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Balcani, Dodik, leader dei serbo-bosniaci sfida il governo di Sarajevo

Balcani, Dodik, leader dei serbo-bosniaci sfida il governo di Sarajevo

K metro 0 – Sarajevo – “È inevitabile che la Bosnia-Erzegovina si disgreghi e la Republika Srpska lasci il Paese, se non riusciamo a superare le difficili situazioni in cui ci troviamo”, ha avvertito venerdì Milorad Dodik, membro serbo del consiglio presidenziale della Bosnia, lo riferisce l’Agenzia turca Anadolu. L’Assemblea nazionale della Republika Srpska, una

K metro 0 – Sarajevo – “È inevitabile che la Bosnia-Erzegovina si disgreghi e la Republika Srpska lasci il Paese, se non riusciamo a superare le difficili situazioni in cui ci troviamo”, ha avvertito venerdì Milorad Dodik, membro serbo del consiglio presidenziale della Bosnia, lo riferisce l’Agenzia turca Anadolu.

L’Assemblea nazionale della Republika Srpska, una delle due entità della Bosnia-Erzegovina, a popolazione in maggioranza serba, ha convocato una sessione straordinaria a Banja Luka, considerata capitale di fatto dai serbo-bosniaci. I membri dell’opposizione hanno abbandonato la conferenza, sostenendo che il discorso di Dodik fosse una “pura campagna elettorale”.

“La Repubblica di Serbia non adotterà misure militari e se subirà un attacco militare, lotterà per risolverlo con mezzi politici”, ha affermato Dodik. “Continueremo il nostro percorso solo attraverso mezzi politici. Solo perché ci manca la forza militare non implica che abbiamo perso. Respingo la guerra”, ha detto Dodik durante la sessione, e ha ribadito: “Chiedo a questa assemblea di respingere la guerra.”

Durante la sessione, si è deciso di redigere una nuova Costituzione, con Banja Luka proposta per diventare a tutti gli effetti la capitale della Republika Srpska. Inoltre, entro sei mesi, il governo della Republika Srpska dovrebbe creare un nuovo ordinamento giuridico autonomo, con leggi e regolamenti che disciplinino la sicurezza, la difesa, l’amministrazione fiscale e il sistema giudiziario.

Ma i funzionari del Partito di Azione Democratica (SDA) hanno affermato che le risoluzioni in discussione nel parlamento della Republika Srpska sono un attacco diretto all’accordo di pace di Dayton, con gravi ripercussioni. Christian Schmidt, l’alto rappresentante della Bosnia-Erzegovina, ha esortato i politici serbi a ribaltare le proprie decisioni.

“I politici serbi dovrebbero stare alla larga da decisioni che sarebbero disastrose per la Republika Srpska”, ha affermato in una nota.

I membri croati e bosniaci del consiglio presidenziale della Bosnia-Erzegovina, Zeljko Komsic e Sefik Dzaferovic, hanno chiesto ai pubblici ministeri di avviare i necessari procedimenti legali, contro coloro che sono legati alle decisioni prese nell’assemblea dell’entità Republika Srpska.

La Bosnia-Erzegovina è attualmente coinvolta in un conflitto politico tra bosniaci e serbi che vivono nel paese. L’origine della disputa risale a quando Valentin Inzko, ex alto rappresentante per la Bosnia-Erzegovina, ha modificato a luglio scorso il codice penale per vietare la negazione del genocidio dei bosniaci, in gran parte musulmani, da parte dei serbi nella guerra civile del 1992 -95 e la glorificazione dei criminali di guerra.

Dodik, intende procedere per la sua strada. Il primo passo è un’iniziativa per invalidare, nella Republika Srpska, tutte le decisioni prese dall’Ufficio dell’Alto Rappresentante, che ha sovrainteso alla pace sin dalla guerra del 1992-95 che provocò circa 100.000 morti.

Dodik ha denunciato gli emendamenti. “Non vivremo in un Paese in cui qualcuno può imporre una legge semplicemente pubblicandola sul suo sito web”.

Il politico serbo, che ha negato tutte le modifiche legali varate dall’Ufficio dell’Alto Rappresentante, si è impegnato a prendere misure drastiche nell’esercito, nella magistratura e nei sistemi fiscali se l’accordo di Dayton, che ha posto fine alla guerra in Bosnia del 1992-95, non tornerà ad essere applicato nella sua interezza.

Doveroso ricordare, che le leggi cui fa riferimento Dodik sulla Procura della Bosnia e Erzegovina, sui servizi segreti (OSA), sull’agenzia di investigazione e protezione dello Stato (SIPA), e sugli appalti pubblici – sono state adottate a loro tempo, proprio dal parlamento statale bosniaco.

In reazione a questa crisi che potrebbe degenerare sul piano internazionale, la Turchia ha sottolineato la sua determinazione a sostenere con forza la sovranità e l’integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina.

“La Turchia vede le decisioni dell’Assemblea nazionale della Republika Srpska dannose per il quadro costituzionale e giuridico e dannose per il futuro pacifico e prospero dei cittadini della Bosnia ed Erzegovina”, ha detto ieri Tanju Bilgic, portavoce del ministero degli Esteri turco.

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