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Belgio: Il governo annuncia una tassa sui voli brevi. Per far cassa o per ridurre davvero l’inquinamento?

Belgio: Il governo annuncia una tassa sui voli brevi. Per far cassa o per ridurre davvero l’inquinamento?

K metro 0 – Bruxelles – In francese si chiamano sauts de puces, letteralmente: salti della pulce. Un modo colorito per designare i voli brevi, gli scali a breve distanza. Per scoraggiarli il governo De Croo, in Belgio, ha previsto una tassa sui biglietti aerei per voli a breve raggio (meno di 500 km da

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K metro 0 – Bruxelles – In francese si chiamano sauts de puces, letteralmente: salti della pulce. Un modo colorito per designare i voli brevi, gli scali a breve distanza. Per scoraggiarli il governo De Croo, in Belgio, ha previsto una tassa sui biglietti aerei per voli a breve raggio (meno di 500 km da un aeroporto nazionale).

Il provvedimento rientra nell’ambito dell’accordo sul bilancio federale del 2022 annunciato martedì. E mira a scoraggiare il trasporto aereo a breve raggio. A vantaggio del treno, meno inquinante. Di questo si discute già da tempo nei Pesi Bassi, come in Belgio e in Svizzera.

Il governo olandese, per esempio, aveva già pensato di sopprimere i voli Amsterdam-Bruxelles, un tragitto di 200 km altrettanto rapido con il treno, e decisamente più ecologico.

E perché continuare a collegare Ginevra a Zurigo o Lugano con la compagnia Swiss, si chiedevano le autorità elvetiche, quando lo si può fare su rotaia? In Svizzera il traffico aereo è all’origine del 10% delle emissioni di gas serra.

Anche la ministra belga dell’Ambiente, già nel 2019, stava riflettendo sull’opportunità di sopprimere i sauts des puces di meno di 1.000 km…

Se però i voli brevi si rimpiazzano con l’automobile, l’impatto è allora più che discutibile. Ma discutibile è anche la vaghezza di una tassa d’imbarco come quella prevista dal governo belga, che potrebbe interessare poco più di 700.000 passeggeri all’anno (“Le Soir” prevede al massimo 900.000).

Una tassa, per un importo anch’esso ancora vago, che dovrebbe oscillare tra i 3 ei 6 euro a seconda delle indiscrezioni. In questo range, probabilmente non solo non sarebbe realmente dissuasiva, ma non permetterebbe di raggiungere i 30 milioni che il governo prevede di incassare per il primo anno.

Attualmente, solo l’aeroporto di Zaventem offre voli entro un raggio di 500 km. Sono destinati a Germania (Francoforte, Stoccarda, Amburgo), Paesi Bassi (Amsterdam, Maastricht), Regno Unito (Londra, Birmingham), Francia (Parigi) e Svizzera (Zurigo), e servono in particolare per il transito per un viaggio più lontano.

Il provvedimento fa già molto discutere. E sul governo De Croo, soprannominato anch’esso in modo pittoresco Coalition Vivaldi, dal nome del famoso musicista veneziano, compositore de “Le Quattro Stagioni” (l’allusione è alle quattro diverse componenti politiche che lo sostengono: liberali, socialisti, cristiano democratici e verdi), già piovono le critiche.

“Come si calcolano questi 30 milioni d’incasso previsto dal balzello nel 2022?”, ha chiesto Catherine Fonck del CDH (Centre Démocrate Humaniste di orientamento cristiano-democratico ), osservando che questa tassa dovrebbe riguardare circa un milione di voli. “E se vado a Singapore via Francoforte?”, ha aggiunto Theo Francken della N-VA (Nuova Alleanza Fiamminga). “E i passeggeri in transito? Dobbiamo garantire la competitività di Brussels Airlines”, ha affermato.

“Come l’avete calcolata questa entrata di 30 milioni? A casaccio?” Ha chiesto Raoul Hedebouw del PTB (Partito del Lavoro del Belgio, di orientamento marxista-leninista).

Quest’opzione è solo un inizio, mira intanto a voltar pagina, ha dichiarato il ministro della Mobilità Georges Gilkinet. “Dove è possibile prendere un treno piuttosto che un aereo, incoraggiamo a prendere il treno. Come negli Stati vicini – questo esiste già nei Paesi Bassi e in Francia – si dovrà pagare una tassa d’imbarco per i voli entro un raggio di 500 km. Con l’obiettivo, sì certo, di incassare 30 milioni di euro, non abbiamo niente da nascondere. Ma allo stesso tempo stiamo investendo nello sviluppo del treno internazionale”.

Questa risposta non ha convinto l’opposizione. “Se non sapete fare due conti, come potete garantire la credibilità del vostro bilancio?“, ha risposto il capogruppo di N-VA Peter De Roover. “O quell’importo non è credibile nel vostro budget, o non si tratterà solo di 5 o 6 euro per biglietto aereo”.

Dai banchi del governo, il socialista Ahmed Laaouej ha avanzato la previsione che del provvedimento annunciato si dovrà tornare a discutere dopo la pubblicazione della relazione della Corte dei conti.

Nel frattempo resta aperta la vecchia questione riproposta ieri da Eric Renette sulle pagine di economia del principale quotidiano belga “Le Soir”: le tasse sui voli servono per manovre di aggiustamento di bilancio piuttosto che affrontare realmente il problema delle emissioni di CO2?

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