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Kazakistan, l’Onu chiede il rispetto dei diritti umani

Kazakistan, l’Onu chiede il rispetto dei diritti umani

K metro 0 – New York – Le Nazioni Unite hanno esortato i leader politici e i manifestanti in Kazakistan ad astenersi dalla violenza e rispettare i diritti umani. Il commento di oggi, arriva dopo che il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev in un inquietante discorso televisivo, ha emanato l’ordine di sparare senza preavviso contro i

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K metro 0 – New York – Le Nazioni Unite hanno esortato i leader politici e i manifestanti in Kazakistan ad astenersi dalla violenza e rispettare i diritti umani. Il commento di oggi, arriva dopo che il presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev in un inquietante discorso televisivo, ha emanato l’ordine di sparare senza preavviso contro i manifestanti che stanno dando vita alle proteste di questi giorni.

Parlando con i giornalisti, il portavoce delle Nazioni Unite Stéphane Dujarric, ha affermato che l’Onu continua a seguire la situazione “molto da vicino”. “Il diritto internazionale è chiaro: le persone hanno diritto alla protesta pacifica e alla libertà di espressione.

“In ogni circostanza, è distintamente necessario rispettare i diritti umani e gli standard internazionali”, ha detto Dujarric quando gli è stato chiesto di commentare le parole di Tokáyev.

Giovedì, la responsabile dei diritti umani delle Nazioni Unite, Michelle Bachelet, ha esortato tutte le parti a cercare una soluzione pacifica e ha chiesto il rilascio di tutti i detenuti.

Lo stato di emergenza è stato esteso a tutto il paese, in preda a un malcontento non solo per l’aumento del gas ma anche per l’insofferenza sempre più diffusa contro il dominio dello stesso partito al potere (Nur Otan, che in kazakho significa “patria radiosa”) dopo l’indipendenza dall’Unione Sovietica nel 1991.

Il Kazakhistan, nono paese più grande del mondo, confina con la Russia a nord e con la Cina a sud e possiede ampie riserve di petrolio che lo rendono strategicamente ed economicamente importante. Infatti, l’Alleanza, l’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva, che comprende le repubbliche ex sovietiche del Kazakistan, Bielorussia, Armenia, Tagikistan e Kirghizistan e ha iniziato a dispiegare truppe nel Paese per una missione di mantenimento della pace.

Infine, la Commissione Europea preoccupata della violenza e dell’intervento russo, ha esortato tutti alla moderazione: “la violenza deve essere fermata. Chiediamo inoltre, moderazione a tutte le parti e una risoluzione pacifica della situazione”, ha affermato giovedì un portavoce dell’UE.

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Nizar Ramadan
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