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Gb: servizio telefonico e un’app a protezione delle donne

Gb: servizio telefonico e un’app a protezione delle donne

K metro 0 – Londra – Priti Patel ha già detto di sì. La ministra degli Interni britannica è favorevole alla proposta dell’amministratore delegato di British Telecom, Philip Jansen, di lanciare un nuovo servizio telefonico a protezione delle donne che tornano a casa da sole, per scongiurare stupri e violenze. SOS donna: chiamate 888. Il

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K metro 0 – Londra – Priti Patel ha già detto di sì. La ministra degli Interni britannica è favorevole alla proposta dell’amministratore delegato di British Telecom, Philip Jansen, di lanciare un nuovo servizio telefonico a protezione delle donne che tornano a casa da sole, per scongiurare stupri e violenze.

SOS donna: chiamate 888. Il servizio proposto da Jansen permetterebbe di usare un’app o digitare il numero 888 per attivare un tracciamento GPS fornendo dettagli sui propri spostamenti ai servizi di emergenza, compresa la polizia.

Una donna potrà così scaricare la nuova app e inserire il proprio indirizzo di casa, così come altri indirizzi frequenti, per la sua maggiore sicurezza. E potrà inserire la propria destinazione nell’app del telefono insieme all’orario di arrivo previsto prima di uno spostamento, che il sistema GPS monitorerà tramite un messaggio di testo.

Il servizio fornirebbe anche informazioni sul percorso previsto inviando messaggi di allerta a contatti selezionati, nel caso la donna non riuscisse a tornare a casa nel tempo stabilito.

I servizi di emergenza, compresa la polizia, verranno avvisati se la persona non risponde a un messaggio inviato dal sistema che verifica il suo arrivo in sicurezza.

Secondo le indiscrezioni del “Daily Mail”, questa linea di assistenza sarebbe costata circa 50 milioni di sterline (68 milioni di dollari).

Questo sistema innovativo piace alla ministra degli Interni, che lo sta esaminando insieme ai suoi più stretti collaboratori.

L’amministratore delegato di British Telecom ha detto al “Daily Mail” che l’idea di un’app del genere è nata dopo il rapimento, lo stupro e l’omicidio di Sarah Everard da parte dell’agente di polizia Wayne Couzens.

Sarah (33 anni) londinese, era stata rapita, poi violentata e uccisa, mentre tornava a casa attraversando il parco di Clapham Common, periferia sud di Londra, il 3 marzo scorso. Il suo cadavere venne poi occultato nel Kent, a sessanta miglia da Londra.

Il suo carnefice, Wayne Couzens (48 anni) agente di Scotland Yard, fece finta di arrestarla con il pretesto di “aver violato le regole anti Covid”.

Il rapimento e l’efferato omicidio di Sarah (che sono costati al poliziotto la condanna all’ergastolo) scatenarono aspre polemiche nel Regno Unito, sull’insicurezza di Londra e altre città britanniche per molte donne che girano da sole, che da allora è diventata un argomento scottante.

Lo scorso settembre, Sabina Ness, un’insegnante di scuola elementare di 28 anni, è stata aggredita e uccisa a Londra mentre stava facendo una passeggiata a cinque minuti da casa sua per incontrare gli amici.

Il suo corpo è stato trovato vicino al One Space Community Center a Kidbrooke Park Road a Greenwich, quasi 24 ore dopo l’omicidio, secondo la polizia metropolitana.

Nessa era un’insegnante alla Rushey Green Primary School di Catford, nel sud-est di Londra.

 

foto Afp

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