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Biden minaccia Putin di sanzioni economiche se invade l’Ucraina

Biden minaccia Putin di sanzioni economiche se invade l’Ucraina

K metro 0 – Washington – Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden promette dure sanzioni economiche oggi in video chiamata a Vladimir Putin se la Russia invaderà la vicina Ucraina, e al contempo cercherà una soluzione diplomatica per affrontare le decine di migliaia di truppe russe ammassate vicino al confine con il paese guidato

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K metro 0 – Washington – Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden promette dure sanzioni economiche oggi in video chiamata a Vladimir Putin se la Russia invaderà la vicina Ucraina, e al contempo cercherà una soluzione diplomatica per affrontare le decine di migliaia di truppe russe ammassate vicino al confine con il paese guidato da Volodymyr Zelenskyy.

Putin, da parte sua, chiederà garanzie a Biden che l’alleanza militare della Nato non si espanderà mai per includere l’Ucraina, che ha a lungo cercato di farne parte. Un accordo del genere sarebbe un fallimento per gli americani e i loro alleati della Nato. Su questi due punti si gioca una partita decisiva, dunque.

Biden parlerà dalla Situation Room, Putin da Mosca; la telefonata di oggi dovrebbe essere una delle più delicate del successore di Trump. I funzionari dell’intelligence degli Stati Uniti hanno verificato che la Russia ha ammassato 70.000 truppe vicino al confine con l’Ucraina e fatto i preparativi per una possibile invasione all’inizio del 2022.

Gli Stati Uniti non sono sicuri che Putin abbia preso la decisione finale di invadere. Biden intende però evidenziare al leader russo che ci sarà un “costo molto reale” se la Russia dovesse procedere con un’azione militare.

L’espansione verso est della Nato è stata fin dall’inizio un pomo della discordia non solo con Mosca ma anche a Washington. Nel 1996, quando il team di sicurezza nazionale del presidente Bill Clinton discusse la tempistica degli inviti di adesione agli ex alleati sovietici Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, il segretario alla Difesa William Perry chiese di ritardarle per mantenere le relazioni con la Russia. Perry ha scritto nelle sue memorie che quando ha perso il dibattito interno ha considerato di dimettersi. Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca sono state formalmente invitate nel 1997 e hanno aderito nel 1999. E’ poi stata la volta nel 2004 di Bulgaria, Romania, Slovacchia, Slovenia e degli stati ex sovietici di Estonia, Lettonia e Lituania. Da allora, Albania, Croazia, Montenegro e Macedonia del Nord hanno aderito, portando il totale del Patto Atlantico a 30 nazioni. Un principio chiave dell’alleanza Nato è che l’adesione è aperta a qualsiasi paese che si qualifichi. E nessun estraneo ha il potere di veto. Mentre ci sono poche prospettive che l’Ucraina sia invitata nell’alleanza in tempi brevi, gli Stati Uniti e i suoi alleati non lo escludono.

In preparazione della chiamata con Putin, Biden il 6 dicembre ha parlato con i leader di Regno Unito, Francia, Germania e Italia per coordinare i messaggi e le potenziali sanzioni al Cremlino. La Casa Bianca ha specificato “che i leader hanno invitato la Russia a ridurre le tensioni e concordato che la diplomazia è l’unico modo per risolvere il conflitto”.

Prima del faccia a faccia Biden-Putin, il segretario di Stato Antony Blinken ieri ha dialogato con il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, il quale ha scritto su Twitter che lui e Blinken “hanno concordato di continuare l’azione congiunta e concertata” e ha espresso la sua gratitudine per gli Stati Uniti e gli alleati che forniscono “continuo sostegno alla nostra sovranità e integrità territoriale”. Lo stesso Biden dovrebbe parlare con Zelenskyy entro questa settimana.

Il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price ha riferito che Blinken “ha ribadito l’incrollabile sostegno degli Stati Uniti alla sovranità, all’indipendenza e all’integrità territoriale dell’Ucraina di fronte all’aggressione russa“. Il Cremlino ha però chiarito che Putin chiederà oggi garanzie vincolanti a Biden che precludano l’espansione della Nato in Ucraina. Biden ha già fatto sapere che nessuna garanzia del genere è probabile e che “non accetterà la linea rossa di nessuno”.

L’addetto stampa Psaki ha ricordato, infatti, “che i paesi membri della Nato decidono chi è membro della stessa, non la Russia, ed è sempre stato così”. Eppure, Putin vede questo come un momento cruciale per riadattare la dinamica di potere del rapporto Usa-Russia. “Si tratta di principi fondamentali stabiliti 30 anni fa per le relazioni tra la Russia e l’Occidente”, ha detto Fyodor Lukyanov, un importante esperto di politica estera di Mosca. “La Russia chiede di rivedere questi principi, l’Occidente dice che non c’è motivo di farlo. Quindi, è impossibile arrivare a un accordo così”.

Oltre all’Ucraina, ci sono molte altre questioni spinose sul tavolo, compresi i cyberattacchi e i diritti umani. Entrambe le parti hanno già comunicato che non si aspettano alcuna svolta sull’Ucraina o sugli altri temi in discussione.

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