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Francia: tribunale respinge richiesta di restrizioni più severe ai siti porno

Francia: tribunale respinge richiesta di restrizioni più severe ai siti porno

K metro 0 – Parigi – Il cavallo di Troia passa attraverso un cavillo: non è un gioco di parole, un calembours, visto che si tratta della Francia. Ma un dato di fatto, non per questo incontestabile… E’ un fatto, che venerdì 8 ottobre, un tribunale francese, appigliandosi a un cavillo legale, abbia contestato, respingendolo,

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K metro 0 – Parigi – Il cavallo di Troia passa attraverso un cavillo: non è un gioco di parole, un calembours, visto che si tratta della Francia. Ma un dato di fatto, non per questo incontestabile…

E’ un fatto, che venerdì 8 ottobre, un tribunale francese, appigliandosi a un cavillo legale, abbia contestato, respingendolo, un reclamo presentato da due associazioni per la tutela dei minori che mirava a restringere l’accesso ad alcuni dei più grandi siti web pornografici del mondo.

Attraverso la loro denuncia contro le principali società di telecomunicazioni francesi, queste associazioni avevano sperato di bloccare o limitare ulteriormente l’accesso dei bambini a nove importanti siti porno, tra cui PornHub e Xvideos.

Ma il giudice ha respinto la richiesta perché la corte non era stata in grado di ascoltare le argomentazioni degli editori dei siti, secondo l’associazione di categoria degli operatori delle telecomunicazioni del paese.

“Sfortunatamente è stata una perdita di tempo poiché non possiamo negare che ci sia un problema”, ha dichiarato l’amministratore delegato della federazione francese delle telecomunicazioni Michel Combot.

Le associazioni che vogliono tutelare i minori potrebbero rivolgersi, secondo lui, all’autorità di vigilanza sui media francesi per bloccare l’accesso illegale ai siti, che gli operatori attuerebbero prontamente quando fossero istruiti da un giudice.

“Come fornitore di rete, Orange è neutrale e intende rimanere tale”, ha tenuto a precisare un portavoce di questa compagnia di telecomunicazioni chiamata in causa dal reclamo delle associazioni peri minori insieme a Free (Free Mobile SAS, filiale francese di Iliad), SFR (Societé Française du Radiotéléphone, il secondo più importante operatore di telefonia mobile in Francia) e Bouygues Telecom.

Orange (erede storica del colosso pubblico France Télécom) che oggi fornisce servizi di telefonia fissa e mobile e internet, ha aggiunto il suo portavoce, offre strumenti di controllo come i “filtri familiari” (software in grado di selezionare pagine su internet in base ad alcuni criteri) per limitare l’accesso dei bambini ai siti pornografici.

Ma Samuel Comblez, di e-Enfance, una delle due associazioni che hanno fatto ricorso al tribunale, non si dà per vinto. “Non è una battaglia completamente persa”, ha dichiarato, aggiungendo che adesso sta esaminando altri modi per limitare l’accesso ai siti.

Gli attuali standard di verifica – come spuntare una casella che indica che l’utente ha più di 18 anni – rendono troppo facile per i bambini l’accesso ai siti web. Comblez ha fatto infine osservare che i domini ospitanti a livello internazionale (leggi: servizi di hosting blindati a prova di richieste legali o quantomeno disposti a chiudere un occhio su quello che viene fatto con i suoi server) hanno reso più difficile l’applicazione delle regole esistenti. (REUTERS).

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