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Gran Bretagna a rischio blackouts questo inverno per l’impennata dei prezzi dell’energia

Gran Bretagna a rischio blackouts questo inverno per l’impennata dei prezzi dell’energia

K metro 0 – Londra – Mentre si avvicina l’inverno, con la domanda di elettricità destinata ad aumentare (del 500%) durante la stagione fredda, l’Inghilterra rischia di restare senza corrente. Il prezzo del gas, che genera oltre un terzo dell’elettricità del paese, è quadruplicato dall’inizio dell’anno ed è aumentato notevolmente negli ultimi mesi, in un

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K metro 0 – Londra – Mentre si avvicina l’inverno, con la domanda di elettricità destinata ad aumentare (del 500%) durante la stagione fredda, l’Inghilterra rischia di restare senza corrente.

Il prezzo del gas, che genera oltre un terzo dell’elettricità del paese, è quadruplicato dall’inizio dell’anno ed è aumentato notevolmente negli ultimi mesi, in un mercato dell’energia in crisi ormai da settimane. Ciò ha portato al fallimento di alcuni fornitori di energia, creando enormi problemi per le industrie che utilizzano grandi quantità di elettricità.

Con l’arrivo dell’inverno, il semplice riscaldamento di uffici, fabbriche o persino asili nido può diventare troppo costoso per molte aziende.

La crisi ha le sue radici nella pandemia, che aveva portato a un rallentamento delle attività produttive e quindi a un minor consumo di energia. Ma adesso che la pandemia comincia ad attenuare i suoi effetti si è creata, all’improvviso, una pesante crisi dell’approvvigionamento energetico globale che ha fatto aumentare ovunque le bollette di luce e gas.

Una crisi cui anche l’Inghilterra non sfugge e che ha messo in luce alcune delle difficoltà della sua situazione energetica.

In seguito alla ripresa economica post Covid, la domanda di gas è aumentata vertiginosamente, con una maggiore richiesta dall’Asia e la mancanza di energia prodotta dalle turbine: due fattori che hanno contribuito alla crisi.

Andrew Crossland, un esperto che gestisce un sito Web che tiene traccia del consumo energetico del Regno Unito, ha spiegato che il paese ha perso la sua diversità e indipendenza energetica perché ha chiuso quasi tutte le sue centrali a carbone, compensando le loro forniture per lo più col gas importato.

Nel 2012 il 43% dell’elettricità del Regno Unito proveniva dal carbone, quest’anno la percentuale è scesa all’1,9%. Il gas rappresenta ora il 44% della produzione di elettricità del paese.

Non avendo più il carbone come riserva, ha concluso Crossland, “siamo bloccati in attesa che Putin riaccenda il gas”.

Diversi membri del parlamento dell’UE hanno accusato la Russia di aver deliberatamente rallentato le importazioni di gas in Europa per creare una crisi e aprire il nuovo controverso gasdotto Nord Stream 2 (che collega direttamente la Russia alla Germania, via mare, evitando la rotta via terra attraverso Ucraina e Bielorussia e aumentando così la dipendenza, energetica e politica, dei paesi dell’Europa Centrale ex sovietica) .

La Russia ha negato di aver deliberatamente causato la crisi e il presidente Putin ha recentemente affermato che il suo paese aumenterà le esportazioni verso l’Europa.

Putin ha detto che cinque o sei anni fa il Regno Unito avrebbe potuto accendere le centrali a carbone che avrebbero stabilizzato i costi energetici, ridotto la domanda di gas e portato a un calo dei prezzi. E ha aggiunto che il governo britannico ha perso “molte occasioni” di investire in energie rinnovabili alternative, citando come esempio il progetto per lo sfruttamento dell’energia delle maree sull’estuario del fiume Severn.

Ma quanto sono probabili i tanto temuti blackouts? A parere degli esperti e della National Grid (la multinazionale britannica di servizi di elettricità e gas) sebbene i rischi di interruzioni di corrente siano maggiori, un blackout a livello nazionale questo inverno non sembra probabile.

Ma, poiché il prezzo del gas è così alto e la domanda è destinata ad aumentare in modo massiccio durante l’inverno, potrebbero verificarsi blackout causati da motivi economici, nel senso che famiglie e imprese semplicemente non potranno permettersi di tenere le luci accese.

Nonostante i consumatori britannici sono ancora relativamente protetti da un picco globale dei prezzi dell’energia, dal 1° ottobre era previsto un tetto massimo di 1.495 euro all’anno, ovvero circa 124 euro al mese. Un aumento del 12% rispetto al livello precedente, ma il guaio è che la prossima revisione dei prezzi sarà molto più alta in percentuale. E il peggio, per gli inglesi, deve ancora venire.

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