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Francia, bocciata per ora l’approvazione del super green pass

Francia, bocciata per ora l’approvazione del super green pass

K metro 0 – Parigi – Il partito centrista al potere del presidente francese Emmanuel Macron è stato decisamente umiliato oggi dai partiti dell’opposizione uniti nel far mancare i voti per l’approvazione del disegno di legge che renderebbe obbligatorio mostrare la prova di essere stati vaccinati, e non più sufficiente solo un test Covid negativo

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K metro 0 – Parigi – Il partito centrista al potere del presidente francese Emmanuel Macron è stato decisamente umiliato oggi dai partiti dell’opposizione uniti nel far mancare i voti per l’approvazione del disegno di legge che renderebbe obbligatorio mostrare la prova di essere stati vaccinati, e non più sufficiente solo un test Covid negativo o la guarigione dal coronavirus per accedere ai luoghi pubblici e trasporti. E’ la dimostrazione che a Parigi esiste ancora un Parlamento forte e autorevole, segnale di grande democrazia, mentre da due anni, in Italia, l’esecutivo ne ha di fatto esautorato il potere.

L’Assemblea Nazionale della Camera bassa stava discutendo così l’implementazione di un nuovo e più severo pass sanitario che richiederebbe la prova di essere stati del tutto vaccinati. Quando però il governo ha chiesto alla Camera di continuare a discutere la legislazione dopo la mezzanotte, per garantire che potesse essere adottata entro la fine della settimana, la destra dei Républicains (LR) si è unita all’estrema destra e all’estrema sinistra per fermare il dibattito. Nell’imbarazzo per il partito della Repubblica (LREM) di Macron che controlla il Parlamento, non c’era ancora un numero sufficiente di suoi legislatori alla Camera quando si è votato per alzata di mano per proseguire verso la decisione finale. I media francesi hanno evidenziato che la mossa a sorpresa da parte di LR – ha sostenuto la spinta principale della legislazione – ha fatto emergere le crescenti tensioni politiche in vista delle elezioni presidenziali di aprile 2022, in cui Macron sembra il favorito ma non è certo di vincere. Il portavoce del governo Gabriel Attal si è allora scagliato contro un “colpo di Stato procedurale” da parte dei legislatori dell’opposizione, dicendo che volevano “far deragliare il calendario” per ragioni puramente politiche. “Faremo di tutto per rispettare il calendario come è stato stabilito”, ha detto alla radio France Inter. Il governo vuole difatti che il nuovo pass sanitario sia in vigore dal prossimo 15 gennaio.

Il dibattito riprenderà comunque questa sera intorno alle 18, con almeno 500 emendamenti presentati dall’opposizione da discutere e i legislatori che dovranno affrontare un’altra notte fonda. Domani sarà indicata la strada definitiva dell’approvazione o bocciatura finale del “super green pass”. Sta di fatto che tale ritardo ha messo in luce ancora una volta le fragilità del LREM, un partito centrista emergente che non è riuscito a costruire una base solida da quando Macron è salito alla presidenza nel 2017. “Una volta dilettanti, sempre dilettanti”, ha commentato sprezzante Damien Abad, capo della fazione LR all’Assemblea Nazionale, descrivendo il voto come un “grande colpo per il partito al potere e il governo”. Il quotidiano Le Monde ha inquadrato l’episodio come un nuovo segno di tensioni pre-elettorali: “La campagna elettorale presidenziale sembra aver fatto irruzione nei dibattiti sulla politica sanitaria”.

Il primo ministro Jean Castex, ha protestato duramente contro l’atteggiamento “irresponsabile” mostrato a suo dire dall’opposizione: “Il virus sta galoppando, e voi state tirando il freno a mano!”.

Il dibattito all’Assemblea nazionale sul disegno di legge relativo all’obbligo del pass sanitario riprenderà in serata, stando a quanto annunciato sul sito d’informazioni franceinfo da Damien Abad, presidente del gruppo LR in Assemblea. Si discuterà, fra l’altro, di un dispositivo di accoglienza a scuola per i figli dei badanti, che sarà garantito in caso di chiusura delle classi, “in modo che i loro genitori possono continuare a lavorare”, ha promesso il portavoce del governo, Gabriel Attal. Altre professioni dovrebbero essere interessate, ma l’elenco sarà presto specificato.

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