è stato posto recentemente sotto inchiesta per islamofobia. Sembra che la nomina di Mogg non sia stato un altro passo felice di Johnson, che ora sta attendendo i risultati di alcune indagini, riguardanti le feste clandestine di Downing Street. Le elezioni locali, che si terranno nel Regno Unito nel mese di maggio, rappresenteranno uno spartiacque fondamentale per il futuro politico di Johnson e del partito conservatore.

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Luca Testa
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