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A Roma “UNIted. A Voice for Afghan Women and Girls”: per la solidarietà con le donne afghane

A Roma “UNIted. A Voice for Afghan Women and Girls”: per la solidarietà con le donne afghane

K metro 0 – Roma – A Roma. artisti italiani e rappresentanti delle istituzioni hanno lanciato un appello di solidarietà “UNIted. A Voice for Afghan Women and Girls”. al Concerto “UNIted. A Voice for Afghan Women and Girls”. L’iniziativa, realizzata dall’Universities Network for Children in Armed Conflict (UNETCHAC), Rete internazionale di università e istituti di

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K metro 0 – Roma – A Roma. artisti italiani e rappresentanti delle istituzioni hanno lanciato un appello di solidarietà “UNIted. A Voice for Afghan Women and Girls”. al Concerto “UNIted. A Voice for Afghan Women and Girls”. L’iniziativa, realizzata dall’Universities Network for Children in Armed Conflict (UNETCHAC), Rete internazionale di università e istituti di ricerca che si batte contro la partecipazione, in tutto il mondo, di bambini ai conflitti armati, in collaborazione con l’Istituto di Studi Politici “S.Pio V” e il Conservatorio Statale di Musica “Santa Cecilia” di Roma, s’ è svolta presso la sala Accademica del Conservatorio, col supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

“Sono certa che questa iniziativa offrirà a tutti una preziosa occasione per esprimere vicinanza alle donne afghane nella difesa della loro dignità e dei loro insopprimibili diritti”, questo è il messaggio del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, letto dalla Prof. Laura Guercio, Membro del Comitato di Coordinamento dell’Universities Network. Sostegno e apprezzamento ad organizzatori e artisti è espresso anche dal MAECI e dal Ministero della Cultura.

“Il Ministero degli Affari Esteri è fiero di collaborare attivamente con il Network universitario per i bambini nei conflitti armati che, in brevissimo tempo dalla sua costituzione, è diventato una voce fondamentale a livello internazionale nella difesa dei diritti dei bambini che vivono in zone colpite da conflitti armati”, ha espresso il Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Benedetto Della Vedova nel messaggio letto dal Consigliere Gianluca Alberini. “L’iniziativa di oggi – ha aggiunto – è particolarmente preziosa in quanto siamo convinti che le arti dello spettacolo, inclusa la musica, possano essere un fondamentale strumento di sensibilizzazione, nonché un potente veicolo per denunciare violazioni e abusi e per promuovere i diritti umani, la giustizia e la pace”.

“Cultura e arte vuol dire pensare e ragionare, vuole dire libertà. La più grande libertà che si possa dare una persona è quella di scegliere di restare nel proprio paese ed è questo il primo diritto che ci impegniamo a restituire. Questo, il compito di tutti noi”, ha dichiarato il Sottosegretario di Stato alla Cultura Lucia Borgonzoni.

Ambrogio Sparagna; Eugenio Bennato; Pietra Montecorvino; Grazia Di Michele; Sergio Iovino, Direttore Artistico di Universities Network; Paola Micieli “Dalai” e i musicisti del CPM Music Institute di Milano; The Shalalalas e il Dipartimento Jazz del Conservatorio “Santa Cecilia”. Con loro, l’artista afghano Sirat Aziiz Ullah che, interpretando una canzone tradizionale afghana, ha raccontato il dramma aperto di un popolo, ma anche un sogno di pace e di speranza. La musica è stata intervallata da letture e riflessioni, talora silenziose, dedicate all’Afghanistan che hanno coinvolto gli attori Monica Guerritore ed Edoardo Coen.

Vere protagoniste della serata sono state le giovani afghane: Nazifa Mersa Hussain, mediatrice culturale afghana con Simona Lanzellotto, Presidente dell’Associazione Law, hanno lanciato un appello per la raccolta fondi destinata ad un progetto di formazione che il Network intende promuovere per sostenere con concretezza la formazione e lo studio delle giovani afghane in Italia.

Numerosi gli interventi e le voci che hanno fatto del concerto una sola voce per unire e avvicinare: è stata, diremmo, una sorta di “mini Live aid 1985”, nella consapevolezza che il nemico da battere, stavolta, non sono fame e carestie (che pure persistono, in tante aree del mondo), ma l’intolleranza,  la discriminazione il pregiudizio (quel pregiudizio, che, ricordava Albert Einstein, è piu’difficile da scardinare dell’atomo…). Sono intervenuti, tra gli altri anche Il Senatore Giorgio Fede; il Direttore del Conservatorio “Santa Cecilia” Roberto Giuliani, il Presidente

del Conservatorio Antonio Marcellino; il Presidente del CIR – Consiglio italiano per i rifugiati Roberto Zaccaria, e molti altri ancora.

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