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Austria, gli Stati federali inaspriscono le regole

Austria, gli Stati federali inaspriscono le regole

K metro 0 – Vienna – In Austria, il rapido aumento del numero di infezioni sta portando a un inasprimento delle regole anti-covid per le persone non vaccinate. Dopo gli Stati della Stiria e del Tirolo, l’Alta Austria e la Carinzia presto non consentiranno più a persone non vaccinate di entrare in ristoranti e bar.

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K metro 0 – Vienna – In Austria, il rapido aumento del numero di infezioni sta portando a un inasprimento delle regole anti-covid per le persone non vaccinate. Dopo gli Stati della Stiria e del Tirolo, l’Alta Austria e la Carinzia presto non consentiranno più a persone non vaccinate di entrare in ristoranti e bar. Questo varrà anche mostrando all’ingresso un test negativo, come già è stato deciso venerdì da alcuni stati federali. Le misure entreranno in vigore in Alta Austria l’8 novembre e in Carinzia il 4 novembre.

Le regole si applicano ai locali di gastronomia notturna e agli eventi senza posti assegnati a partire da 500 persone. Avrà accesso solo chi è stato vaccinato e chi potrà dimostrare di aver contratto il covid ed essere guarito. In molti luoghi è obbligatorio indossare una mascherina FFP2. Si parla anche di rafforzare tutti i controlli.

A causa del rapido aumento del numero dei contagiati negli Stati, diversi distretti avevano già deciso che fosse necessario effettuare un test all’uscita dal Paese per tutti coloro che non risultano né vaccinati né guariti.

“Inizia ora l’aumento del numero di casi che abbiamo visto da due settimane arrivare nelle unità di terapia intensiva” afferma il ricercatore sulla complessità Peter Klimek del Complexity Science Hub di Vienna.

Il ministero della Salute – riporta la kurier – sta preparando un ulteriore inasprimento delle misure preventive in coordinamento con il governo federale, “a scopo precauzionale”. Si tratta, in particolare, della regolamentazione necessaria affinché le misure, già note del “piano step by step” possano entrare in vigore non appena la situazione epidemiologica lo richieda. Come è noto, il piano si basa sull’utilizzo delle unità di terapia intensiva con pazienti contagiati.

L’ente di previsione Covid ipotizza che tra 300 e 435 pazienti Covid dovranno essere curati nelle unità di terapia intensiva nelle prossime due o tre settimane.

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