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Francia-Algeria: una guerra della memoria senza fine

Francia-Algeria: una guerra della memoria senza fine

K metro 0 – Parigi – Le relazioni tra Parigi e Algeri sono state spesso tese, ma mai avevano toccato un nuovo minimo come negli ultimi giorni. Lo scorso fine settimana l’Algeria ha richiamato il suo ambasciatore da Parigi e ha bandito gli aerei militari francesi dal suo spazio aereo, che la Francia usa regolarmente

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K metro 0 – Parigi – Le relazioni tra Parigi e Algeri sono state spesso tese, ma mai avevano toccato un nuovo minimo come negli ultimi giorni. Lo scorso fine settimana l’Algeria ha richiamato il suo ambasciatore da Parigi e ha bandito gli aerei militari francesi dal suo spazio aereo, che la Francia usa regolarmente per raggiungere le sue forze che combattono i jihadisti nella regione del Sahel a sud.

Domenica, il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ha chiesto alla Francia il “totale rispetto”, a seguito di una discussione sui visti e dei commenti critici di Parigi sul paese nordafricano. E come se non bastasse, lunedì è scoppiata la polemica fra Macron e l’Associazione algerina degli Ulema (i teologi e giureconsulti islamici) che ha respinto le recenti affermazioni del presidente francese secondo cui la colonizzazione francese era stata preceduta, in un più lontano passato storico, da quella ottomana.

Macron alludeva alla presenza ottomana nel paese tra il 1514 e il 1830 equiparata a una colonizzazione. Come a dire, “eravate già stati sottomessi dai turchi, i francesi sono arrivati dopo”: un evidente tentativo di alleviare l’atroce passato coloniale della Francia.

Gli ottomani che sono venuti in Algeria non sono venuti come occupanti coloniali. Sono venuti su invito degli algerini… per aiutarli a sconfiggere l’aggressione crociata spagnola”, ha risposto prontamente Abdul-Razzaq Qassoum, presidente dell’associazione degli Ulema. Secondo Qassoum, gli ottomani, a differenza della Francia, non uccisero gli algerini, né distrussero il loro paese o saccheggiarono le loro ricchezze: gli algerini “possedevano molta ricchezza (sotto gli ottomani)”.

Gli ottomani non hanno imposto la loro lingua agli algerini. Non hanno contrastato le loro credenze e “nemmeno la nostra Madhhab” (scuola di diritto islamico)”. Al contrario, Qassoum ha affermato che le forze coloniali francesi hanno causato “tragedie” all’Algeria e “miseria” al suo popolo.

In un’intervista televisiva di domenica, il presidente Tebboune ha rievocato il massacro francese di quasi 4.000 fedeli durante l’era coloniale, uccisi mentre organizzavano un sit-in all’interno di una moschea ottomana chiamata Ketchaoua, nel tentativo di impedire che venisse convertita in chiesa.

L’Algeria rappresenta l’esempio più recente e sanguinoso della storia coloniale francese nel continente africano. Circa 1,5 milioni di algerini sono stati uccisi e molti altri sono stati sfollati nel corso di una lotta per l’indipendenza iniziata nel 1954 e durata otto anni. La Francia ha anche commesso un genocidio culturale contro l’Algeria in epoca coloniale, distruggendo tre secoli di storia ottomana del paese e la propria identità locale, e trasformando anche molti monumenti culturali e religiosi.

Le osservazioni di Macron a fine settembre secondo cui la nazione algerina non esisteva prima del dominio coloniale francese e un’altra colonizzazione ha preceduto quella del suo paese ha scatenato una tempesta di condanne in Algeria.

Il presidente Tebboune ha bollato le affermazioni di Macron come un “inaccettabile insulto” ai martiri dell’indipendenza algerina e ha richiamato il suo ambasciatore in Francia, Antar Daoud per consultazioni.

Questo è avvenuto dopo un’aspra lite sui visti, seguita dalle dichiarazioni di Macron riportate dai media, secondo le quali l’Algeria era governata da un “sistema politico-militare” che aveva totalmente riscritto la sua storia a proprio uso e consumo.

Dichiarazioni considerate da Tebboune una inaccettabile “interferenza” negli affari interni del paese e definite dai media algerini “al vetriolo”.

Macron ha inoltre affermato che la decisione francese di ridurre il numero di visti concessi ai cittadini di Algeria, Marocco e Tunisia non avrebbe avuto alcun impatto su studenti e uomini d’affari. E si è augurato che le tensioni con l’Algeria si plachino.

Va tuttavia ricordato che Macron si è spinto oltre i presidenti francesi che lo hanno preceduto nel cercare di affrontare l’eredità della storia coloniale francese.

Nel 2017, durante la campagna per le elezioni presidenziali, ha dichiarato che la colonizzazione dell’Algeria era stata un “crimine contro l’umanità”.

E il mese scorso ha implorato il “perdono” da parte delle famiglie degli algerini che hanno combattuto a fianco dei francesi in Algeria.

La Francia però non si è mai scusata ufficialmente con l’Algeria, come Stato, per le sue politiche coloniali.

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