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Germania, l’anoressia colpisce i bambini contagiati dalla variante Omicron

Germania, l’anoressia colpisce i bambini contagiati dalla variante Omicron

K metro 0 – Berlino – “Non mangiano e non bevono”. Cambiano i sintomi nei bambini colpiti dal Covid. “Non ho mai visto così tanti bambini che soffrono di anoressia e si ammalano così gravemente da dover essere ricoverati in ospedale in questo periodo pandemico”, ha detto Gerd Horneff, dirigente medico dell’ospedale pediatrico tedesco Sankt

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K metro 0 – Berlino – “Non mangiano e non bevono”. Cambiano i sintomi nei bambini colpiti dal Covid. “Non ho mai visto così tanti bambini che soffrono di anoressia e si ammalano così gravemente da dover essere ricoverati in ospedale in questo periodo pandemico”, ha detto Gerd Horneff, dirigente medico dell’ospedale pediatrico tedesco Sankt Augustin, nei pressi di Bonn.

L’ospedale ha anche un centro di vaccinazione per i i bimbi: da dicembre sono state somministrate più di 6.000 dosi. In Germania quasi il 20% dei 5 milioni e 300mila bambini tra i 5 e gli 11 anni ha ricevuto almeno una dose di vaccino.

Le patologie respiratorie più gravi, che si verificavano durante la prima ondata Covid, non esistono più. I reparti di terapie intensive degli ospedali non sono congestionati come in passato.

La durata delle degenze per i piccoli pazienti si è ridotta. Ma la pandemia ha arrecato altri danni per loro. E quelli ricoverati per aver contratto in maniera più grave il Covid, contagiati dalla variante Omicron, presentano un quadro clinico inedito.

Sebbene pochi siano gravemente colpiti da questa variante, alcuni sintomi possono essere piuttosto seri.

Vediamo che i bambini in effetti spesso hanno disturbi gastrointestinali o patologie generali. Sembra che abbiano avuto un’intossicazione del sangue, una sepsi. Sono molto sofferenti. Hanno bisogno di una trasfusione. Non hanno malattie respiratorie, ma non mangiano e non bevono”, spiega il dottor Horneff. Uno scenario preoccupante, accompagnato anche da disturbi mentali.

Resta tuttavia il dato, più confortante, che sebbene la variante Omicron abbia imperversato negli ultimi due mesi e centinaia di migliaia di persone siano finite in ospedale, compreso anche un buon numero di bambini, le stime mostrano che il rischio individuale di ricovero per un bimbo con Omicron è inferiore, da un terzo alla metà, rispetto alla fase in cui a prevalere era la variante Delta.

I dati preliminari della Gran Bretagna, ad esempio, mostrano che nonostante l’aumento dei bimbi ricoverati per Covid durante l’ondata Omicron, i più piccoli hanno richiesto meno interventi medici come ventilazione e ossigeno supplementare.

Ciò non significa che siamo ancora al sicuro. Ma è un segnale incoraggiante, che ha spinto ad esempio il Belgio (dove il picco dell’ondata di Omicron è stato oltrepassato a Bruxelles) a revocare la chiusura delle scuole materne e primarie decisa una settimana prima delle vacanze natalizie. E a cancellare la norma che costringeva a fermare le attività in presenza, alle materne, alle primarie e alle secondarie se quattro alunni si fossero contagiati. Dovrà restare a casa in quarantena solo chi è positivo e chi ha sintomi, mentre potrà andare in classe, anche al nido d’infanzia, chi, negativo e senza sintomi, in famiglia ha avuto un contatto ad alto rischio con un contagiato.

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