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Azerbaigian, Heydar Aliyev: riflessioni dall’Italia nel giorno della sua memoria

Azerbaigian, Heydar Aliyev: riflessioni dall’Italia nel giorno della sua memoria

K metro 0 – Roma – Sono trascorsi 18 anni dalla scomparsa del Leader Nazionale dell’Azerbaigian Heydar Aliyev. Presidente simbolo del moderno Azerbaigian indipendente, gettò quelle basi che hanno traghettato l’Azerbaigian verso la sua attuale identità: un paese indipendente, in continua crescita economica, modello di multiculturalismo, modello regionale, partner strategico dell’Occidente e dell’Italia in particolare.

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K metro 0 – Roma – Sono trascorsi 18 anni dalla scomparsa del Leader Nazionale dell’Azerbaigian Heydar Aliyev. Presidente simbolo del moderno Azerbaigian indipendente, gettò quelle basi che hanno traghettato l’Azerbaigian verso la sua attuale identità: un paese indipendente, in continua crescita economica, modello di multiculturalismo, modello regionale, partner strategico dell’Occidente e dell’Italia in particolare.

K metro 0 ha raggiunto alcuni studiosi, accademici, esponenti del mondo della cultura e della diplomazia, per avere una riflessione su questa figura, che ha lasciato un così indelebile segno nella storia dell’Azerbaigian.

“Ogni tanto la storia produce quei personaggi che per “virtù e fortuna” – cioè la capacità di dirigere razionalmente circostanze anche improvvise e avverse – riescono a plasmare le istituzioni e addirittura la società di cui si trovano al vertice. Chiunque visiti l’Azerbaigian si rende conto – anche visivamente – dell’eredità di Heydar Aliyev nella vita pubblica del Paese. Quando devo spiegare agli studenti chi è stato Heydar Aliyev nella storia azerbaigiana, faccio spesso l’esempio di Mustafà Kemal Ataturk per la Turchia. Come Mustafà Kemal anche Heydar Aliyev si è ritrovato leader alla fine di una guerra perduta da altri, con una minaccia concreta all’integrità territoriale del Paese, con una società impoverita, impaurita e sull’orlo della guerra civile. Come Mustafà Kemal ha compiuto uno straordinario sforzo di modernizzazione istituzionale, economica e sociale ridefinendo l’Azerbaigian contemporaneo. E ancora come Mustafà Kemal ha promosso una profonda laicizzazione istituzionale, che fa oggi dell’Azerbaigian forse il paese più secolarizzato di tutto il mondo islamico. E’ evidente che l’Azerbaigian di oggi, uno dei più importanti partner dell’Italia nel mondo post-sovietico, è stato definito profondamente dalla leadership di Heydar Aliyev”, spiega Daniel Pommier, ricercatore di Sapienza Università di Roma e autore di numerosi articoli e volumi dedicati al paese caucasico.

L’analista Emanuel Pietrobon, che ha recentemente visitato il paese, commenta la data sottolineando che “Non si può comprendere l’Azerbaigian contemporaneo senza parlare della figura di Heydar Aliyev, che del fato della nazione si è occupato sin dall’epoca della guerra fredda ed è stato l’architetto della difficile rinascita all’indomani della prima guerra del Karabakh. È stato al tempo stesso pioniere e traghettatore. Noi, Italia, in particolare, dobbiamo a lui l’inizio di quella semina che anni dopo ha condotto alla nascita di un partenariato strategico con l’Azerbaigian. Non è esagerato affermare che le scelte di Heydar Aliyev hanno poi condizionato quelle del suo successore Ilham Aliyev, dall’utilizzazione delle risorse naturali per scopi sociali e geopolitici al fortissimo sodalizio con l’Italia.

Proprio il rapporto con l’Italia viene evidenziato dal giornalista e communication manager Domenico Letizia, che raggiunto dai nostri microfoni ha ricordato come “Il presidente Heydar Aliyev è stato il primo presidente azerbaigiano a visitare l’Italia, incontrando le istituzioni politiche ed economiche, per intrecciare legami politici e diplomatici che l’attualità ha reso ancora più forti. Heydar Aliyev visita il nostro Paese nel 1997, sostenendo l’apertura dell’ambasciata azerbaigiana e gettando le basi di un rapporto che si rafforza ulteriormente. Una relazione concretizzata dai continui e crescenti scambi economici e culturali e dalla promozione di progetti strategici che ancora oggi caratterizzano l’amicizia tra Italia e Azerbaigian“.

Se una delle eredità più evidenti della politica del Presidente Heydar Aliyev si materializza proprio nei rapporti tra Azerbaigian ed Italia, che festeggeranno nel 2022 i 30 anni dall’avvio delle relazioni diplomatiche, un ritratto dato dall’esperienza diretta in Azerbaigian viene da S.E. Margherita Costa, Ambasciatrice italiana a Baku tra il 2001 e il 2005, e oggi Console Onorario della Repubblica dell’Azerbaigian in Genova con giurisdizione su Liguria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta.

Heydar Aliyev: coraggio, intelligenza, sensibilità, sollecitudine, gentilezza. Il Presidente Aliyev aveva tutte queste doti”, racconta l’Ambasciatrice, che facendo un passo indietro ricorda come “la sua visione politica è emersa nel Contratto del Secolo, che poi ha portato all’oleodotto Baku – Tbilisi – Ceyhan e al gasdotto Baku – Tbilisi – Erzurum.

Il suo approccio al multiculturalismo è stato evidente durante la visita di Papa Giovanni Paolo II nel 2002, nel corso della quale il Presidente donò un vasto appezzamento di terreno per la costruzione della Chiesa Cattolica e di numerosi servizi attigui. Il suo atteggiamento è espressione dell’Azerbaigian tutto, che ha massimo rispetto per tutte le religioni e nella stessa capitale, Baku, una chiesa armena è stata restaurata e preservata. Oggi i territori dell’Azerbaigian, che per circa 30 anni sono stati sotto occupazione della parte armena, sono stati liberati dall’Azerbaigian durante la guerra patriottica dello scorso autunno e proprio Heydar Aliyev aveva detto che l’Azerbaigian sarebbe tornato in Karabakh.

Tutto ciò che facilita la comunicazione tra gli esseri umani l’ho trovato nell’Azerbaigian di Heydar Aliyev, e prosegue oggi con la presidenza di Ilham Aliyev.”

Un ricordo personale viene anche da Dariush Rahiminia, PhD in Storia dell’Europa alla Sapienza Università di Roma, che ricorda come “Camminando per le strade dell’Azerbaigian, è impossibile non essere incuriositi dalla fascinazione del popolo verso colui che è considerato il Leader Nazionale, ovverosia Heydar Aliyev. Numerose località, azerbaigiane e non, sono state dedicate a lui – ad esempio l’Heydar Aliyev Center oppure l’aeroporto di Baku Heydar Aliyev. La storia riporta quanto fortemente si dedicò al consolidamento dell’indipendenza e al benessere economico nazionale e il legame che gli azerbaigiani tuttora mostrano con la sua figura, è piena dimostrazione di ciò.”

“Heydar Aliyev merita in pieno l’appellativo con cui è definito da tutti gli azerbaigiani cioè: Padre della Nazione azerbaigiana, Padre della Patria. Egli infatti ha dato un contributo inestimabile alla nazione azerbaigiana, alla costruzione, al rafforzamento e agli indirizzi di sviluppo a lungo termine dell’Azerbaigian”, ha sottolineato Sandro Teti, editore che in Italia ha dedicato un ampio numero di volumi all’Azerbaigian e che offre un ritratto esaustivo e riassuntivo della figura del Leader Nazionale: “Nel 1993 il Paese si trovava in una situazione disperata, con circa un quinto del territorio occupato dalle truppe armene, ridotto in miseria, flagellato da varie problematiche. Proprio in quell’anno Heydar Aliyev è divenuto presidente ed è riuscito con una volontà di ferro, con una lucidità straordinaria, con una vivida intelligenza e, cosa importantissima, senza l’uso della violenza, a realizzare un’impresa, che si potrebbe definire una missione impossibile. È riuscito infatti a trovare le risorse economiche per rimettere in moto l’economia, a trovare le risorse etiche, morali e patriottiche per sollevare il morale di milioni e milioni di compatrioti umiliati dall’occupazione militare e depressi dalla gravissima situazione economica. Il geniale “contratto del secolo” fu il primo passo concreto per finanziare la macchina dello stato, la pubblica istruzione, la ricerca, le costruzioni, le infrastrutture, il settore militare.

La realizzazione della sua visione a lungo termine dello sviluppo del Paese, la sua concezione di sviluppo dello Stato, non si sono interrotte in seguito alla sua improvvisa e prematura scomparsa.

Non possiamo neppure dimenticare il grande ruolo che ebbe nel corso del periodo sovietico quando si distinse come uno dei massimi statisti dell’Urss, riuscendo a far destinare da Mosca molte risorsa per la Repubblica sovietica di Azerbaigian, facendovi dislocare infrastrutture, università, centri di ricerca, fabbriche.

Voglio anche ricordare quello che mi disse un giorno il Premio Nobel per la fisica Zhores Alfërov, grande amico dell’Azerbaigian e ammiratore di Heydar Aliyev, che conosceva personalmente “un Leader allontanato da Gorbacëv, perché ne temeva il grande carisma”.

Nel solco da lui tracciato si è mosso e si sta muovendo con abilità e pertinacia il presidente Ilham Aliyev, il suo governo, tutto il popolo azerbaigiano. Nel corso di meno di vent’anni l’Azerbaigian è stato infatti protagonista di uno straordinario boom economico, paragonabile solo a quello che si ebbe alla fine dell’Ottocento. Il paese ha avuto un processo straordinario di modernizzazione che ha toccato tutti i settori ed è culminato nel ripristino della sovranità territoriale, perduta per quasi trent’anni a causa dell’occupazione armena.”

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